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Antica Kroton: aggiotaggio, aggiramento o semplice inadeguatezza?

Mentre anche la Senatrice Corrado si è sfilata, si è pronti pure a "ripagare" l'inerzia della Regione e del Ministero, oltre che favorire privati ed improvvisatori. Memoria amministrativa ancor prima che archeologica!

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Sentivamo l’esigenza! Visto che, come sarà chiaro a termine di questo articolo, Antica Kroton non è certo tema da noi trattato da poco tempo; l’esigenza è cercare di fare innanzitutto memoria ed anche un pizzico di richiesta (concreta) di chiarezza, innanzitutto a noi stessi. L’obiettivo generale del progetto Antica Kroton, è bene rammentarlo richiamando documenti realmente attinenti, è orientato alla promozione, rafforzamento e consolidamento del patrimonio culturale dell’area urbana di Crotone e Capo Colonna, in linea con quanto individuato nell’accordo originario del 2004. Le finalità progettuali generali furono strutturate in una logica di sistema e non solo per ovvi motivi culturali ed “industriali”. Rammentiamo infatti quelli più specificatamente amministrativi e non dalla pletora di annunci che prevedevano addirittura 100 milioni di euro. E’ infatti con delibera CIPE n°62/2011 che sono assegnati (per davvero) alla Regione Calabria le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2007/2013 (FSC), all’interno del quale, ai fini dell’attuazione degli interventi, si ricorre, tra gli altri, allo strumento dell’Accordo di Programma Quadro (APQ). Passano 2 anni da quella data, ed il 6 marzo 2013, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Calabria, sottoscrivono un Accordo di valorizzazione del patrimonio di Antica Kroton che prevede, all’art. 4, che lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, stipulino appunto accordi per definire (per davvero e per documenti con validità amministrativa) strategie e obiettivi comuni di valorizzazione; nonché per elaborare i conseguenti piani strategici di sviluppo culturale ed i programmi, relativamente ai beni culturali, di pertinenza pubblica. E’ bene anche rammentare che gli accordi di questo tipo possono essere conclusi su base regionale o subregionale, in rapporto ad ambiti territoriali definiti, e promuovono altresì l’integrazione, nel processo di valorizzazione concordato, delle infrastrutture e dei settori produttivi collegati. E, proprio secondo quanto previsto dal Codice dei beni culturali e del Paesaggio, al fine di dare attuazione all’Accordo di valorizzazione, sono stati stipulati Accordi esecutivi successivi in attuazione dell’Accordo Stato Regione (ex art. 6, c. 2b dell’Intesa Stato/Regione). E, così come previsto dalla delibera CIPE, il 6 luglio 2013 viene stipulato l’APQ Recupero e Valorizzazione Area Archeologica Antica Kroton per un importo pari a 65 milioni di euro a valere sulle risorse FSC 2007/2013; viene così sottoscritto e concepito da Regione Calabria, Ministero dell’Ambiente e MiBACT il primo documento che può dare operatività ad annunci ed impegni politici che erano ancora propaganda. Termine, per questo documento, per la realizzazione degli interventi è dicembre 2017. Si arriva, nell’ambito di adempimenti burocratici tipici calabro/italioti, al marzo 2015 con altre manine che hanno eroso il “monte ingaggi” (e chiamiamo così l’importo totale di riferimento non a caso): il documento bibbia diventa una Delibera di Giunta Regionale, la n°86 del 20 marzo 2015, dove si rimodula economicamente il progetto per un importo complessivo pari a 61,7 milioni di euro a valere sul Piano di Azione Coesione (PAC), fatti salvi gli interventi già conseguiti sull’APQ finanziati con risorse FSC pari a 400.000,00 euro per le attività del “progetto pilota bonifica dei suoli” effettuate dal Dipartimento Presidenza/Settore Protezione Civile. C’è chi sostiene, a ragione, che questa DGR sia frutto dell’esigenza di bloccare la possibile continua ed ulteriore “erosione” di risorse economiche all’obiettivo, con il passaggio tecnico da APQ a Protocollo d’Intesa che deve attendere però altri 3 anni per essere sottoscritto.

