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Il gigante (delle bugie) in mezzo ai nani masochisti

Non hanno nemmeno ancora firmato il contratto alla piscina alla faccia di disabili e meno abbienti e si dicono pure interessati alla città: vergogna!

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Incoerenza portami via. La Voce e company ormai non si arresta più. Da professore ambientalista a giullare di corte di una sit-com ambientata nel palazzo comunale. Assessori privi di iniziative e capaci di vendere il fumo facendolo passare per oro. Tutti nani comunque, di fronte al gigante delle bugie. A partire da quello in giunta che a Furor di un figliol prodigo tornato in patria che, seppur non eletto, si tronfia mettendo a segno solo ko clamorosi e selfandosi come salvatore della patria, eppure non ha nemmeno ancora fatto firmare il contratto con la piscina alla faccia dei disabili che sono gli unici a non poterla usare: vergogna! Ma di queste cos’è nessun consigliere parla. E dunque nulla da rimproverare, dal momento, che il punto di forza della Voce e company è l’intero Panorama politico che gli permette ciò che lui ama più di ogni altra cosa: solamente apparire, apparire e apparire. Ma andiamo al presente che “tira”, a quella crisi (della) politica che avrebbe dovuto mettere fine a questa triste piaga che ci attanaglia da due anni. L’aut aut degli “ignavi” consiglieri (vedi l’ultimo consiglio comunale di 8 ore e mezza) non ha sortito l’effetto sperato ma anzi ha solamente contribuito ad incrementare l’ego ormai smisurato e sproporzionato del primo cittadino che, pur di salvare la poltrona, venderebbe anche l’anima al diavolo o meglio ancora scendere a patti con quelli che alla vigilia della sua ascesa politica aveva fortemente combattuto e che ora diventano persone per bene, solo perché gli salvano la poltrona da 10.000 euro al mese. Ma in fondo cosa aspettarsi da una giunta allo sbaraglio che ha fatto dell’ipocrisia la sua arma migliore? D’altronde sbeffeggiati ed umiliati tutti I consiglieri di maggioranza continuano (tutti) a tenere in vita questa sit-com che ha oramai superato ogni livello imbarazzantie. La Venneri fa la voce alta ma al primo colpo arretra la marcia e resta in sella al cospetto di un padrone tramortito ma capace di sferrare colpi pungenti tra il silenzio omertoso di chi si trova lì e non sa neanche il perché. Cosa dirà ora il Carletto della “Zappa, il Tridente, il Rastrello e la Forca” che mal digeriva la torta del partito unico e ora insieme al suo sindaco banchetta con loro a nozze? Le Voce girl’s (la mora e la bionda) si sono chiuse in un silenzio stampa (meglio invece che continuare a scrivere falsità) nel momento in cui la legalità è ormai morta e sepolta. Gli Stanchi incassano l’ennesimo colpo in faccia e scrivono la parola “The End” alla loro esperienza politica sedendo al tavolo con i “soliti” della politica. Mai alleanze con nessuno e invece eccoci qui. Il Manica della “normalità” scopre le carte e, invece di mandare a casa un sindaco nettamente inetto, si mette a sedere con quei “dilettanti allo sbaraglio” come lui stesso li aveva definiti in un suo intervento pre-elettorale, salvando al momento le poltrone che continuano ad essere solamente riscaldate. Accanto a lui l’inarrestabile Megna, ex del PD di Peppino Vallone (dove ha anche ricoperto la carica di vicesindaco), passato a Forza Italia ma con Jole Santelli in Consiglio (anche post mortem e solo per guadagnare più gettoni alla faccia della serietà e richiamato dall’Onorevole Sergio Torromino, che come audace segugio al grido “lo facciamo per il bene della città”, è pronto a prendersi un ruolo da protagonista in questa tragicomica che ormai tiene incollata una città intera che grida “pietà”. L’illustre sindaco strizza l’occhiolino e se la gongola, sbeffeggia chiunque gli passi accanto, ricalca senza la benché minima vergogna, che la sua amministrazione è la migliore della storia, profana e incanta consiglieri che perdono la propria dignità per un posto al sole. Se non altro, un merito va dato, dal momento che un calendario estivo non c’è, almeno ci penserà la Voce e company a farci compagnia per tutta l’estate tra barzellette, piroette e clamorosi ritorni e intrighi dove alla fine, però, non ci resterà che piangere. (MaiMisterHyde).

 

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