Confcommercio: l’emergenza acqua è diventata consuetudine

Il Presidente Casillo: "Se non si riesce a concertare e programmare seriamente, chiediamo che si abbia il pudore di non pronunciare la parola turismo"

Esercizi pubblici costretti ad abbassare le serrande per via delle interruzioni del flusso idrico e cittadini alle prese con innumerevoli secchi d’acqua per fronteggiare quella che, inizialmente, doveva essere un’emergenza ma che ora è diventata una consuetudine. Questo il quadro drammatico del territorio negli ultimi giorni, colpito dalla crisi idrica. Al di là di scambi e rimpalli di responsabilità, a pagare sono cittadini e imprese. Nella nostra provincia, oltre ad una situazione di siccità conclamata, vi è anche una importante dispersione del flusso idrico. Pertanto, alla luce dei notevoli disagi e danni che le tante imprese del territorio hanno subito e stanno continuando a subire, Confcommercio Crotone richiede interventi efficaci in merito ad una programmazione non più procrastinabile, per risolvere le suddette problematiche, in modo da mettere in campo una serie di interventi atti ad alleviare una situazione ormai insostenibile ed inaccettabile, peraltro verificatasi in piena stagione turistica, con ulteriori danni economici e d’immagine per le nostre imprese. Perché siamo sempre noi a dover pagare per le colpe altrui? Perché le nostre imprese ed i nostri cittadini non possono veder erogati i servizi essenziali, per come avviene nel resto del Paese? L’aumento dell’inflazione e dell’energia riduce il potere d’acquisto delle famiglie; la stagione turistica, al momento, non si dimostra soddisfacente rispetto alle attese: questi disservizi, dunque, hanno un peso maggiore, serve concertazione prima di ogni cosa. Gli operatori dei pubblici esercizi, dei lidi balneari, delle strutture ricettive e di tutto il comparto turistico chiedono a gran voce risposte concrete, evitando strumentalizzazioni di ogni genere a danno delle nostre imprese. Se non si riesce a concertare e programmare seriamente, chiediamo che si abbia il pudore di non pronunciare la parola turismo, perché dietro questo termine ci sono le nostre imprese ed i nostri lavoratori che subiscono le drammatiche conseguenze delle deprecabili politiche attuate. Confcommercio Crotone, come sempre, chiede agli enti preposti che venga avviato un tavolo di programmazione, onde evitare che i disagi dell’ultimo periodo abbiano di nuovo a verificarsi, specie in periodi così strategici come quello attuale.
(Antonio Casillo, Presidente Confcommercio Crotone)