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Periferie, che passione foto

Non intendo aggiungere nulla su murales e dintorni e poiché le periferie sono entrate nelle passioni amministrative, mi permetto di invitare chi deve e può di andare oltre.

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Non intendo aggiungere nulla su murales e dintorni e poiché le periferie sono entrate nelle passioni amministrative, mi permetto di invitare chi deve e può di andare oltre. Forse però ci hanno già pensato. Se è rimasto qualche fondo disponibile, sarebbe il caso di facilitare ai bambini, ragazzini delle parti lontane dal centro la fruizione di aria, mare, luce di una città davvero splendida. Coinvolgere le meritorie associazioni – tante in città – e stipulare convenzioni con lidi, club velico, lega navale ed altri centri sportivi per togliere questa popolazione dalla solitudine e disagio non soltanto economico. Cosa ci vuole a fare questo? Per non parlare delle persone con varie disabilità. Non dico che debba essere in forma caritatevole per i “poveri”, sarebbe davvero discriminatorio, poi in tutti i paesi civili il primo punto per le amministrazioni e guardare al benessere dei più piccoli. Non dico nulla di nuovo e nulla di più. Ed a proposito dei 300 alloggi, tanto potrei raccontare e la partecipazione intorno ad un edificio scolastico (anni ’80) – ormai trasformato in alloggi – fu intenso,corale; era oggetto di vandalismi tanto che i bambini non poterono frequentare in alcun modo la scuola. Poi con tanta gente del luogo, maestre,artisti,operatori sociali si mise in piedi tutto ed anche un laboratorio artistico con relativi murales… Compreso un progetto di vacanza al mare. Tutto si può fare e le “periferie” esistono tutti i giorni dell’anno, perciò è un dovere darsi da fare.

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