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Consorzio Regionale Attività Produttive di Crotone. Cronaca di un suicidio annunciato

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato a firma di Peppino Cosentino, Domenico Critelli e Giovanni Lentini.

Riceviamo e Pubblichiamo:

Nella solita indifferenza, e disinteresse, e nella consueta irresponsabilità, e immaturità, che, da decenni, caratterizzano la vita delle nostre istituzioni, si sta consumando, senza che si muova foglia, lo smantellamento definitivo di quella che un tempo fu , ed è stata, l’area industriale della città di Crotone, oggi sotto lo scudo dell’inutile e famigerato Consorzio Regionale per le Attività Produttive. Ed in questo momento storico, caratterizzato dalle attese create dal Piano Nazionale della Ripresa e della Resilienza, Crotone dovendosi misurare  con la propria realtà in rovina e in disfacimento , ancora una volta, non sarà in grado di approfittare e fruire, direttamente e indirettamente, delle risorse e dei benefici della preannunciata svolta green, incentrata sull’idea di un Green new deal, e  verticalizzazione della produzione di energia rinnovabile, pur essendo, almeno sulla carta, il Distretto Energetico della Calabria . La situazione di abbandono e di scollamento determinata dalle politiche sconsiderate delle amministrazioni regionali facenti capo a Scopelliti e ad Oliverio pongono, tra l’altro, oggi il Corap nella quasi impossibilità di dare risposta certe e rapide a quanti prospettano, o volessero prospettare, iniziative imprenditoriali ed investimenti in considerazione anche della farraginosità  dell’iter burocratico per le richieste di assegnazione di aree all’interno dell’agglomerato industriale che richiedono tempi biblici per la loro attribuzione, con tempi d’attesa medi tra i 15 e i 18 mesi, con conseguente disinteresse da parte di imprese e imprenditori . Ma al di là della deprecata scelta politica di un accorpamento per noi suicida oggi scontiamo un groviglio burocratico non casuale ma creato ad arte per la solita “pratica” di promozione di funzionari e commissari regionali meritevoli solo in quanto amici degli amici. Per tutto quanto in premessa presumiamo non sia idea eccezionale e peregrina pensare che il Comune di Crotone, in accordo con gli industriali e i sindacati , possa chiedere ufficialmente al Consorzio Regionale per le Attività Produttive di Crotone l’apertura di un tavolo di confronto e di concertazione  per affrontare le problematiche , molte e di grande rilievo, del sito industriale della città atteso che il comune di Crotone, stante la presenza di una specifica area industriale gestita dal Corap, non è dotato di un P.I.P. , Piano d’Insediamenti Produttivi. Un tavolo di concertazione da cui partire e, almeno inizialmente, affrontare non le problematiche dei massimi sistemi ma le cose ordinarie . Come quella, per esempio, di avere  notizie dettagliate della pulizia delle aree di competenza dello stesso consorzio che versano in condizioni, per usare un eufemismo, pietose . Oppure, una cosa  meno ordinaria ma non banale, pretendere di avere notizie del nuovo statuto, dei bilanci degli ultimi anni e del piano industriale, e soprattutto sapere se un piano industriale esiste (tutta documentazione, per quanto ci è dato sapere,  già inviata all’attenzione e alla valutazione della giunta regionale e di cui la comunità crotonese non sa nulla). Cosi come sarebbe utile conoscere , per Crotone,  e doveroso far conoscere , per il Consorzio, la “destinazione d’uso” degli oltre 2.400.000,00 euro che annualmente Eni Rewind versa sui conti del Corap atteso che, da notizie in nostro possesso, i conti del Corap risultano bloccati. Una volta avuti questi chiarimenti preliminari si potrebbe pensare di stipulare un Protocollo d’Intesa tra i soggetti interessati per definire una programmazione e una pianificazione condivisa e strategica. Dal decoro e alla messa in sicurezza di tutte le aree industriali al potenziamento dell’efficienza depurativa dell’impianto con monitoraggio di controllo fumi ed emissioni. Protocollo d’intesa in cui il Corap si potrebbe impegnare per l’apertura di una piattaforma telematica per aggiornare gli utenti interessati, e non solo loro,  sulla consistenza e sull’entità delle attività industriali presenti nelle aree , su quelle dismesse e su quelle in fase di dismissione . Al fine di delineare e definire un cronoprogramma stringente e convincente sulla delocalizzazione, ormai non più procrastinabile, dell’area industriale crotonese da riallocare su una nuova zona industriale, a nostro parere ottima l’area attorno alla centrale turbogas di Scandale,  o su una rifunzionalizzazione dell’agglomerato industriale esistente secondo il modello delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate per aumentare la qualità ambientale degli insediamenti produttivi, siano essi di nuova realizzazione che esistenti , riducendo il consumo di suolo e minimizzando l’impermeabilizzazione dei terreni . Per sviluppare in siffatto modo  “l’empatia industriale” e per entrare, eppur con notevole e colpevole ritardo, nell’ottica della terza rivoluzione industriale i cui pilastri , lo ribadiamo , sono : -riduzione del fabbisogno energetico; -trasformazione degli edifici destinati alle attività produttive in produttori di energia; -promozione di una migliore gestione delle fonti rinnovabili; -allargamento dell’utilizzo delle tecnologia digitali e revisione e miglioramento del sistema dei trasporti .

E tutto questo avendo in mente una visione e un progetto strategico. Liberare la costa cittadina dalla presenza di opifici obsoleti e fatiscenti , privi di qualsiasi valore produttivo, e da sempre , almeno dall’inizio della dismissione industriale, ostacolo e barriera a qualsiasi idea e attività di rigenerazione e riabilitazione urbana. O in subordine , per non venir meno all’impegno di consumo suolo zero,  mitigarne l’effetto devastante e deturpante , attraverso il modello delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate. Un segnale da dare , uno dei tanti, per iniziare a pensare , seriamente e fattivamente, alla transizione ecologica del territorio crotonese in cui centrale resta, in ogni caso, la definizione e l’avvio , senza incertezze, della bonifica degli ex siti industriali di Montedison, di Pertusola e di Sasol. Iniziando con il nominare il Commissario Straordinario per la bonifica del Sito d’Interesse Nazionale di Crotone e instaurando con Eni un rapporto tra partner e non avversari o, peggio, nemici. Ma questa è un’altra storia, difficile e complessa,  resa ancor più complicata dall’inerzia e dal massimalismo chiacchierone delle tante amministrazioni comunali succedutesi nel tempo , non ultima quella in carica , presentatasi come il “nuovo più nuovo” e che, invece, ogni giorno che passa, si sta dimostrando  il “vecchio ancor più vecchio del vecchio” . Un ulteriore ed ennesima brutta pagina per questa sfortunatissima e tristissima città di Crotone che si aggiunge a molte altre, tante altre, e che merita, e non solo da parte nostra, che pure ci dichiariamo disponibili al confronto, una trattazione e una riflessione lunga e approfondita , sicuramente non riducibile a quattro battute .

Peppino Cosentino
Domenico Critelli
Giovanni Lentini