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Acque potabili Crotone, Soakro, Congesi: storia di un fallimento annunciato

L'analisi di Giovanni Lentini sulla situazione idrica del crotonese.

Riceviamo e Pubblichiamo:

Tra i tanti problemi che si trova ad affrontare la città di Crotone, ve ne sono alcuni che meriterebbero un attenzione particolare. Uno di questi riguarda lo stato di salute di Congesi , il Consorzio Gestione Servizio Idrico del Crotonese , una società partecipata dal comune di Crotone , socio di maggioranza assoluta, con una partecipazione societaria del 51 per cento e da altri 11 comuni della provincia. Consorzio nato il 4 febbraio del 2016 sulle ceneri di Soakro , la Società Acque Krotonesi, che, a sua volta, era subentrata alla Società Acque Potabili, società attiva lungo l’intera catena del ciclo idrico integrato attraverso la sua controllata Acque Potabili Crotone srl, con un accordo per la cessione della gestione del Servizio Idrico Integrato (distribuzione acqua potabile, depurazione e fognatura). Operazione che, nelle intenzioni degli amministratori del tempo, doveva garantire l’ottimizzazione della gestione del Sistema Idrico Integrato dell’Ambito Territoriale Ottimale Crotonese (ATO Calabria 3 Crotone) e che invece naufragò per colpa di un sistema politico attento più alle dinamiche clientelari ed elettorali che all’efficienza e all’economicità del servizio offerto. Di contro, in questi mesi , da parte della Regione Calabria è in atto un riordino complessivo del sistema idrico  tutto incentrato sull’iter per rendere Sorical interamente pubblica attraverso l’acquisizione del 46.5% delle quote detenute dal socio privato Acqua di Calabria srl, controllata dalla multinazionale francese Veolia. Un processo di lunga degenerazione e degradazione che si è interrotto grazie alla presidente della regione Calabria Jole Santelli, e a tutta la giunta regionale, con la nomina del commissario straordinario di Sorical che sta portando avanti quest’impresa straordinaria per la Calabria e i Calabresi.
E se in Calabria, data la particolare situazione di gravità, si è cercato di pensare, e di proporre, una soluzione,  nella provincia di Crotone tutto ristagna ed evapora. Con un servizio idrico in cui addirittura coesistono quattro gestori: Sorical, Congesi, Arsac e Corap. Una situazione paradossale. Per cui, mentre nel resto della Calabria si sta lavorando ad una riorganizzazione strategica del servizio idrico, nel territorio della provincia di Crotone nulla si muove, con un servizio idrico ormai arrivato al collasso e che, invece, necessiterebbe, più di altri territori, di una profonda riorganizzazione, partendo per prima cosa con l’affidare tutto il servizio ad un unico gestore in modo da rendere il servizio economicamente sostenibile ed efficiente. Una situazione d’immobilismo e d’inazione con la complicità silenziosa della politica locale, almeno di quella presente nel consorzio, appiattita sulle posizioni di un management privo di una visione strategica, mai come in questo caso doverosa e necessaria. E con una situazione sul piano economico a dir poco disastrata culminata nel debito di Congesi verso Sorical  per oltre 20 milioni di euro a cui Congesi, nonostante piani di rientri concordati e condivisi, non riesce a far fronte e che potrebbe avere pesanti ripercussioni  sui bilanci dei comuni consorziati fra i quali  il comune di Crotone , socio di maggioranza assoluta con il 51 per cento delle quote di partecipazione.

E allora che fare ? Senza tergiversare, e senza perdere ulteriore tempo prezioso, porre mano alla riorganizzazione del servizio idrico Crotonese , partendo dal  fallimento dell’esperienza del Consorzio che non solo non è riuscito ad aggregare tutti i ventisette comuni dell’ATO Calabria 3 Crotone ma  ha dimostrato, nel corso del tempo, inestricabili e insuperabili limiti strutturali e che, quindi, va commissariato. Commissariamento di cui dovrebbe farsi carico l’assemblea dei soci presenti nel consorzio, con in testa il sindaco del comune capoluogo anche in qualità di socio di maggioranza assoluta del consorzio . O , in caso di mancanza di scelte veloci e coraggiose da parte degli enti locali consorziati, da parte della regione Calabria che , in forza del suo ruolo, potrebbe nominare un commissario ad acta. E questo, al fine di svolgere le attività di distribuzione delle acque, depurazione e fognatura in maniera efficiente e, quindi, economicamente sostenibile e soddisfacente per le comunità.
Altre soluzioni non sarebbero credibili e rappresenterebbero un inutile perdita di tempo e, soprattutto, un insulto e un offesa  all’evidenza dei fatti, del resto incontestabili. In considerazione anche del fatto che l’Autorità Idrica Calabrese , dopo aver deliberato l’affidamento di tutte le attività di gestione del sistema idrico integrato ad una società in forma pubblica che, nel caso in questione, è stata individuata in Sorical, appena la stessa acquisirà lo status di società in house, e dopo la nomina del direttore generale , ha iniziato a svolgere le attività di programmazione degli investimenti, di organizzazione e di controllo del servizio idrico integrato , tra cui quello della tariffa. Tutte attività che porteranno l’Autorità Idrica Calabrese, entro breve, ad approvare il Piano d’ambito regionale che è lo strumento di pianificazione strategica del servizio idrico integrato dell’intero territorio calabrese. Un appuntamento, quello della riorganizzazione del sistema idrico che, assieme a quello del sistema dei rifiuti e alla mitigazione del rischio idrogeologico, sarà fondamentale e indispensabile per la transizione ecologica della Calabria. Transizione ecologica alla quale la città di Crotone e l’intero territorio provinciale devono partecipare e diventare, com’è giusto che sia, attori protagonisti e in prima linea e non semplici uditori e spettatori.

Giovanni Lentini