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ATO: cercare strategia migliore per far uscire Crotone dall’isolamento

Pedace (ConSenso): "le ATO possono svolgere un ruolo fondamentale, strategico, nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti, basta solo volerlo".

Riceviamo e Pubblichiamo:

Senza lasciarmi influenzare dalla polemica a tutti i costi, e ad ogni costo, alcune riflessioni, anche a margine delle ottime considerazioni politiche amministrative dai consiglieri del mio schieramento politico, quello di centro destra, vorrei farle anch’io sull’Ambito territoriale Ottimale di Crotone. Per ricordare al presidente dell’ATO Crotone, nonché sindaco del comune capoluogo, che le ATO calabresi, essendo state istituite con una legge regionale, hanno piena autonomia e indipendenza nello svolgimento della loro attività tanto che, ed è notizia dell’ultima ora, l’Assemblea dell’ATO Catanzaro presieduta da Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro, ha approvato lo schema di costituzione del Consorzio “Ato rifiuti Catanzaro “ che subentrerà nella gestione del servizio integrato alla Comunità d’Ambito Territoriale. E questo a dimostrazione che le ATO possono svolgere un ruolo fondamentale, strategico, nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti, basta solo volerlo.
A questo punto si tratta di passare all’azione e all’organizzazione delle attività dell’Ambito Territoriale Ottimale di Crotone e per questo, a tal fine, chiedo che i sindaci, tutti sindaci che appartengono all’Assemblea dell’ATO, e non solo quelli appartenenti allo schieramento politico di cui faccio parte , intervengano in questo dibattito aperto dai consiglieri comunali di Crotone , che non è strumentale a una parte politica contrapposta ad un’altra parte politica, e dicano la loro per concordare un piano d’azione e di attività da portare avanti, da qui a breve, nell’esclusivo interesse delle nostre popolazioni. Dal presidente dell’Ato e sindaco del comune capoluogo mi sarei aspettato, nei primi cento giorni del suo mandato, e preferibilmente nel primo consiglio comunale, la presentazione di un atto d’indirizzo politico e un piano strategico della città e del territorio, cosa che non è avvenuta mentre, in compenso, abbiamo dovuto assistere, a questo punto in maniera poco credibile, all’esplosione del furore e del rancore contro quelli che hanno amministrato prima di lui e, il più delle volte, a contumelie e divergenze contro i suoi stessi consiglieri di maggioranza. Non è possibile continuare a tergiversare in modo così grossolano. E’ finito il tempo delle chiacchiere e per tutti quelli che, come il presidente dell’Ato e sindaco del comune capoluogo, svolgono ruoli e funzioni in forza del consenso popolare ricevuto, è iniziato il conto alla rovescia. Il tempo delle assunzioni di responsabilità perché è su questo, e non su altro, che saranno giudicati e il presidente dell’Ato e sindaco del comune capoluogo per primo, anche per il prestigioso ruolo che, in questo momento, riveste.

A partire dall’ATO che avrebbe dovuto e potuto essere il suo cavallo di battaglia, considerate le lotte in difesa dell’ambiente a cui ci aveva abituati, a questo punto da ritenere tutte finte e strumentali. E finire al Piano Strutturale Comunale, lo strumento principe per poter programmare e pianificare lo sviluppo della città attraverso la rigenerazione urbana e la transizione ecologica, al fine di rafforzare e consolidare il ruolo che la città di Crotone, da sempre, e ben prima di lui, riveste nella riviera jonica calabrese. Ruolo che sempre di più si dovrà rafforzare, grazie anche al dibattito politico in corso, non solo nella nostra provincia ma in tutta l’area jonica calabrese, che immagina e pensa alla città di Crotone, una volta attuata la conurbazione con i comuni limitrofi e confinanti e, quindi, nella nuova veste di città dello Jonio, come centro baricentrico e nevralgico di tutta la fascia jonica del Mediterraneo. Ma per realizzare tutto questo bisogna che il presidente dell’Ato e il sindaco della città, lasci Piazza Marinai d’Italia e si trasferisca, con la testa e con il cuore, nel palazzo comunale in Piazza della Resistenza e cerchi li, in quel palazzo che nelle sue intenzioni, a questo punto promesse da marinaio, doveva diventare un palazzo di vetro, possibilmente in concordia e in condivisione con le forze di minoranza, la strategia migliore per far uscire Crotone dall’isolamento e dalla marginalità in cui è stata relegata per i tanti ritardi accumulati nel tempo.

Pantaleone Telemaco Pedace
ConSenso