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Quale ragione ha l’astensionismo?   

L'analisi di Giovanni Lentini: "In giro vedo solo donne e uomini disillusi e disincantati, carichi di delusione e, in alcun casi, di rancore".

Riceviamo e Pubblichiamo:

Da tempo, almeno negli ultimi anni, mi sono accorto che nella nostra piccola cittadina, la comunità ha smesso anche di sognare. In giro vedo solo donne e uomini disillusi e disincantati, carichi di delusione e, in alcun casi, di rancore. E nonostante ciò, a nemmeno ventiquattro ore dalla chiusura dei seggi elettorali, qualcuno a chiedersi il perché della scarsa affluenza alle urne e il perché della mancata elezione di consiglieri regionali crotonesi? Che si ricerchino e si analizzino le vere ragioni dell’astensionismo, quelle profonde e radicate e non quelle in superficie,  ma non lo si faccia, vi prego, in nome del campanilismo e del municipalismo più gretto e retrivo .E soprattutto senza lamentarci del fatto che i crotonesi , nelle elezioni regionali, non voterebbero i propri conterranei ma i corregionali, senza andare al cuore del problema che è, invece, la mancanza, ormai radicata, di una vera classe dirigente del nostro territorio. Non si può analizzare la realtà, complessa e, nel nostro caso, complicata, con una visione miope e profondamente sciocca! Ma quello che più ci lascia interdetto ed esterrefatto non sono tanto queste disamine,  frettolose e grossolane, ma i personaggi che si prestano a questi giochetti delle tre carte che in nome di un sentito dire, fatto circolare ad arte,  gridano al complotto in atto contro Crotone e i crotonesi . Complotto che vi posso assicurare  non esiste e che è frutto di menti squilibrate e distorte e , soprattutto , in malafede. E guarda caso, negli anni, tutti quelli che gridano al complotto contro di noi  si sono disinteressati, in maniera sistematica, di Crotone e dei crotonesi. Con l’aggravante che anzi, proprio per queste loro mancate prese di posizione a favore della città, oggi si trovano ad essere tra i pochi destinatari di privilegi, di prebende e di favoritismi clientelari di un territorio ormai abbandonato a se stesso e in balia di chi la dice più grossa.

Una città e un territorio depredati . A partire dal distretto energetico, che è bene che i crotonesi ne prendano atto,  esiste solo sulla carta. Per passare al distretto del beni culturali , anche in questo caso  solo sulla carta, non riuscendo neanche a trovare, dopo oltre un anno dalla sua istituzione, la sede della soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio  di Crotone e Catanzaro . E per arrivare al distretto agroalimentare di eccellenza,  passato, per nostra ignavia e incapacità, nella piana di Sibari. Tutto questo nel silenzio e nel disinteresse assoluto! Di tutti. Nessuno escluso. Ed oggi, senza vergogna e senza dignità , tutti ad ergersi a paladini della “crotonesità” che per molti, per tanti di loro esiste solo nei pochi giorni della competizione elettorale. La crotonesità non si difende con le chiacchiere e i pettegolezzi , o peggio con le dichiarazioni d’intenti – vedremo faremo cercheremo dimostreremo – , si difende nelle sedi deputate , nei palazzi dove si decidono le sorti dei territori e dove si disegnano le future strategie di sviluppo. Queste le considerazioni e le riflessioni da far valere e da portare avanti , il resto non m’interessa e lo lascio agli utili idioti. Ai tanti utili idioti che circolano per Crotone e  che abbondano,  specialmente in rete . Non vedo l’ora che la finiscano con questi loro suoni striduli e fastidiosi , che li fanno sembrare simili alle cicale in piena estate , dannose più dei grilli e delle zanzare. L’unico dato preoccupante e allarmante in Calabria , e a Crotone in particolare, è il dato dell’affluenza ai seggi elettorali , al di la del dato elettorale dei partiti e delle coalizioni e dei singoli candidati , e questo non ci consente, anzi non ci  consentirebbe altro che un rigoroso e rispettoso silenzio. Per riflettere e per tentare di ripartire , sapendo che la ripartenza , dopo tanti passati a farci umiliare e offendere, non è e non sarà facile. Apparendomi tutto il resto un canovaccio e uno scenario fatto di chiacchiere e di chiacchieroni  a cui i calabresi e i crotonesi sono abituati e di cui sono stanchi.

Questo, e non altro, ci impone una riflessione seria e approfondita , superando i vecchi schemi e i vecchi schematismi .  Il presidente Occhiuto ha vinto, anzi ha stravinto , ma purtroppo, almeno ai nastri di partenza,  non avrà il popolo calabrese alle sue spalle. E questo, a mio modesto parere, se non si corre ai ripari , è , e resterà , un vulnus e un danno per la Calabria .  Al quale il nuovo presidente della regione dovrà  porre rimedio , senza perdere tempo, individuando nuove forme di partecipazione e di coinvolgimento dei calabresi alla cosa pubblica che tengano conto, senza nascondersi dietro i riti e i rituali della vecchia politica , della disaffezione e del malessere generalizzato e consolidato. Una veloce e necessaria, indispensabile e non più rinviabile, inversione di tendenza. Questo sarà il suo primo compito. Io confido, da calabrese e da crotonese, che la sua vittoria, quella vera, come da lui affermato, inizi dal 5 ottobre per affrontare e risolvere i mille problemi della Calabria e, soprattutto, per farci vedere e per farci conoscere una Calabria che né gli italiani né i calabresi si aspettano.

Giovanni Lentini