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La maggioranza silenziosa a Crotone

Le elezioni del nuovo consiglio regionale ha forse registrato nell’astensionismo con circa il 60 per cento  il vero vincitore.

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Riceviamo e Pubblichiamo:

Crotone al palo. Le elezioni del nuovo consiglio regionale ha forse registrato nell’astensionismo con circa il 60 per cento  il vero vincitore. Ma a caro prezzo. Il territorio vede da troppo tempo  il tutti contro tutti, le beghe, i litigi tra gruppi di sedicenti  generali senza soldati all’interno dei partiti, compreso il movimento 5 stelle. Venuta meno la disciplina di partito con i commissariamenti imposti o minacciati, l’inesistente esperienza politica sul territorio, l’approssimazione e la superficialità l’hanno fatta da padrone. Sono state  chiuse le scuole di partito che filtravano, selezionavano e promuovevano le ambizioni personali  Ecco allora la corsa  alla poltrona regionale  di  molti improbabili candidati,  tra cui non mancano i trombati  di ieri e di oggi  che  non hanno  imparato a fare politica partendo dalla gavetta. Il motto sembra essere “subito la poltrona poi si vede”. Sull’astensionismo si può dire tutto e il suo contrario. E’ penoso ascoltare o leggere grossolane analisi del dopo voto   ,,di magliari della politica. Personaggi  che hanno già  dimostrato incapacità amministrativa e legati a opachi interessi, certo lontani da quelli dei crotonesi. Un discutibile sistema elettorale consente anche al candidato con pochi voti di rappresentare l’intero territorio. Il pentastellato Francesco Afflittto  con poco meno di duemila voti, si trova nella scomoda posizione di consigliere di minoranza, appartenente a un partito o movimento, crollato nei consensi e in cerca di un’identità politica sia a livello locale che nazionale. Il territorio ha solo lui come punto di riferimento soprattutto nella ripartizione delle risorse del Recovery Plan. Staremo a vedere.

Rolando Belvedere

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