Quantcast

Antica Kroton: “Inaudito negare ad una commissione consiliare l’accesso agli atti”

Linda Monte chiede l'intervento delle "rappresentanze istituzionali accomodati nei palazzi romani".

Più informazioni su

Riceviamo e Pubblichiamo:

Indignarsi per comportamenti discutibili in ambito comunale, potrebbe sembrare una inezia. Non è mia intenzione sollevare inutili questioni, l’ultimo consiglio comunale in una ormai strana città, che sembra sonnecchiare, non è però così, lascia senza parole. Si rimane impotenti e privi di speranza, con una pandemia globale capace di annichilire anche i più volenterosi e forti. Eppure negare ad una commissione consiliare l’accesso agli atti, in questo caso quelli dell’Antica Kroton, vale tuttavia anche per altri argomenti di portata pubblica, è semplicemente inaudito. Serpeggia in maniera non eclatante il ricorso alla negazione di fatti evidenti, si sente raccomandare prudenza e silenzio, anche su i più elementari diritti e da chi magari puoi riconoscere in aperto e democratico.
Per non farla troppo lunga e senza scomodare associazioni grandi o piccole, ordini professionali e quant’altro, chiedo invece che le rappresentanze istituzionali accomodati nei palazzi romani, di interessare non solo la stampa nazionale, ma le autorità ministeriali, di tutela dei diritti e di certo per quel che vale – perché non si nega a nessuno – una interrogazione parlamentare potrebbe suscitare sdegno e preoccupazione, in quanto attentato alla Costituzione.
La città di Crotone, amata a parole – lo scopro in ritardo purtroppo – è invece detestata e maltrattata, non è consentito a nessuno, neanche a chi è stato legittimato col voto del popolo sovrano, negare l’accesso agli atti e libertà di dissenso. Ancor più grave è che una funzionaria si arroghi il diniego di ciò. Ovviamente perché lo permette la politica, ma quale e chi, perché? Ciò detto ed alla luce di fatti, chiunque e con le mani libere davvero può credere che questo negare possa invece celare altro?

Linda Monte

Più informazioni su