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Contratti di Fiume: un’opportunità che non deve sfuggire

La nota stampa a firma degli ex consiglieri comunali Procopio e Puccio.

Riceviamo e Pubblichiamo:

I più importanti insediamenti urbani si sono sviluppati, fin dagli esordi della civiltà, lungo i corsi d’acqua, in quanto elemento fondamentale per la vita ed il sostentamento, nonché per le relazioni sociali ed economiche di una comunità. Iniziamo con queste considerazioni preliminari per dar corso al nostro ragionamento sui Contratti di Fiume, che nel prossimo quinquennio diverranno elementi centrali della e per la transazione ecologica dell’Italia. Inizialmente chiariamo brevemente cosa sono i Contratti di Fiume. I contratti di fiume sono strumenti di programmazione strategica e negoziata ad adesione volontaria, ideati con la volontà di perseguire la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali congiuntamente alla protezione dai rischi idraulici, contribuendo quindi allo sviluppo locale. Rientrano in questa definizione anche i contratti di lago, di costa, di acque di transizione, di foce e di falda, laddove tali strumenti programmatori perseguano le stesse finalità e siano sviluppati ponendo l’attenzione su di un corpo idrico diverso dal fiume. I contratti di fiume sono un utile strumento volto alla prevenzione e alla riduzione dell’inquinamento, all’ utilizzo sostenibile delle acque, alla protezione ambientale e degli ecosistemi acquatici, alla riduzione del rischio di alluvioni e siccità. Non è da trascurare la circostanza che i Contratti di Fiume devono necessariamente essere coerenti con le previsioni urbanistiche e con i programmi già sviluppati per il territorio di riferimento, con particolare attenzione ai piani predisposti dalle relative autorità di bacino distrettuale. Una volta chiarita, seppur sommariamente, la natura dei contratti di fiume ci accingiamo a esplicitare una nostra “idea volano” su come utilizzare questi contratti nella provincia di Crotone. Noi riteniamo che siano maturi i tempi per pensare ad un unico progetto del territorio. Un contrato di fiume e di costa che partendo dal fiume Nicà (confine con la provincia di Cosenza) arrivi sino al fiume Tacina (confine con la provincia di Catanzaro) passando per il fiume Lipuda , il fiume Neto e il fiume Esaro . Senza dimenticare, a questo riguardo, l’Area Marina protetta di Capo Rizzuto e, strategicamente, gli ottantasei chilometri di costa da Crucoli a Cutro.

Gli obiettivi di questa grande e ambiziosa progettualità saranno la protezione e riduzione del rischio idraulico; difesa del suolo; tutela delle acque e la riduzione dell’inquinamento; riqualificazione dei sistemi ambientali, paesistici e dei sistemi insediativi afferenti ai corridoi fluviali; condivisione delle informazioni e diffusione della cultura dell’acqua, ponendosi come prioritaria la sicurezza idraulica dei bacini idrografici; approvvigionamento idrico per uso civile e agricolo; mitigazione del dissesto e del rischio idrogeologico; protezione del territorio; creazione di una banca dati delle risorse e delle estrazioni d’inerti, per un uso appropriato e per una equa distribuzione. Tutti obiettivi che dovranno portare al Piano Regolatore delle Acque, di cui dovrà occuparsi la Provincia di Crotone, non prima di aver dato vita al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Compito al quale, presumiamo, sarà chiamato il prossimo, rinnovato e autorevole, consiglio provinciale che, pur essendo ente di secondo livello, ha un ruolo fondamentale nell’assistenza e nel supporto ai comuni. Gli attori protagonisti di questa grande progetto strategico per il territorio saranno la provincia di Crotone, tutti i comuni della provincia, il Consorzio di Bonifica, la regione Calabria per il tramite del commissario al dissesto idrogeologico che, da poche settimane, ha stipulato una convenzione con Sogesid che è uno degli attori del progetto dei contratti di fiumi, e i privati con Associazione Nazionale Costruttori Edili, Confindustria e gli ordini professionali interessati. Un’opportunità che la nostra provincia, i nostri comuni, le nostre imprese e i nostri professionisti, le nostre comunità non devono lasciarsi sfuggire. E’ giunta l’ora di stare insieme e di condividere il nostro destino e il nostro futuro. Per questo crediamo che tutti gli attori protagonisti, con il coinvolgimento dei deputati Sergio Torromino ed Elisabetta Barbuto e degli altri due parlamentari eletti in questo territorio, debbano ritrovarsi attorno ad un tavolo di concertazione tra le varie realtà territoriali. Tavolo di concertazione per delineare e condividere le fasi e le modalità di questo processo e di questa costruzione progettuale del Contratto di Fiume, nel nostro caso Contratto dei Fiumi e della Costa Crotonese, che non è e non sarà operazione semplice, ma è un’opportunità da non perdere. E che servirà non solo per re-iniziare a lavorare su una programmazione e una progettazione unitaria e condivisa, la prima dopo l’esperienza dei Progetti Integrati di Sviluppo Locale coordinati e diretti dalla Provincia di Crotone e che vide la partecipazione di un partenariato ampio e qualificato, ma anche un’occasione di sviluppo, di benessere e di sicurezza per i nostri territori e per le nostre comunità per superare la logica dell’emergenza, cominciando con l’attivare politiche integrate e pattizie che, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile , potrebbero produrre effetti positivi anche sul piano economico e che , in prospettiva, potrebbero dare un utile contributo anche al superamento di conflitti e ostacoli . Un iter comune che dovrà portare alla redazione di un documento strategico e di un piano di azioni che conterrà tutte le progettualità che dovranno essere finanziate. Un iter, quindi, in cui nulla sarà calato dall’alto ma tutto dovrà concretizzarsi a seguito di un continuo e propositivo confronto nei laboratori tematici che dovranno vedere la partecipazione di sindaci, tecnici comunali, rappresentanti delle associazioni delle categorie produttive, funzionari della Regione Calabria e delle varie agenzie regionali, sotto la governance dell’Ente Provincia di Crotone che avrà il compito di coordinare gli interventi da attuare sull’intero territorio provinciale. Noi, sin da subito, ci dichiariamo disponibili a dare il nostro contributo. Da cittadini. E da uomini impegnati in politica.
P.S. Mentre eravamo in corsa di definizione del comunicato sul sito istituzionale del Comune di Crotone abbiamo letto che il 30 giugno 2021 si terrà un forum di aggiornamento da parte dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale avente ad oggetto il Progetto di Piano di Gestione Rischio Alluvione. E questo a sancire l’importanza delle nostre riflessioni e delle nostre considerazioni sui Contratti di Fiume.

Giovanni Procopio
Giuseppe Puccio
già consiglieri comunali di Crotone