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Calabria: un solo futuro. Un solo destino

La nota a firma di Giuseppe Cosentino, Domenico Critelli e Giovanni Lentini: "una Calabria migliore è possibile".

Riceviamo e Pubblichiamo:

In Calabria abbiamo assistito negli anni al consolidamento della spesa storica che ha prodotto notevoli diseguaglianze su un territorio che invece avrebbe necessità di coesione e di programmazione complessiva e spesa correlata. La partita si è sempre svolta fra i capoluoghi storici, i quali  hanno usato, in maniera consistente, il più delle volte in maniera arbitraria, le risorse straordinarie ad uso e consumo dei loro “desiderata”, talvolta confondendo i confini municipali con quelli dei relativi ambiti provinciali o, per dirla in modo più consono alla contemporanea situazione amministrativa, delle rispettive aree. In effetti , anche se il referendum “Renzi” che li prevedeva, si concluse in un nulla di fatto, sono stati ricreati gli ambiti nord, centro e sud che hanno dato vita, nuovamente, ai vecchi confini provinciali calabresi, ex ante riforma costituzionale del 1992, ovvero al tempo in cui vennero istituite le provincie di Crotone e Vibo Valentia. Oggi tutto è suddiviso a tre teste: Collegi Elettorali regionali, Sanità, Ambiti Sindacali, Camere di Commercio, Servizi al Terzo Settore, Università, Soprintendenze dei Beni Culturali, Progettualità infrastrutturali. Insomma, tutto ciò che politicamente ed amministrativamente ha una rilevanza è strettamente allocato nei capoluoghi storici . Va da sé che l’ambito territoriale  ricadente fra il medio e alto Jonio (Isola Capo Rizzuto, Crotone, Cirò Marina, Rossano/Corigliano, Sibari) siano le periferie dei rispettivi contesti d’area vasta condividendo, poco o nulla, con i bacini di contesto differenti per economie, indotti e peculiarità territoriali. Iniziare a pensare ad una nuovo scenario regionale, non solo migliorerebbe le condizioni di vita ed i servizi di un quarto delle popolazioni joniche, ma concorrerebbe a rafforzare un “Sistema Calabria” che, ad oggi, ha prodotto soltanto diseconomie, squilibri e totale indebolimento della regione al tavolo delle conferenze con gli enti paritetici. Sarà necessario, quindi, che gli amministratori del territorio jonico, partendo dai sindaci delle comunità più rappresentative, di Crotone e Corigliano/Rossano, si attivino nel cercare delle soluzioni condivise e sinergiche per tutto l’Arco Jonico Magnogreco. Non ha senso, a nostro parere, parlare di equità tra nord e sud, quando viviamo in una regione che non invera il rapporto di equivalenza est ed ovest del suo territorio. Per questo è operazione non più procrastinabile costruire nuovi contesti che aprano il territorio ad una stagione di vitalità condivisa e fatta di gioco di squadra. In questo senso annotiamo che nelle ultime settimane è stata pubblicata sul sito istituzionale della Regione Calabria la Delibera di Giunta Regionale n.124 del 15.04.2021 avente ad oggetto la rimodulazione di tre cicli di programmazione europea, dal 2000 al 2020. Una pagina di politica amministrativa importante che ha, tra l’altro, stabilito che queste “risorse recuperate” pari ad oltre 300.000.000,00 di euro saranno utilizzate non per la spesa corrente, quella più facilmente “remunerativa” dal punto di vista elettorale e clientelare, ma per interventi strategici e di sistema, in particolare per il sistema idrico e per il sistema dei rifiuti, da sempre in crisi e da sempre i nostri talloni d’Achille. Certamente non gli unici.

