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Venneri (DeMa): “Dopo 20 mesi quell’opportunità di creare un gruppo coeso si è sgretolata per il troppo libertinaggio”

"Oggi bisogna riconoscere che la questione è ben più grave del fatto in sé, andrebbe analizzata nella complessità del contesto politico in cui purtroppo ci troviamo".

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Una dichiarazione chiara e precisa è inevitabile vista l’attuale situazione complicata che ha rivelato i non pochi problemi di compattezza e comunicazione dell’amministrazione di cui faccio parte. Mi preme dover far chiarezza ed essere estremamente sincera, in un mondo che cerca sempre la verità ma che poi scappa di fronte ad essa. È chiaro che dopo 20 mesi quell’opportunità di creare un gruppo coeso si è sgretolata per il troppo libertinaggio da parte di chi avrebbe dovuto porre le basi per una rivoluzione cittadina, pur conoscendone i limiti, cercando di coltivare quella prateria incolta con la formazione politica a chi la politica la credeva facile ed abbordabile. Oggi bisogna riconoscere che la questione è ben più grave del fatto in sé, andrebbe analizzata nella complessità del contesto politico in cui purtroppo ci troviamo.
La mancanza di formazione politica parte da ben più lontano di questa sindacatura, chi doveva essere guida ha fallito. Il popolo ha premiato il popolo, è questa la vera responsabilità che tutti indistintamente, dal primo all’ultimo eletto, dovrebbe considerare. Se mancano i riferimenti, le discussioni, i dibattiti e gli obiettivi da raggiungere ben delineati, non si può parlare di politica, ma di un accozzaglia di pensieri e individualità che poco hanno a che fare con le organizzazioni.  Dove non c’è organizzazione non ci potrà mai essere il punto di arrivo. Sapevamo le difficoltà e giorno dopo giorno la strada è sempre più in salita. La dimostrazione è data dalle critiche mosse internamente, critiche che non hanno fondatezza, visto che non abbiamo mai sentito avanzare soluzioni, ma solo richieste di “tagli di teste” per antipatie personali. Questione che ha portato il Sindaco Voce a dover ricercare rinforzi per non cedere a “ricatti” che nulla hanno a che fare con il tanto decantato bene comune. Per quanto riguarda le interlocuzioni, mi preme smentire il ruolo affidatomi da alcuni giornali che millantavano incontri tra me e alcune colleghe e colleghi consiglieri per ricercare un accordo che io stessa non approvo, per coerenza e linearità politica essendo rappresentante del gruppo che fa capo a Luigi DeMagistris e che tutto può accettare, fuorché alleanze con partiti da sempre opposti al pensiero e ai principi fondanti il suo agire.
Nulla contro l’onorevole Torromino e i colleghi appartenenti a Forza Italia – da capire ancora chi sono realmente – perché anche questo é un elemento ostativo, il fatto che all’interno del gruppo stesso non ci sia unione, dove inoltre abbiamo assistito a proclami da parte di benefattrici della cosa pubblica, che pur di assistere a riunioni inneggiavano al sacrificio e all’indomani vederle scomparire come se le parole non avessero un peso.  Tutto ció lascerebbe  intendere ad un braccio di ferro a discapito di chi oggi ha la debolezza dei numeri utili per poter portare avanti un progetto. Se di senso di responsabilità si vuol parlare lo si faccia a prescindere, senza matrimonio, perché è proprio questo che mi ha portato fin dall’inizio ad essere scettica. Sarebbe onesto intellettualmente far terminare la legislatura per i tempi previsti per legge, chi ha stabilito il tempo utile per poter dimostrare non credo lo abbia fatto a caso. Poi sarà la città a premiare o se il caso bocciare l’operato . Ricordando a me stessa e a tutti che se la rivoluzione é vera si vince, nel caso contrario si muore.
DALILA VENNERI

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