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Tempi duri specie per le giovani generazioni: urge una rinascita sociale, umana ed economica

Federico Ferraro: "Un pericolo sociale l’indifferenza dei giovanissimi di fronte alle tragicità ed ai problemi".

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Il periodo storico che stiamo vivendo sarà certamente  ricordato dai posteri non solo come il tempo del Covid, della grande pandemia, ma anche il tempo della  crisi  a tutto tondo: umana, economica e sociale; La precarietà e l’incertezza  di questi tempi, vedono coinvolte in primis la classe generazionale dominante,  intrappolata  ancora nel procinto del pensionamento, tra incertezze di quota 100 e ora quota 102, annullamenti delle disposizioni vigenti in materia di lavoro,  e  di conseguenza anche  le giovani generazioni, sospese tra un “limbo” di ingresso al  mondo lavorativo ed esigenze di realizzazione e stabilizzazione del precariato.
Molte  ragazze e ragazzi in questo  periodo direttamente ed indirettamente non solo nel nostro territorio ma in tutto il mondo  hanno esternato il clima di disagio sociale imperante , ad esempio sul tema dell’emergenza sanitaria. La gestione della situazione Covid e le continue dinamiche relative al green pass e ai divieti di manifestazioni hanno certamente acuito la già difficile e calda situazione di dialogo anche con alcune frange sociali come il  gruppo NO VAX ad esempio.
Sono presenti ed assai tangibili forti tensioni sociali nel Paese, che hanno preso piede anche nell’occasione delle recenti elezioni  amministrative e regionali in diversi comuni italiani.
Al mondo associativo ed in particolare agli enti del terzo settore, troppo spesso dimenticati, corre l’obbligo morale, sociale e giuridico di farsi portavoce delle istane del momento, specie quelle più sentite come cogenti ed improcrastinabili dalla società odierna. Sono sotto gli occhi di tutti le continue emigrazioni  giovanili, specie lavorative  di quelle ragazze e quei ragazzi  che lasciano la propria terra in cerca di una realizzazione professionale  fuori casa  : America, Europa, Asia oppure  nord Italia.
Non si arresta quella triste dinamica che vede famiglie, affetti, generazioni dividersi  nell’inevitabile trade off : ubicazione lavorativa  o  continuità degli affetti familiari?
Sono tempi ardui soprattutto per le giovani generazioni che faticano  a trovare figure guida nella società. E’ fondamentale oggi più che mai
Fondamentale in questo contesto è anche  l’apporto e l’incisione della Chiesa, dalla quale come autorità morale e sociale, ci si aspetta  una sempre  maggiore lotta per l’affermazione dell’uguaglianza dei diritti e della pari dignità delle persone, soprattutto dei più svantaggiati! E’ fondamentale che i grandi temi come  l’immigrazione vengano affrontati in modo costruttivo  e che lascino, soprattutto,  risultati tangibili  e di lunga durata.
Si sente molto parlare delle problematiche lavorative , ma scarseggiano i risultati nell’interlocuzione sindacale dove troppo spesso  vengono trattati e ripetuti i già noti problemi insoluti di matrice ultratrentennale.   Ai sindacati raccomandiamo di farsi sentire  con maggior vigore e fare la propria parte in modo sempre più convinto! Occorre come in passato pensare e proporre alla politica centrale  una nuova legge per la piena occupazione seppur con le dovute modifiche  e necessità dei tempi correnti .

Le giovani generazioni appaiono sempre più frastornate dai messaggi social che impongono  modelli  di successo  e poi realtà locali sempre più arretrare dai punti vista economico, dello sviluppo turistico-territoriale e dei collegamenti. Gli adolescenti vivono oggi una super velocità di contati social m virtuali ma si stanno sempre più emarginando nell’io delle coscienze, c’ è il rischio che in futuro lo spirito critico verso ciò che accade  sparisca completamente per lasciare spazio ad una perenne rassegnazione. Ricordiamo il capovolgimento dei valori  evidenziato nel  Romanzo 1984  di George Orwell.
E’ oramai improcrastinabile attuare un reinserimento sociale e lavorativo delle fasce sociali più deboli,  fiaccate dalla crisi economico-sociale  del 2007, ed oggi dall’emergenza sanitaria  pandemica e dalla conseguente crisi e fermo economico che sta lentamente cercando di ripartire in punta di piedi.
A proposito di collegamenti tra regioni e comuni italiani del Sud:  nei primi anni 2000 era possibile viaggiare in treno diretto dalla Calabria ionica fino al nord del Paese mentre ora è solo un triste ricordo, legato ad un passato  lontano.
Ogni istituzione dovrà fare la propria parte altrimenti  non invertiremo più questo ciclo di decrescita orami in atto  e produttivo,  ahinoi,  di  una società sempre più povera!
Tutti i cittadini  appaiono spenti e sfiduciati  dalla mancata  inversione di tendenza verso uno sviluppo, ad oggi solo agognato, c’ è chi si aspetta  sempre di più da tutte  le  istituzioni risposte in termini di efficienza, di cambio di passo e di miglioramento della qualità di vita, specialmente nel meridione
Una riflessione importante meritano infine, alcuni atteggiamenti da parte dei giovanissimi di fronte al di distacco e cinismo intollerabile per una comunità “normale”.
Ebbene oggi, si tange spesso in varie situazioni un atteggiamento,  specialmente  nei giovanissimi,  di cieca rassegnazione a ciò che accade   mista ad un distacco, quasi lo “straniamento” di manzoniana memoria; dispiace e colpisce profondamente constatare che spesso  l’approccio superficial-goliardico si estende indistintamente su tutti e tutti  senza diversificare sentimenti, sensibilità e garbo in base ai cointesti di riferimento.

