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Non si arretra e neanche di un passo: la ricchezza è ad un passo da noi!

Linda Monte, Roberto Carta, Filippo Sestito ed Antonio Iritale insistono sulla riapertura del Castello, l'Archivio di Stato e la pretesa di conoscere a che punto sia a Fondazione per il nuovo teatro e lo stato (comatoso) dei beni pubblici storici

Come annunciato, si è tenuto l’incontro in piazza Sant’Angelo, voluto dai promotori dei sit in e della petizione popolare per ribadire la riapertura del castello/fortezza. Si è steso nel contempo l’elenco dei beni culturali del tutto inibiti e da lungo tempo, alla fruizione di cittadini e visitatori. Un elenco certamente incompleto vista la storia millenaria della città e tra questi: pinacoteca del Bastione Toledo in piazza Immacolata, per lavori non si è mai capito di quale natura, ridotta a macerie da anni. Il sito archeologico giacente nella Bper di via Napoli addirittura ed in anni recenti oggetto di restauro per l’apertura al pubblico, del tutto sconosciuto ai più. Un passaggio breve ed obbligato verso i beni che non vedranno mai la luce stando così le cose, la storia sepolta dell’Antica Kroton, ridotta ad uno spezzatino, salvo destinare una consistente somma per la strada che porta a Capocolonna. Priva di interesse archeologico, quindi lavori pubblici. Dunque uno sconsolante quadro raccontato tante altre volte e che sembra rimanere negli annali del nulla. Per tornare al punto di inizio e cioè l’apertura del castello; nonostante il pronunciamento del Consiglio Comunale che ne ha chiesto all’unanimità anche solo una parte di fruizione, ridotto a qualche annuncio sulla stampa circa la  nomina del famoso esperto qualificato, questi, ammesso sia stato incaricato non ha ancora varcato la soglia del monumento. L’incontro aveva lo scopo di informare la cittadinanza sugli esiti del costante impegno dei sit in e della raccolta firme e tra i presenti oltre a figure storiche di chi sui beni ha speso una intera esistenza, anche tre consiglieri comunali: Anna Maria Cantafora, Danilo Arcuri, Andrea De Vona i quali si sono impegnati a richiedere una seduta  consiliare aperta, proprio sulla mancata riapertura della fortezza. Si è stabilito anche di chiedere che la sede della Soprintendenza sia a Crotone e non sparsa per più “prestigiose” province. Ci si impegna  per avere, come stabilito da un decreto ministeriale nel lontano 1997 per tutte le province, l’Archivio di Stato, non mancano gli immobili di pregio di proprietà pubblica. Ed infine e non perché meno importante è sapere quale sarà il destino del nascente Teatro Comunale intitolato ad un concittadino illustre e famoso pianista. La domanda è: perché non si conosce nulla della fondazione relativa al Teatro Scaramuzza? Qual è il piano di gestione, chi ne fa parte? Per i costi ed il tempo quasi secolare dei lavori e la sua qualità magari per un’altra volta. In buona sostanza si è compreso che, malgrado le asperità, i silenzi, le mancate risposte da chi deve saper ascoltare ed agire, non si arretra e neanche di un passo. I beni sono comuni e per una città annichilita, quasi senza futuro, anche per uno inarrestabile spopolamento la ricchezza è ad un passo da noi e viene dalla sua storia millenaria. Si ringrazia per la gentile ospitalità Oblio Bistrot. (Linda Monte – per il gruppo promotore dei sit in: Roberto Carta, Filippo Sestito, Antonio Iritale.)