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Un disastro ambientale a cielo aperto e alla vista di chiunque foto

Alla vista di una comunità intera, nessuno escluso, ormai divenuta silente e inerme anche di fronte a problematiche non solo di tipo ambientale ma, probabilmente, di tipo sanitario.

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All’ingresso sud di Crotone, in pieno centro cittadino, su viale Giovanni Paolo II, a ridosso di tre tra i più popolosi quartieri popolari della città, Vescovatello, Lampanaro e Gabelluccia e accanto ad un moderno e attrezzato centro sportivo, meta di centinaia di bambini e bambine, in quello che una volta era il Mercato Generale Ortofrutticolo della città, un fiore all’occhiello della Crotone di un tempo che fu, meta di centinaia di commercianti provenienti da gran parte dei territori delle provincie di Cosenza e di Catanzaro, si trovano ammassati centinaia di tonnellate di rifiuti pericolosi, eternit, materiale inerte, materiale ingombrante, calcinacci, mobili di vario genere e di varie dimensioni, pneumatici e alcuni grandi e grossi sacchi neri di dubbia provenienza. Oltre a decine di migliaia di metri quadrati di copertura in eternit dei vecchi capannoni del mercato ortofrutticolo, in evidente stato di deterioramento. Nell’insieme una grande discarica incontrollata e a cielo aperto. E tutto questo non in una zona nascosta e inaccessibile ma in un contesto urbano alla vista di chiunque. Alla vista di una comunità intera, nessuno escluso, ormai divenuta silente e inerme anche di fronte a problematiche non solo di tipo ambientale ma, probabilmente, di tipo sanitario. Credo che non ci sia altro d’aggiungere se non richiamare le autorità preposte, dalla Prefettura all’Azienda Sanitaria Provinciale, a intraprendere qualsiasi iniziativa utile a risolvere la problematica. Ho sottaciuto volutamente il sindaco di Crotone perché lo ritengo incapace e inadeguato ad assolvere i compiti di primo cittadino.

Giovanni Procopio
Già consigliere comunale di Crotone

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