Le giovani generazioni appaiono sempre più frastornate dai messaggi social che impongono  modelli  di successo  e poi realtà locali sempre più arretrare dai punti vista economico, dello sviluppo turistico-territoriale e dei collegamenti. Gli adolescenti vivono oggi una super velocità di contati social m virtuali ma si stanno sempre più emarginando nell’io delle coscienze, c’ è il rischio che in futuro lo spirito critico verso ciò che accade  sparisca completamente per lasciare spazio ad una perenne rassegnazione od ancora peggio ad uno stravolgimento dei valori e principi comuni : ricordiamo  in proposito quanto evidenziato nel  Romanzo 1984 di George Orwell.
E’ oramai improcrastinabile attuare un reinserimento sociale e lavorativo delle fasce sociali più deboli,  fiaccate dalla crisi economico-sociale  del 2007, ed oggi dall’emergenza sanitaria  pandemica e dalla conseguente crisi e fermo economico che sta lentamente cercando di ripartire in punta di piedi.
A proposito di collegamenti tra regioni e comuni italiani del Sud:  nei primi anni 2000 era possibile viaggiare in treno diretto dalla Calabria ionica fino al nord del Paese mentre ora è solo un triste ricordo, legato ad un passato  lontano. Ogni istituzione dovrà fare la propria parte altrimenti  non invertiremo più questo ciclo di decrescita orami in atto  e produttivo,  ahinoi,  di  una società sempre più povera!
Tutti i cittadini  appaiono spenti e sfiduciati  dalla mancata  inversione di tendenza verso uno sviluppo, ad oggi solo agognato, c’ è chi si aspetta  sempre di più da tutte  le  istituzioni risposte in termini di efficienza, di cambio di passo e di miglioramento della qualità di vita, specialmente nel meridione. Ebbene oggi, si tange spesso  in varie situazioni un atteggiamento,  specialmente  nei giovanissimi,  di cieca rassegnazione a ciò che accade   mista ad un distacco, quasi uno “straniamento” di manzoniana memoria; dispiace e colpisce profondamente constatare che spesso  l’approccio superficial-goliardico si estende indistintamente su tutti e tutti  senza diversificare sentimenti, sensibilità e garbo in base ai cointesti di riferimento. La sfiducia e il piattismo porta sempre più ad una vera  e propria crisi di valori che dovrebbero , invece, rappresentare il legame spirituale di continuità tra vecchie  e nuove generazioni.  Se mancano quindi irruenza ed entusiasmo giovanili che, nella storia hanno sempre sdoganato il senso della misura  e talvolta  l’inerzia delle vecchie generazioni  riluttanti al passaggio del testimone generazionale, come potranno oggi i giovanissimi incidere nella società, nelle scelte  pubbliche o dire la loro con un peso specifico?
Saranno quindi costretti a subire come degli spettatori, i cd. “forestieri della vita” di Pirandello, le dinamiche sociali determinate o  imposte da altri?
Forse è in atto  un’ eccessiva ed inarrestabile  full immersion nel mondo dei social, che  spinge oggi  i giovanissimi, i “ millennials”  scollati dalla realtà vera, che non è rappresentata  dai selfie e dalle foto ritoccate per attirare like ma è rappresentata dal vivere quotidiano, dai problemi e dalle complessità che stiamo vivendo tutti.
Per fra risorgere il nostro Paese urge,  in buona sostanza,  una forte e convinta presenza  di  più figure guida   di alta caratura  che   insieme attuino definitivamente la rinascita territoriale e generazionale  a tutti i livelli: è un dovere di ognuno di noi occuparsi della res publica e dei suoi problemi. E’ un impegno che  dobbiamo tutti portare avanti concretamente come  associazioni, enti, cittadini privati, e lo dobbiamo alla nostra Città, alla nostra  Calabria, alla nostra comunità e al nostro Paese!

Federico Ferraro
Resp naz.le Consolidla E.T.S.  

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