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Rifiuti: una storia lunga e fallimentare che ha riguardato tutti i governi regionali

Procopio: "Gestione dei rifiuti che ha sempre visto Crotone e la sua provincia vestire i panni di Cenerentola tra tutte le province calabresi".

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Riceviamo e Pubblichiamo:

Pur avendo avuto dall’inizio l’idea di una mia riflessione sulla vicenda rifiuti, dopo l’ordinanza n.146 del presidente facente funzione della regione Calabria che individuava in Columbra la discarica a servizio dello smaltimento de rifiuti delle cinque ATO provinciali, non mi sono lasciato trasportare dall’impazienza di dire la mia ritenendo più opportuno, e più serio, approfondire dapprima l’intera questione, alla luce anche delle considerazioni e delle riflessioni di tutti gli attori in campo , alcune di particolare interesse , e dopo esporre il mio pensiero. Il primo dato è che in Calabria da oltre un ventennio ci trasciniamo la problematica dei rifiuti. Una storia lunga e fallimentare che ha riguardato tutti i governi regionali che negli anni si sono alternati e che insieme al sistema sanitario, al sistema delle acque e al rischio idrogeologico hanno determinato il dramma della Calabria che tutti quanti noi conosciamo. Fatta questa premessa l’altra cosa da rimarcare è la disastrosa gestione dei rifiuti . Gestione dei rifiuti che ha sempre visto Crotone e la sua provincia vestire i panni di Cenerentola tra tutte le province calabresi e questo per scontare il fatto, di per sé positivo , di avere l’unica discarica privata della Regione . Pertugio che ha permesso e permette ai governi regionali, a tutti i governi regionali, di emettere , ad intervalli più o meno regolari , le solite ordinanze che più che risolvere il problema lo hanno sempre tamponato, con la classica foglia di fico. Ma detto ciò il vero disastro per il sistema dei rifiuti è stata la legge regionale n.14 del 2014 che ha costituito le ATO Ambiti Territoriali Ottimali a livello provinciale che, nel 2016, sono stati inseriti nel piano dei rifiuti regionali per poter utilizzare le risorse che la comunità europea riservava per i Finanziamenti dell’impiantisca a servizio della gestione dei rifiuti e per la raccolta differenziata. Lavori dell’ impiantistica nell’ATO Di Crotone fermi al palo per inerzia e inoperosità e con la raccolta differenziata nella città di Crotone a livelli residuali per non dire ridicoli e limitata a solo tre quartieri cittadini. Tutte iniziative che invece avrebbero potuto aiutare a risolvere lo smaltimento dei rifiuti solo se la regione Calabria, dopo i primi intoppi, avesse avuto il coraggio e la forza di rivedere e commissariare gli ATO provinciali , il buco nero di tutta la gestione dei rifiuti calabresi . ATO provinciali che già in molte regioni come l’Emilia Romagna, la Toscana e la Puglia , sono stati eliminati con l’istituzione del solo ambito regionale. Esempio virtuoso che mi auguro possa essere ripreso dal prossimo presidente della regione Calabria seguendo il modello usato per l’Autorità Idrica Calabrese. Ritornando all’organizzazione delle ATO calabresi vi è da dire che sono stato un vero disastro, in cui anche il sindaco del comune più piccolo ha avuto e ha la forza di fermare ogni processo , in nome di interessi particolari a scapito di quelli più generali. Cosa, in una società particolarmente complicata come la nostra, inaudita e inammissibile. Così come incomprensibile resta l’immobilismo dell’ATO di Crotone che pur essendo stata primo ai nastri di partenza, oggi si ritrova ad essere l’ultimo, malgrado il sindaco del (finto) rinnovamento abbia preteso la presidenza dell’ambito territoriale, credo solo per mera rivalsa, atteso che da più di un anno non c’è stato non dico l’inizio ma nemmeno l’accenno ad un minimo di attività tranne che solo prorogare il servizio senza gara per far fronte alla emergenza covid e nelle ultime ore una sorta di protesta di facciata addirittura interrotta nel weekend gesto che, ricordo al sindaco del (finto) rinnovamento, si fa quando si è fuori dal palazzo e non quando il palazzo lo si amministra, o meglio , come nel suo caso, lo si disamministra. Per questo, e per tani altri motivi, direi che la gestione dell’ATO Crotone , avendo al riguardo anche un minimo di conoscenza dell’argomento, è stato e continua ad essere un fallimento, da cui il sindaco Voce deve trarre le sue inevitabili conclusioni ,non prima di aver convocato l’Assemblea dei sindaci per programmare e pianificare con loro tutte le attività previste per rendere autonomo e autosufficiente l’Ambito Territoriale Ottimale di Crotone, per poi dimettersi e non per finta anche perché il sottoscritto di dimissioni per questa annosa tragedie ne ha presentate ai tempi dovuti lasciando stipendio e prestigio, ma di questa storia ne parlerò in altri momenti. Ma per fare questo bisogna lavorare e lavorare molto , senza perdersi in sceneggiate e messinscene non adatte e non consone al ruolo che ricopre Dopo oltre 15 mesi di commissariamento e quasi un anno di disastrosa amministrazione del sindaco del (finto) rinnovamento i fatti che si succedono sono sempre gli stessi e , purtroppo, mi danno ragione. Crotone era e resta la pattumiera della Calabria . E questo per colpa di chi non si vuole assumere le proprie responsabilità, a partire dall’ATO che decide di non decidere per poi trovarsi nella situazione di sempre e poi dare la colpa a chi cera prima ma da un anno quasi ora c’è il cambiamento, con in testa il sindaco del (finto) rinnovamento , fare proteste inutili ancorché folkoristiche quando ormai la situazione è degenerata e la città di Crotone e il suo territorio si trovano costretti a individuare e a rincorrere soluzioni ormai non più praticabili e perseguibili tranne una , al massimo , due risoluzioni. La prima. Fare in modo che nella ripartizione delle tonnellate giornaliere da smaltire nel sito di Columbra, così come suggerito dai sindaci di Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto, Crotone e la sua provincia abbiano riservato una quota di 200 tonnellate giornaliere che garantirebbe almeno lo smaltimento dei rifiuti per tutta l’estate senza problemi e senza preoccupazioni. La seconda.

