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Come adottare misure urgenti contro l’aumento dei prezzi dei settori elettrico e del gas

Antonio Manica prende spunto da un ordine del giorno presentato alla Camera dai deputati della Commissione Attività Produttive di cui è partecipe l'On.le Sergio Torromino.

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riceviamo e pubblichiamo:

Prendo spunto da un ordine del giorno presentato alla Camera dai deputati della Commissione Attività Produttive, di cui mi ha reso partecipe l’On.le Sergio Torromino componente della stessa, che qui espressamente ringrazio, con cui Forza Italia ha chiesto un impegno da parte del Governo affinché valuti l’opportunità, al fine di contenere l’aumento dei prezzi dei settori elettrico e del gas, di adottare misure urgenti volte ad incrementare la produzione nazionale di gas naturale, nelle more dell’adozione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PITESAI), prevedendo che tale produzione sia immessa al consumo esclusivamente sul territorio dello Stato. La richiesta avanzata da parte di Forza Italia poggia su dati concreti di notevole rilevanza. Risultano, infatti, nei giacimenti del Mare Adriatico, circa 130 miliardi di metri cubi di metano inutilizzati a fronte di un’estrazione di solo 3-4 miliardi e di un consumo di circa 70, con effetti negativi sul piano della dipendenza italiana da paesi ExtraUE, in primis Russia. Taluni impianti di nuova estrazione sono, allo stato, bloccati nell’alto Adriatico, in Emilia Romagna, a largo di San Benedetto del Tronto e in Puglia. Vi sono poi, quelli, come nel nostro territorio, già esistenti ed in produzione e, tuttavia, è oramai circostanza confermata, con attività estrattiva ridimensionata. La produzione dei tre pozzi di Crotone, infatti, si è oramai drasticamente ridotta di tal che necessita da parte di ENI un’attività di verifica volta ad accertare la sussistenza delle condizioni per aumentarne la capacità produttiva. Sicché, considerato il particolare momento storico che viviamo, di crisi energetica e rincaro prezzi con ripercussioni negative sui bilanci familiari e aziendali (molti settori imprenditoriali sono a rischio chiusura), colgo l’opportunità per formulare un suggerimento all’Amministrazione comunale. Abbandoni, per sempre, le sterili e improduttive riunioni (e parlo con cognizione di causa avendo presenziato ad ognuna di esse) avute con i rappresentanti di ENI, ingiustificatamente enfatizzate dall’Ufficio Stampa del comune, che in un anno non hanno prodotto alcunché e si adotti la linea della concretezza.

Si proceda, quindi, all’invio di una nota ufficiale da parte del Comune con cui si comunichi ad ENI la disponibilità dell’amministrazione ad appoggiare e sostenere le iniziative imprenditoriali che la società vorrà assumere finalizzate a rafforzare ed aumentare nel territorio di Crotone la capacità di produzione dei pozzi esistenti. Al riguardo, posso sin d’ora garantire che il partito da me rappresentato non mancherà di dare idoneo supporto a tale iniziativa nelle opportune sedi a partire dal livello regionale. Solo assumendo una posizione chiara, netta, inequivocabile di sostegno all’attività imprenditoriale di ENI (che non significa assecondare, passivamente, la volontà della multinazionale), ci si potrà sedere con i suoi vertici intorno ad un tavolo e concordare con essi, nella speranza che la produzione ritorni ai livelli di un tempo o quantomeno ci si avvicini o comunque sia significativa, un piano di sostegno allo sviluppo del territorio sulla falsariga di quanto pattuito in passato con la società (accordo transattivo del 2011) e non rispettato per responsabilità politico-amministrative delle precedenti amministrazioni comunali ancora tutte da chiarire. Diversamente, continueremo nel solito chiacchiericcio e nel bla bla delle proteste e rivendicazioni oggetto degli sterili incontri dell’anno appena trascorso. Nel frattempo, però, il tempo passa e con esso le opportunità di sviluppo della città.

Antonio Manica Capogruppo Forza Italia

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