Quantcast

Ritardi ed incertezze per i sostegni alle attività produttive messe in sofferenza dall’alluvione

E' preoccupazione di Giuseppe Fiorino, capogruppo Crotone Normale, che è preoccupato per il conseguente diffondersi di arbitrio e prevaricazione

Più informazioni su

riceviamo e pubblichiamo:

Con l’attenuarsi delle restrizioni contenute nei diversi decreti emanati dal Governo e la prospettiva di una graduale “liberalizzazione responsabile” delle fasce orarie- leggi coprifuoco- il pallino ritorna nelle mani degli Enti locali. Nei giorni scorsi ho posto all’attenzione dell’Amministrazione Comunale la vicenda dei sostegni alle attività produttive messe in sofferenza dall’alluvione e dalla pandemia. Ritardi, indubbiamente, da condividere con altri livelli istituzionali ai quali si sta’ provvedendo solo da qualche giorno. Ma proprio l’approssimarsi della bella stagione, o della calda stagione, necessiterebbe di una riflessione che prescindesse dagli schieramenti – e questo è una ovvietà – ma dovrebbe anche sapersi porre al di sopra dei pregiudizi, del piccolo cabotaggio e del “quieta non movere” che ha caratterizzato tutte le amministrazioni precedenti. Riflessione utile ad introdurre il tema della mobilità cittadina, del decoro e della compatibilità ambientale, dell’utilizzo plurimo degli spazi pubblici e del senso civico. D’altro canto la stessa Comunità europea molto impegnata nella rigenerazione urbana ritiene che la vivibilità delle nostre città non può essere ostaggio o fare prevalere una visione mercantile ed economicistica. Personalmente aggiungo che nello stesso spazio materiale o immateriale che sia, devono trovare cittadinanza esigenze di vivibilità, compatibilità e civismo. Sul nostro lungomare non avviene nulla che salvaguardi principi di civile e sana convivenza. Residenti, commercianti, visitatori, avventizi. Inquinatori seriali, da intendere per quelli che passano, motorizzati, per il solo gusto di ostentare o di osservare. E non mi riferisco a quelli con la radio a tutto volume che sono una sparuta minoranza. I commercianti che sono costretti, oggi dalla crisi Covid, ad allargare all’esterno le proprie attività. I residenti, che in taluni casi, hanno persino difficoltà a rientrare nelle proprie abitazioni o a munirsi di tappi auricolari per fronteggiare l’ inquinamento acustico che si produce con musica da stadio amplificata dai vicoli. Macchine che passano a neppure un metro dai tavolini dove si servono prodotti alimentari. Tutto questo assente dalla scorsa stagione e pronto a riproporsi nelle medesime condizioni se non, addirittura, aggravate dalle restrizioni. Ma negli anni precedenti avveniva di peggio. Non è un quadro apocalittico. È la fotografia di ciò che è sempre stato e su cui nessuno ha avviato o sperimentato soluzioni strutturali e di equilibrio. E di buon senso. Nessuno ha mai preso in considerazione l’istituzione di una ZTL salvandosi l’anima con provvedimenti sbrigativi, parziali e frutto dell’umoralità individuale. Ecco perché serve un atto che riconosca e ristabilisca il diritto di cittadinanza e di convivenza.  Vivere sul mare, in una zona salubre, vivace, festosa e frequentata da visitatori e turisti, presuppone una cessione di “sovranità” da parte dei residenti che, a loro volta, non possono pretendere di avere le automobili sotto casa senza che questo sia negato ad altri. Possono pretendere livelli acustici sopportabili ed orari definiti e consentiti. Ma allo stesso modo i commercianti, oggi forti delle difficoltà attraversate, non possono organizzare le proprie attività esterne fra un tubo di scappamento, la puzza dei copertoni e il rischio di qualche distrazione automobilistica. Ovviamente la riflessione dovrà riguardare altre aree cittadine con una ricognizione attenta delle condizioni oggettive, ambientali ed urbanistiche. Il Lungomare non è una priorità rispetto alle altre, ma ha solo l’emergenza di una stagione alle porte. Avviamo rapidamente il confronto nella commissione preposta perché, accanto alle segnalazioni anche contraddittorie che a volte riscontriamo nei cittadini, residenti o commercianti, il comune denominatore è l’assenza di autorità che poi, inevitabilmente, genera arbitrio e prevaricazione. In tal caso l’assenza di autorità è imputabile a quanti ci hanno preceduti. Proviamo ad invertire tendenza e giudizio.

Giuseppe Fiorino capogruppo Crotone Normale

Più informazioni su