Il sindaco Voce fa solo annunci, propaganda e accuse

Andrea Devona: "frustranti la continua rincorsa alla gestione dell’emergenza, ed il fatto che qualche amministratore, invece di prendere responsabilmente delle scelte, accusi di tolleranza nei confronti dell’abusivismo, tacciandolo di disconoscere il significato della parola legalità"

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    riceviamo e pubblichiamo:

    20 agosto 2020. L’allora candidato sindaco Voce tracciava in un programma futuristico, le linee di quella che sarebbe stata la sua azione amministrativa.
    Partendo dal PSC (del quale ancora non si sente neanche parlare) ed arrivando all’Obiettivo Smart City (ad oggi ancora manca l’acqua e siamo sommersi dai rifiuti), il programma prevedeva, tra l’altro, una serie di interventi finalizzati in modo specifico allo sviluppo turistico e commerciale della città:
    – politiche di vantaggio e di incentivazione fiscale per le nuove attività;
    – abbassamento delle tariffe di occupazione suolo pubblico per locali ecc., per il posizionamento di piante, tavoli e sedie all’aperto;
    – realizzazione di una ZTL nel centro storico;
    – cassonetti elettronici sul lungomare con premialità per numero di bottiglie riciclate;
    – realizzazione di un polo fieristico;
    – last but not least, il Madonna Black Fest, in collaborazione con i commercianti del lungomare per garantire, durante il mese mariano, “continuità alla movida per tutta la settimana”.

    17 luglio 2022. Qual è la situazione attuale? Quali, dei sopra citati punti del programma del sindaco populista e giustizialista Voce, che gli hanno permesso di vincere le elezioni amministrative del 2020, urlando dalla piazza realizzata dal sindaco Vallone, sono stati realizzati? Astenendomi da un’analisi dettagliata della difficile situazione socio-economica evidente agli occhi di tutti, mi soffermo solo su due questioni calde e urgenti: la regolamentazione dell’esercizio delle attività di somministrazione sul lungomare e l’organizzazione del tradizionale mercato del primo giovedì del mese. Su entrambi i versanti mi sembra che ciò che manca davvero sia una chiara visione di quello che potrebbe essere il futuro di questa città e della sua classe imprenditoriale, già da tempo in difficoltà. Senza un’idea precisa della direzione che si vuole intraprendere è difficile tracciare le regole del percorso da seguire. Da qui il caos che complica la vita degli imprenditori locali, appesantisce il lavoro degli uffici comunali, inevitabilmente riduce qualitativamente e quantitativamente i servizi offerti ai cittadini: aree pedonali improvvisate e non programmate con l’anticipo necessario che permettano agli esercenti, l’organizzazione della stagione estiva prima del suo avvio; mancanza di una regolamentazione o di un ordinanza da parte del sindaco sulle emissioni sonore nelle aree della movida con conseguente disagio per i residenti e inevitabili sanzioni per gli operatori economici; mercato sospeso per essere spostato, additando come sempre la responsabilità agli altri, in questo caso al dirigente del settore, salvo poi essere riorganizzato nel medesimo luogo, con buona pace dei commercianti che intanto hanno saltato giornate di lavoro e cittadini che non hanno potuto usufruire del servizio. Ma gli aspetti più frustranti di questa vicenda sono due: la continua rincorsa alla gestione dell’emergenza, ed il fatto che qualche amministratore, invece di prendere responsabilmente delle scelte, accusi di tolleranza nei confronti dell’abusivismo, tacciandolo di disconoscere il significato della parola legalità, chiunque esprima un’opinione a favore degli imprenditori e cerchi il modo, per mediare e trovare una soluzione utile e sostenibile a favore della categoria. Solo annunci, propaganda e accuse. Inoltre mi fa specie leggere la solidarietà agli esercenti del lungomare cittadino, da parte di una collega un po’ confusa su quello che è il suo ruolo istituzionale, confusione giustificata dal fatto che inizialmente era stanca di chi c’era prima, una volta diventata consigliera comunale ha cercato un tesoro a Crotone, non avendolo trovato, cerca di fare DEMAgogia con articoli populisti. La collega dimentica, o non sa, che la visione della città, con il conseguente indirizzo politico, appartiene a chi governa, quindi, si ricordasse che, seppur con qualche instabilità dovuta alle diverse e sonore bocciature elettorali, prima regionali e poi provinciali, è seduta tra le fila della maggioranza di governo che sostiene il sindaco di questa città. In quasi due anni questa amministrazione non è stata in grado di produrre atti di programmazione utili alle attività produttive per uscire dalla crisi aggravata prima dal lockdown ed ora dalle conseguenze economiche della guerra in Ucraina, o atti di regolamentazione necessari a rilanciare il settore, prevedendo regole chiare e meccanismi virtuosi per standardizzare e uniformare l’arredo urbano ed il decoro. Qui non si cercano colpevoli o giustificazioni per qualcuno, ma è giusto precisare che l’attuale assessore al ramo è insediato da poco più di 4 mesi. La mia domanda allora è : l’assessore precedente, colui che ha governato il settore per quasi un anno e mezzo, colui che ha partecipato alla realizzazione del programma del sindaco, oggi nella nuova versione civico-forzista, cosa ha lasciato in eredità di programmato ed avviato a riguardo delle attività produttive? È il momento delle scelte amministrative. Chiederò allora di portare la discussione in consiglio comunale, dove, insieme al nuovo gruppo del Partito Democratico cittadino, riporteremo le nostre proposte, utili per questa stagione e per gli anni a seguire. (Consigliere comunale Andrea Devona Capogruppo Partito Democratico)

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