Pretendere che questa , quella dell’estate 2021, dovrà essere l’ultima volta che si utilizza il sito di Columbra come discarica pubblica perché la stessa è ormai arrivata alla fase “post mortem” che non si può allungare all’infinto con abbancamenti su abbancamenti grazie solo all’abbassamento dovuto alla naturale degradazione dei rifiuti. Per finire queste mie considerazioni e dopo aver letto tanti comunicati e dopo aver sentito tante interviste , anche da parte di chi non ha nessun titolo per parlare o scrivere, di tutte queste prese di posizione una , in particolare, mi è rimasta impressa. Quella del sindaco Voce che di fronte ai cancelli del sito di Columbra , con una mimica e una gestualità degna di un modesto attore dell’Ambra Jovinelli , riferiva di una sua telefonata avvenuta con un broker olandese del sistema dei rifiuti Al centro della telefonata , il conferimento e il costo di oltre cinquantamila tonnellate di rifiuti “tal quale” , da trasferire ad Amsterdam. Quello che mi è rimasto impresso non è stato tanto il racconto e il valore della telefonata, pari a zero e nemmeno lontanamente paragonabile a quelle telefonate serali del mitico Turuzzu detto fesseria, ma la superficialità e la faciloneria del sindaco del ( finto ) rinnovamento che non solo disconosce la legislazione europea in merito alla materia Ambientale del quale lui ha sempre sostenuto di esserne un conoscitore di alto Livello, che al riguardo , non permette operazioni di trasferimento di rifiuti tal quale , in quanto se pure i rifiuti si possono spostare in altre nazioni per poter essere autorizzati ci vogliono trattamenti particolari dei rifiuti e soprattutto imballaggi di un certo tipo degli stessi ma quel che a me è risultato fastidioso è stato ed è, purtroppo, il suo modo di affrontare i problemi , con argomentazioni tipiche dei demagoghi e populisti . Di uno che vuole rimanere in sella senza galoppare e che cerca di sopravvivere senza prendere iniziative che, del resto, sono il compito primario di chi amministra e non di chi si vuole nascondere dietro le non verità che, alla fine, hanno le gambe corte.
Un atteggiamento e un comportamento da parte del sindaco del (finto) rinnovamento che denota scarsa conoscenza dei problemi in genere e del problema rifiuti in particolare e scarsa attenzione alle dinamiche in atto nel nostro territorio se è vero com’è vero che a Crotone, mi è stato riferito, di questo argomento , del trasferimento dei rifiuti all’estero, nei mesi addietro se ne è discusso senza la dovuta attenzione da parte di nessuno , sindaco del (finto) cambiamento compreso.

E questo senza fare riferimento alcuno alle parole ferme e decise dell’assessore regionale all’ambiente Di Caprio che lo ha elegantemente ma rigorosamente redarguito come uno scolaretto e sbugiardato come a proposito dei rifiuti della bonifica che andranno, senza discussione alcuna, fuori regione e non, come pensa o millanta il sindaco del (finto) rinnovamento, nella discarica di Columbra. Decisione presa dal Ministero dell’Ambiente nelle varie conferenze di servizio degli ultimi anni di concerto con la regione Calabria, con la recalcitrante Eni e con il comune di Crotone . Tranne che il sindaco Voce non abbia abbassato la guardia e sia rimasto folgorato sulla strada di …ENI. Ma di questa nuova trovata e di tante altre del sindaco del (finto) rinnovamento me ne occuperò prossimamente. Il resto sono e saranno chiacchiere utili solo per la prossima competizione elettorale del sindaco Voce e dei suoi amici, ieri nemici acerrimi, del PD con i quali , sabato 17 luglio 2021 , è stato sancito il patto di Gizzeria, il patto dei tarallucci e vino, o il patto delle ostriche e champagne per i più sofisticati .

Giovanni Procopio
già consigliere comunale

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