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Studiare per decidere… …non chi ci deve sfruttare! foto

Ma è mai possibile che solo da fuori dal Consiglio Comunale c'è chi si preoccupa di chi è già pronto a nuovi affari sul nostro territorio?

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    di Procolo Guida

    E’ dall’estate dello scorso anno (a dire il vero anche prima) che il dottor Vincenzo Garrubba sollecita e stimola prima la parte istituzionale (il Comune di quell’Enzo Voce che aveva pure pubblicamente sostenuto prima e durante la campagna elettorale) e poi Consiglio Comunale, giornali e pubblica opinione sul ruolo e l’importanza del Pitesai (sigla che per molti è impronunciabile di un piano dal nome poco patinato ma altrettanto strategico: Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee). Sotto a questo richiamo di un articolo del Sole 24 ore di cui vi diciamo tra poco, vi sono proprio gli articoli (solo una parte) del dibattito aperto solo sulle colonne di questo giornale, da videocrotone con Giovanni Monte e davvero in pochissimi altri consessi che hanno permesso che in città fosse meno sconosciuto che in altri consessi. Oggi ci scrive e segnala un articolo del 20 febbraio scorso (quindi pre guerra per intenderci) l’ex consigliere comunale Giovanni Procopio che è un altro che da fuori dalla massima assise cittadina (lo faceva anche quando era in carica anche ad una struttura regionale dell’assessorato da cui si dimise, a dire il vero) continua a sollecitare ad occuparsi di tematiche davvero strategiche del territorio e, soprattutto, ad occuparsene per tempo e con modalità istituzionali. Giovanni Procopio ci gira, nello specifico, di “Gas in Sicilia e Adriatico: ecco la mappa dei giacimenti dove si potrà estrarre” (clicca qua per leggerlo), articolo di Jacopo Gilberto su Il Sole 24 ore, appunto del 20 febbraio u.s. L’articolo nella sua versione online si apre con un video articolo dell’Ansa, almeno altrettanto importante non solo per comprendere la valenza del Pitesai, ma soprattutto chi se ne occupa ed ha interessi… Gilberto, sulle pagine del giornale di Confindustria (mica di un organo di partito bolscevico), ci racconta molto circa le contraddizioni fra il Decreto Bollette (e le sue intrinseche ricette rivolte ad aumentare l’estrazione di metano dai giacimenti nazionali) e proprio quello che lui chiama più che correttamente “nuovo piano regolatore Pitesai (per estrarre meno)”. Su questo articolo si fa riferimento ad un vero e proprio ossimoro, una negazione speculare e reciproca, che si completerebbe solo con la necessità introdurre deroghe proprio al piano antitrivelle Pitesai. Ed i territori che dovrebbero fare se non chiamare Eni e tracciare nuove prognosi? Dunque ci gira la domanda Procopio. Noi ci aggiungiamo le preoccupazioni di sempre (oggi certamente aumentate a dismisura) di Vincenzo Garrubba e di chi crede che sia importante aprire un dibattito serio ed approfondito in città per poi condividerlo con tutta la fascia jonica e non solo con i comuni che beneficiano delle royalties da estrazione che sono sempre e solo state “sfruttate” e “stuprate” sia nei meccanismi che nella sostanza per cui furono pensate, ottenute e pure modificate. Ma è mai possibile che dalla battaglia di Fabrizio Meo e di Democrazia Orizzontale che pure fu “cavalcata” sia dall’allora tribuno Voce (pure confermata dalla scelta di quando divenne Sindaco nominando la Cortese assessora al danno ambientale, poi scomparso, più che all’effimera sanità) si è potuto assistere solo agli interventi di Garrubba e le richieste spicciole e davvero sdrucciolevoli di epigoni delle buone intenzioni. Ma oramai il nostro primo cittadino ci ha abituati, anche su questo tema ambientale (anzi soprattutto sull’intera vicenda Eni ed ambientale) a riformare il celeberrimo rinogaetanesco “partono tutti incendiari e fieri e quando arrivano sono tutti pompieri” in “partirono urlatori e con la croce e quando divenne sindaco perse anche lui la voce…” Se volessimo infatti fare gli sfascisti dovremmo dire ed allarmare tutti che c’è chi si sta inserendo in questi buchi e contraddizioni solo per favorire nuovi affari e stupri soprattutto nei confronti del paesaggio con i parchi off shore? Non escludendo assolutamente l’ipotesi, ci piace molto più semplicemente invitare tutti (ed innanzitutto le rappresentanze istituzionali tutte) a cercare di trattare e indirizzare un dibattito e soprattutto una proposta seria e credibile che declini plasticamente il principio di sfruttamento del sottosuolo e di tutte le “energie” di questa sempre più bistrattata (da noi stessi innanzitutto) terra di conquista.

    ecco un piccolo riassunto delle puntate precedenti:

    Anche il Sindaco Voce non ha voluto difendere il sottosuolo crotonese

    Chiarimenti del sindaco sul Piano Transizione Ecologica Sostenibile delle Aree Idonee (PITESAI)

    Pitesai, false e stonate le dichiarazioni del sindaco Voce, la città è nelle mani di sprovveduti

    Pitesai, buccia o banana?

    Anche per Sindaci ed Assessori le bugie hanno le gambe corte!

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