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Sogno o son desto? Siamo nel 2019 o nel 2022?

Turino: "Non si perda più tempo con analisi di vario tipo, il castello è stato analizzato in ogni sua parte, le relazioni sono agli atti. Il portafoglio del Mibac è stato foraggiato ampiamente, che si proceda ora alla riapertura parziale del castello e alla sua immediata bonifica".

In questi giorni si sta sentendo riparlare della riapertura della fortezza di Carlo V, grazie alla costanza e alla perseveranza del consigliere comunale, Fabrizio Meo, e dei cittadini che stanno facendo un grande lavoro per mantenere desta l’attenzione. E visto il Consiglio comunale che si terrà tra qualche ora, vorremmo tentare di dare un contributo alla discussione e magari anche alla risoluzione del problema.

Era il 2019, precisamente il 12 Marzo 2019 quando Arpacal inviò un report di attività sul monitoraggio radon nel Castello di Carlo V.
Nelle conclusioni della relazione ci sono due importanti determinazioni: la prima è che “la concentrazione di attività radon outdoor nel castello è in linea con i parametri”, la seconda è che gli ambienti interni del Castello non mostrano alcun problema di tipo radiologico.
Alla luce di questa conclusione l’assessore alla Cultura di allora, la combattiva Valentina Galdieri, che su questo tema come su Antica Kroton non si è mai risparmiata, aveva inviato la richiesta ufficiale di riapertura parziale della fortezza, delimitando le aree contaminate da Tenorm.
Tale proposta è stata presa in considerazione dal dott. Patamia che manifestava la propria disponibilità ad accoglierla e a valutarla sul tavolo della Prefettura assieme alla commissione tecnica. Era l’Ottobre del 2019.
Oggi sembra di assistere ad un “rewind”. Il sindaco che, come suo costume, non si documenta su quanto fatto nel passato e oggi, dopo 3 anni, perde ancora tempo a fare sopralluoghi e a richiedere e commissionare ulteriori indagini. Il dott. Patamia, che già nel 2018 parlava di un progetto esistente della bonifica che sarebbe partita di lì a poco, oggi con il portafoglio pieno, riempito con i soldi di Antica Kroton e dalla benevolenza dell’assessore Via e del suo sindaco, rilancia l’avvio dei lavori di bonifica. Sembra che tutto si muove per rimanere immobile. Come ribadito da Flora Sculco, qualche settimana fa, basta “punto e a capo”. Per raggiungere gli obiettivi serve dare continuità al lavoro già fatto in precedenza. Ricominciare sempre dall’inizio non fa che allungare i tempi e allontanare i risultati. Questa è la peggiore punizione per la città di Crotone: un’amministrazione che perde tempo e che non fa tesoro del passato. La proposta della riapertura parziale del castello, della liberazione della Torre aiutante, del ripristino della biblioteca e del museo sono tutte richieste avanzate, scritte, protocollate e discusse con gli enti di competenza. Non si perda più tempo con analisi di vario tipo, il castello è stato analizzato in ogni sua parte, le relazioni sono agli atti. Il portafoglio del Mibac è stato foraggiato ampiamente, che si proceda ora alla riapertura parziale del castello e alla sua immediata bonifica. La città ora vuole risposte.
Gianfranco Turino