E’ il 19 marzo 2018 e si firma infatti, forse, il primo nuovo atto politico strategico: il Protocollo d’intesa tra Regione Calabria, Segretariato regionale del MiBACT per la Calabria e Comune di Crotone, per riavviare le azioni su Antica Kroton e sul sistema turistico, culturale e ambientale per Capo Colonna. E’ di nuovo una  DGR, la n°89 del 19 marzo 2018, dove è prevista, coerentemente con il Protocollo sottoscritto, la costituzione di un Tavolo Direttivo inter istituzionale per l’esercizio congiunto e coordinato della governance del progetto. Il Tavolo direttivo è formato da due rappresentanti della Regione, due rappresentanti del Comune di Crotone e due rappresentanti del MiBACT. L’accordo prevede che la Regione, quale soggetto titolare e responsabile del finanziamento e delle attività di programmazione strategica e di attuazione, verifichi e monitorizzi gli interventi e la spesa; il MiBACT, quale soggetto beneficiario e attuatore degli interventi di scavo, restauri e realizzi una rete museale diffusa sul territorio comunale di Crotone; al Comune è riservato il ruolo di soggetto beneficiario ed attuatore della bonifica dell’area e della riqualificazione urbana.

Il Tavolo direttivo, finalmente, si riunisce più volte; c’è da chiarire la concertazione di tutti gli adempimenti relativi alla documentazione da produrre, compresa l’elaborazione e l’approvazione delle famigerate quanto indispensabili schede tecniche; ne consegue un non semplice accordo tra Comune e MiBACT e lo schema tipo di convenzione che viene sottoscritto dai soggetti attuatori del progetto. E’ qui che il Tavolo direttivo ritiene di procedere, tra le altre cose, alla rimodulazione degli importi all’interno del quadro finanziario del programma specifico di Antica Kroton, che la Giunta regionale RATIFICA, con una nuova DGR, la  n° 216 del 5 Giugno 2018. I soggetti attuatori del programma Antica Kroton diventano dunque definitivamente (ed a tutt’oggi) il Comune di Crotone, il MiBACT e, anche se in parte minoritaria ed afferente ad aspetti trasversali e di coordinamento, e la Regione Calabria; le linee d’intervento che compongono l’intero programma sono complessivamente cinque e individuano specificatamente diverse zone della Città o dell’area oggetto d’intervento e sono: l’area archeologica del quartiere settentrionale, l’area archeologica urbana, Fruibilità dell’area archeologica Nord-Orientale, l’Area Marina Protetta, ed azioni comuni per un Museo dell’Antica Kroton. Non vi sono dunque scatole vuote o cinesi, vi sono schede progettuali che abbisognerebbero “solo” di progetti e bandi specifici, tanto che c’è pure il bando relativo alla Scuola di San Francesco che sarà polo museale e sede della Soprintendenza che archivierà ciò che sarà “rinvenuto” negli scavi; d’altronde se si fosse trattato di scatola vuota, nemmeno questo progetto si sarebbe potuto disegnare e mettere a bando; oltretutto si vada a vedere chi partecipa a questa fase concertativa, chi la promuove e pure chi ha critiche che avanza. C’è un altro fatto, oggi, che avvalora la validità burocratico amministrativa di quel lavoro: la Dirigente comunale Dominjanni ed il Sindaco dicano perchè su questo iter della Scuola San Francesco abbiano assicurato più volte che il bando è a posto e sta per partire ed anche se sono veritiere le voci che vi siano “persone” che vadano e vengano (e forse operino) da questo sito. Comunque perchè l’elastico delle scatole vuote è talmente allungabile da una situazione di NON CHIAREZZA circa l’argomento generale Antica Kroton. Così come è invece assolutamente chiaro che in quelle schede non vi sia, in alcun modo, alcun intervento previsto dal Comune di Crotone sul Castello e le sue mura di cinta (e non potrebbe essere visto che non è pertinenza dell’amministrazione comunale), su Capo Colonna e nemmeno sull’archeologia subacquea (sempre per assoluta e medesima competenza ministeriale) e nemmanco nell’area ex Ariston.