Un risultato che ci lascia ben sperare  e che deve lasciar ben sperare tutti  i calabresi. Una inversione di tendenza radicale rispetto al passato. Un cambio di marcia per fare uscire la Calabria dal tunnel dall’isolamento e dall’emarginazione e che ci fa ritenere, e ci convince, che un’altra Calabria si può costruire . Una Calabria più bella, più giusta e più vivibile. Una Calabria fatta di uomini e di donne provenienti dal mondo delle arti, delle professioni , dell’associazionismo , dell’imprenditoria , del commercio e del lavoro che, ogni giorno di più, si stanno convincendo che, mettendo da parte bandiere e campanili, è giunto il momento di lavorare per una Calabria nuova: l’altra Calabria . Senza distinzioni territoriali, del resto inesistenti, tra un Nord e un Sud, un Est e un Ovest. Tra una Calabria tirrenica e una Calabria jonica . Una Calabria che ha voglia di vivere e di lavorare , libera dalle catene del malaffare e della ‘ndrangheta, e che vuole recuperare e riscrivere la sua storia. Uno Stato che si rispetti difende la dignità, la libertà e la sicurezza dei propri cittadini. La ‘ndrangheta ha negato ed inibito tutto questo. Uno Stato civile ed avanzato, una fra le democrazie più influenti del mondo, l’Italia, deve prefiggersi la sconfitta delle organizzazioni malavitose attraverso il controllo del territorio, avanzate tecniche investigative ed una legislazione inasprita ed aggiornata. Anche per questo nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, ci attendiamo il riscontro di quanto emerso da quel deliberato della giunta regionale quando saranno riprogrammate le risorse non spese del Patto per la Calabria. Risorse ingenti ed ammontanti ad oltre 1.000.000.000,00 di euro che,  sommate a quelle previste dal Piano Nazionale della Ripresa e della Resilienza , potrebbero cambiare le sorti della regione ed alimentare la speranza del cambiamento e del progresso. Non possiamo mancare l’appuntamento con la storia. Ma affinché avvenga tutto questo vi è una sola condizione da rispettare . La presa d’atto dello squilibrio e del divario esistente tra i territori e porvi rimedio.  Senza girarci attorno quello della parte jonica della Calabria . Quella che idealmente inizia da Locri e arriva a Sibari passando per Crotone: la Calabria Magno Greca. Quindi pur fidando sugli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza , è auspicabile una presa di coscienza politica collettiva superando campanilismi anacronistici ed egoismi ciechi figli di una lettura politica obsoleta e primitiva. Nello specifico ci riferiamo ad alcune temi e ad alcune tematiche sulle quali misureremo il grado d affidabilità e di coerenza delle classi dirigenti regionali e nazionali, valutandoli su idee, progetti, programmi e impegni ben precisi.
1) Riordino e riorganizzazione dell’assetto territoriale, politico e amministrativo della regione Calabria;
2) Potenziamento ed elettrificazione della rete ferroviaria jonica;
3) Realizzazione della nuova E 90, la strada della Magna Grecia;
4) Costituzione di una società aeroportuale dello Jonio a servizio dell’aeroporto Sant’Anna di Crotone con la partecipazione della città  di Corigliano/Rossano,  di Crotone e dei comuni della riviera dell’alto  e medio jonio calabrese;
5) Creazione di una azienda speciale per i porti di Crotone, Cirò M., Isola Capo Rizzuto e Corigliano/Rossano e, in prospettiva, degli altri porti della fascia jonica calabrese, con l’intervento degli enti pubblici (comuni, province, camere di commercio) ed operatori economici specializzati nel  sistema portuale e logistico, da reperire sul mercato , che affranchi i due porti dalla dipendenza dell’autorità portuale di Gioia Tauro che ha creato, come la storia ha dimostrato, emarginazione e sottoutilizzo;
6) Riorganizzazione e creazione di un modello sanitario hub/spoke a servizio dei territori e delle popolazioni interessate;
7) Creazione  di un sistema e di una piattaforma di logistica e di trasporto della filiera agroalimentare a servizio delle produzioni agricole dei territori interessati.

Tutto questo inserito all’interno di una visione più ambiziosa e temeraria che, per quanto ci riguarda , preveda l’ideazione, la progettazione e la realizzazione della Città dello Jonio , la conurbazione delle città di Crotone, Isola Capo Rizzuto, Cutro, Rocca di Neto, Strongoli e Scandale, e della Provincia della Magna Grecia, come  trasformazione della provincia di Crotone aperta, e con pari dignità, ai comuni dell’alto e medio jonio cosentino . E che sappia indicare l’orizzonte per la realizzazione  della “Rete Riva Sud“, a partire dalle regioni , dalle province e dai comuni che si affacciano sul mare Jonio. Una rete integrata di conoscenze, di servizi e di promozione turistica nella quale portare in emersione e implementare la forte presenza di testimonianze risalenti al periodo della colonizzazione greca che potrebbero dar vita, da prima, al brand “ReteRivaSudEuropa” e, in una media prospettiva, alla Macro Regione Jonica in grado di promuovere una offerta turistica interregionale sul territorio incentrata sull’attrattore comune dei più grandi e imponenti siti archeologici all’aperto della Magna Grecia. Noi siamo prudentemente fiduciosi. Rispetto anche al passato recente, vi  sono le condizioni per fare in modo che questa parte importante della nostra regione trovi riconoscimento e legittimazione delle proprie ragioni . Senza che per questo si alzino bandiere . E risuonino i campanili.  Nella consapevolezza che  queste alzate di scudi e di difesa parossistica del “particulare” a scapito degli interessi generali hanno già dimostrato la loro inutilità.
Serve, e prendiamo a prestito le parole del giornalista Domenico Nunnari , un patto di riconciliazione tra le Calabrie. Un patto da cui ripartire per ripensare, rifondare e ricostruire un’altra Calabria . Per dimostrare che la Calabria non è una terra ingovernabile e che i calabresi sono cittadini , come quelli delle altre regioni che chiedono opportunità, che vogliono essere messi nelle condizioni di lavorare e prosperare esaltando le bellezze e le ricchezze del proprio territorio. Una Calabria migliore è possibile. Assieme agli Europeisti , ai Liberali, ai Popolari e ai Riformatori calabresi lavoreremo per fare conoscere all’Italia e all’Europa intera una Calabria che nessuno si aspetta.

Giuseppe Cosentino
Domenico Critelli
Giovanni Lentini