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La Calabria difronte alle scelte dei candidati Presidente, tra centro destra, centro sinistra, civismi

Marilina Intrieri, Antonella Stefanizzi e Mario Galea analizzano la situazione politica.

Riceviamo e Pubblichiamo:

A circa un anno mezzo, in Calabria, torniamo al voto per la morte della presidente eletta. Un voto tra l’altro rinviato per il sopraggiungere della pandemia che ci ha privato, da quasi un anno, di un Governo della Regione nel pieno delle funzioni. Una Regione ingovernata e sfortunata, a rischio di desertificazione e spopolamento, causa un negato sviluppo, come tutti i contesti fragili, privi di una guida autorevole e di una azione di Governo efficace. Tra ritardi e scelte politiche errate da parte dei Partiti, i calabresi vengono chiamati al voto mentre si sentono traditi dai Partiti sia nazionali che locali anche per il metodo di selezione dei candidati. Una grave disattenzione nei confronti di amministratori, del sociale, delle forze produttive, del mondo della cultura e delle università mortifica i cittadini calabresi, di chi in questa difficile terra fa politica con una idea di servizio o non per servirsene. Anche la candidatura di una imprenditrice con potenziali conflitti di interesse a presidente della regione da parte della coalizione di centrosinistra non può non impensierire quanti auspicano un governo autorevole che dia sicurezza per le grandi sfide che si appalesano nell’ interesse esclusivo della collettività. La Regione Calabria non è una piccola comunità da amministrare in cui indicare candidature civiche prive della necessaria esperienza pubblica, istituzionale, politica, che occorre per il Governo complesso dell’ente che deve dare forza e dignità a questa difficile terra. Anche questa volta ha prevalso la logica centralista e romana sulle scelte. La Calabria, ancora una volta, relegata a ruolo di cenerentola, senza peso e senza autorevolezza. Da anni il nostro territorio è visto con diffidenza, senza interlocutori, pur con una rappresentanza parlamentare numerosa ma inefficace sulle scelte politiche e amministrative. Eppure un tempo c’è stata una Calabria al centro delle dinamiche politiche e di peso che essa rappresentava. A nulla sono valse, negli ultimi anni, le iniziative per un rinnovamento delle classi dirigenti in nome della legalità e della trasparenza. Segnali che la politica fa finta di non recepire, rispondendo con arroganza e proponendo soluzioni che lasciano trasecolati l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori. Un diktat romano ha riproposto con gli stessi metodi recenti, ancora una volta, per la guida della Regione, una esperienza imprenditoriale che già denuncia tutti i suoi limiti alla luce di una chiara incompatibilità in politica tra interessi collettivi ed interessi di azienda. Un grave errore che pur avevamo rappresentato per tempo a Roma essendo anche facile prevedere che ci sarebbero state critiche e disapprovazione. La candidatura di Nicola Irto indicata dall’intero gruppo dirigente calabrese voleva rappresentare la sintesi massima di unità per offrire alla Calabria un candidato giovane con una solida, importante esperienza istituzionale alle spalle, elemento di grande garanzia.

Anche il centro destra offre una personalità autorevole con una importante storia istituzionale e parlamentare per il Governo della Regione anche se la conferma aprioristica di un ticket con chi è stato in questa non breve fase emergenziale alla guida della Regione in modo insufficiente non puo rassicurare i calabresi per i limiti evidenti che manifesta il quale spera in un risultato significativo aiutato dalla disunità a sinistra. Sul fronte del civismo la candidatura del sindaco di Napoli anch’essa con una solida, importante esperienza di governo e parlamentare, se pur con i suoi connotati chiaramente populisti, può diventare la forza attrattiva del dissenso, del disagio, di coloro che da anni non votano e quindi la possibile scelta per dare una spallata definitiva a settori che in modo subdolo praticano intese sottobanco a discapito degli interessi della Calabria. Insomma i calabresi sono chiamati a scegliere ed esprimersi tra queste tre opzioni. Gli altri si sa che partecipano ma non concorrono. Una situazione davvero difficile come non mai.

I programmi questa volta come non mai saranno valutati dagli elettori calabresi attenti per evitare i non lontani errori del passato. E sarà determinante il lavoro che potranno fare movimenti e associazioni operando per mettere insieme energie e competenze. In questo quadro senza una unità delle forze del centro sinistra la partita appare scontata. Ecco perché le forze del campo della sinistra che hanno a cuore le sorti della Calabria hanno il dovere di non tradire le aspettative della società calabrese. E dopo il voto il Consiglio Regionale rinnovato potrà avere all’interno rappresentanze adeguate ai ruoli di Governo, di opposizione solo se ci sarà un’azione politica di forte responsabilità dei partiti nella delicata scelta delle candidature. Trovino tutte le forze del centro sinistra e del movimento cinque stelle con urgenza la sede adatta a riaprire la partita e ricercare soluzioni unitarie, condivise, che facciano cessare il brutto clamore di queste ore intorno a candidature confliggenti per giocare davvero la partita con un campo largo che vada esteso. Il tempo c’è, gli errori si possono correggere, si devono correggere, basta che prevalgano gli interessi dei cittadini. In ogni caso mai come questa volta sul dato elettorale peserà il volto dei candidati presidente e meno il senso di appartenenza ai partiti perché in ballo c’è la salvezza della Calabria.

Marilina Intrieri
Antonella Stefanizzi
Mario Galea