E qua insorge un dubbio, diventato atroce in queste ultime settimane: ma chiunque, a livello istituzionale, si sia affannato a presentare, oltretutto come già fatto, il coinvolgimento di altre aree private in un progetto così “prestigioso” ed economicamente rilevante, può raffigurare attori di aggiotaggio?

Forse, non è “proprio improprio” adombrare anche l’aggiotaggio a proposito delle anticipazioni (solo attraverso veemente comunicazione istituzionale senza riscontro documentale) sulla rimodulazione di Antica Kroton. Perché credo sia inoppugnabile che sostenere, con tutta questa “forza”, che si debba coinvolgere terreni e proprietà private di beni oramai dimenticati da più di 30 anni, è certamente fare un evidente favore ai privati proprietari. Farlo appunto senza presentare uno straccio di documentazione e senza che si possa, in alcun modo, dimostrare che una ulteriore rimodulazione possa essere vicina o possibile, è ancora più “delittuoso”, almeno dal punto di vista politico amministrativo. L’aggiotaggio, però, nel linguaggio giuridico è un reato di chi, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifici atti a provocare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato; c’è dunque insita la volontà di farlo; un reato che non prevede, forse, colpa (nemmeno grave), ma solo dolo; figuriamoci la pischellaggine. Aggiramento, forse, è il termine più adatto. Aggiramento di obiettivi amministrativi ed istituzionali. Aggiramento di iter. Aggiramento della verità. Aggiramento storico ed archeologico. Aggiramento del ruolo per cui si è chiesto agli elettori di essere eletto. Aggiramento, comunque, della verità vera su chi è stato fermo e poteva e doveva produrre bandi e progetti; ed i più fermi (immobili come le statue di sale, sono stati proprio Regione e, soprattutto Ministero; quel Ministero che doppio o sdoppiato che sia (ricordiamo che con il governo dei migliori(?) il ministero si è sdoppiato fra turismo e beni archeologici). E tale inerzia sarebbe pure oggetto di regalia? Si perchè non ci spieghiamo perchè Voce, Via e Dominjianni (sembra senza più la benedizione/regia della senatrice Corrado) abbiano, con altrettanta forza, voluto prevedere interventi che, con i soldi già assegnati al Comune, prevedono “lavori” alle mura del Castello ed a Capo Colonna. Cioè dopo che loro non hanno, per l’ennesima volta, fatto nulla e niente, non solo ci risediamo al tavolo senza rinfacciarglielo, ma addirittura gli proponiamo una nuova rimodulazione; cioè gli offriamo, bella pronta, non si sa ancora nemmeno con quale altra scheda progettuale, la scappatoia che preveda altri interventi che dovrebbero fare di loro a casa loro e, per di più appunto sull’area ex Ariston che è casa di altri ancora, questa volta pure privati. Cioè per capirci tutti e meglio. E’ come se una squadra di calcio piccola sbarcasse in serie A, prestasse (senza oneri) i suoi migliori giocatori a due grandi squadre, e, senza allenatore, penserebbe di gestire le formazioni con i sondaggi dei suoi tifosi e, dulcis in fundo, una volta ultima in classifica, nel mercato di riparazione, prima ancora di contrattare ancorché comprare, dicesse nomi e cognomi di chi sta andando a comprare… …in serie C! Le dirigenze di quelle squadre, in un modo o nell’altro, troverebbero il modo di ringraziare, ne siamo certi!  Meditiamo e vigiliamo signori, che le partite di aggiramento possono, e secondo noi debbono, essere scongiurate, anche, se non soprattutto, non c’è più serie in cui si possa retrocedere. E che, questo soprattutto e sopra ogni cosa, nessuna delle rappresentanze istituzionali a tutti i livelli si possa tirare fuori attendendo che “la Partita” possa essere giocata da movimenti più o meno popolari, da editoriali più o meno cliccati (o pagati) né tanto meno dalle procure. Senatrice ed onorevoli deputati, consigliere regionali piuttosto che provinciali, sindaci del comprensorio, consiglieri comunali di ogni livello o “peso” specifico: battete un colpo senza fare i semplici tifosi!

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