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Voce sta condannando Akrea al fallimento

Arcuri e Megna: "il sindaco si avvale di una partecipata senza contratto ma anche senza pagare i lavori richiesti e alla fine mette su strada dodici unità lavorative."

Riceviamo e pubblichiamo:

È giunto il tempo di affrontare i tanti e gravi problemi della città con il giusto grado di serietà e di serenità, problemi che hanno già raggiunto un livello di criticità drammatico ed insopportabile. Il sindaco Voce, con la solita improduttiva e presuntuosa prosopopea, su ogni singolo problema tenta continuamente di scaricare le responsabilità senza mai entrare nel merito delle situazioni e senza mai cercare una soluzione. Un atteggiamento grave, irresponsabile e non più sopportabile. Anche oggi sui dipendenti di Akrea che si occupano della gestione del verde pubblico e che, dopo le decisioni di questa maggioranza di togliere il servizio alla propria partecipata, vedono con drammatica preoccupazione il proprio futuro lavorativo a rischio, il sindaco Voce, interpretando il ruolo di un novello Ponzio Pilato, se n’è lavato le mani scaricando le responsabilità sui vertici di Akrea.

Incredibile! Una faccia tosta che nessuno più intende sopportare. Stiamo parlando di dodici unità lavorative che, oggi, a causa delle scelte di Voce, rischiano il licenziamento, dodici famiglie che, da qui a qualche mese, si ritroveranno senza un sostentamento. Ed oggi, invece di affrontare il problema abbiamo assistito all’ennesima farsa in salsa vociana, che con le sue scelte crea il problema (dodici dipendenti con regolare contratto ma senza più funzione) e poi scarica sul cda di Akrea la responsabilità di trovare una soluzione al problema. Il sindaco è colpevolmente consapevole che, così facendo, scaricando su Akrea dodici stipendi senza funzione, mette a rischio non solo i dodici lavoratori, ma anche il futuro stesso della società, che ad oggi, proprio sul verde pubblico, vanta un credito nei confronti del Comune di ben un milione di euro, che Voce ed i suoi assessori si sono ben guardati di affrontare. Quindi non solo il sindaco si avvale di una partecipata senza contratto ma anche senza pagare i lavori richiesti e alla fine mette su strada dodici unità lavorative. Senza contare che, ad agosto, quando i dipendenti ex Akros hanno occupato il Comune in segno di protesta rivendicando il sacrosanto diritto al lavoro, il sindaco ha firmato un’intesa che prevede un percorso di dieci mesi con assunzione finale. Promesse, chiacchiere e prese in giro che rischiano di generare una “guerra tra poveri” di cui questa città può tranquillamente farne a meno.

Oggi siamo rimasti in aula, nonostante la maggioranza, per l’ennesima volta, non abbia i numeri per tenere in piedi il Consiglio comunale, solamente per senso di responsabilità nei confronti della città, dei dipendenti di Akrea e delle tante imprese e cittadini che vantano crediti nei confronti del Comune e che oggi sono stati soddisfatti con l’approvazione dei debiti fuori bilancio, grazie all’opposizione e non certo per merito di Vincenzo Voce. Nessuna volontà di essere stampella di questa disastrosa amministrazione, che dovrebbe prendere atto del proprio fallimento e decidere, con un atto di dignità, di dimettersi e rimettere il mandato al popolo.

I consiglieri comunali Danilo Arcuri Antonio Megna