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Le rubriche di Crotone Informa - Geo Sfere

Pitagora Ritorna da Crotone – Benvenuti nell’Antropocene

Oggi vi presentiamo i lavori della classe 5^ A del "Linguistico".

Le incessanti piogge del 3 ottobre 1996, sommandosi a quelle dei giorni successivi, saturarono i bacini idrogeologici, sfociando nell’alluvione che il 14 ottobre interessò tutto il crotonese. Questo causò la sovralimentazione degli affluenti dell’Esaro, che portarono al devastante straripamento di quest’ultimo.

Quello che mi ricordo è la faccia delle persone, disperate nel vero senso della parola” ci racconta Loredana Iannetti, una volontaria che partecipò all’intervento di soccorso. Quasi tutti i ponti e le case abusive costruite sugli alvei del fiume furono completamente rasi al suolo, 358 imprese riportarono danni pari al costo di 126 miliardi di lire e ci furono 6 vittime.
In seguito all’evento venne progettato un piano straordinario, il Piano Versace, che prevedeva la realizzazione di 6 vasche di laminazione per impedire che i medesimi danni alluvionali si verificassero anche in futuro.

Nella Settimana del Pianeta Terra (Settimana di Protezione Civile) avevamo già intrapreso delle attività di educazione civica (“Passeggiate di quartiere”) che ci avevano portati ad analizzare le condizioni del fiume Esaro di Crotone.

Passeggiata di quartiere lungo il fiume Esaro di Crotone

Strada facendo ci siamo così chiesti …. Ma a distanza di 24 anni cosa è effettivamente cambiato?
Il Piano Versace non è stato portato a termine, sia per il parziale finanziamento degli interventi necessari, sia perché gli stessi interventi non hanno seguito quanto previsto. Ad esempio, ad oggi sono state realizzate solamente due delle sei vasche di laminazione previste lungo il fiume Esaro.

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Passeggiata di quartiere lungo il fiume Esaro di Crotone

Tra il 21 e il 23 novembre 2020 abbiamo rivissuto immagini simili a quelle del ’96. Un evento di tipo C (Nazionale). Le attività di scoperta del territorio e di successiva sensibilizzazione della cittadinanza, prendendo spunto dagli avvenimenti recenti, sono proseguite (in presenza e a distanza) ad integrazione del Percorso per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO).
Abbiamo continuato il percorso ponendoci a questo punto una domanda: chi è davvero il cittadino attivo? Forse “Siamo o dovremmo essere noi”?
Riassumiamo così la nostra “cassetta degli attrezzi” per cittadini attivi:

  • INFORMIAMOCI mediante il piano di protezione civile e il volontariato.
  • PRENDIAMO AUTO-CONSAPEVOLEZZA facendo nostre le conoscenze del territorio (scenari di rischio) e agendo di conseguenza (norme di comportamento – auto-protezione);
  • CONDIVIDIAMO le conoscenze apprese a chi ci sta intorno (anche via web) dando loro il buon esempio, aderendo ad esempio ai gruppi di protezione civile comunali e/o altre associazioni di volontariato del territorio.

La domanda successiva è stata Perché farlo? La realtà in cui viviamo è il risultato dell’affermazione dell’uomo come figura centrale, predominante, addirittura prepotente, convinta di poter modificare l’ambiente circostante senza conseguenze significative. Abbiamo iniziato a riflettere consapevolmente sugli errori commessi, sulla mancata realizzazione degli “interventi strutturali” utili alla mitigazione del rischio inondazione, sulla realizzazione di edifici costruiti nei pressi di zone ad alto rischio idrogeologico (vedi i disagi alla popolazione nel corso dell’alluvione del ’96 e di quella ancor più recente del novembre 2020), sulla noncuranza dei luoghi da parte dei cittadini e sull’assenza di controlli degli enti preposti, in tema di siti di interesse archeologico e monumentale, che ha portato all’abbandono e al conseguente degrado degli stessi. E allora come rimediare? Informarsi e denunciare determinate situazioni risolverebbe solo in parte il problema. Non basta! Stiamo facendo qualcosina in più! A partire dall’attività di formazione, effettuata con l’Associazione Nazionale Carabinieri di Brugherio, stiamo costruendo:

  • una “Linea del Tempo” per la città di Crotone;
  • un “Laboratorio ludico” sui rischi naturali/antropici della Calabria (con dettaglio maggiore sulla Provincia di Crotone);
  • un “Bigino” della Protezione Civile Calabrese.

pictureLinea del tempo

picture“Laboratorio ludico” sui rischi naturali/antropici della Provincia di Crotone

 

picture“Bigino” di Protezione Civile della Regione Calabria

Il tentativo è quello di richiamare l’interesse dei cittadini al tema della protezione civile e della tutela del patrimonio paesaggistico. Nel frattempo stiamo intessendo, “un Gravina” alla “Volta”, un “ponte d’incontro virtuale” lungo l’Italia che è partito da Crotone (la nostra scuola, il comune di Crotone, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, il Museo Nazionale, la Capitaneria di Porto, l’Arpacal, il WWF, CrotoneInforma, RTI) ed è passato per la Regione Calabria (Protezione Civile), per l’Università della Calabria (Geologia, Chimica, Antropologia, Giurisprudenza), per l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Rende e di Roma, per l’Ateneo di Bologna (Geologia, Fisica e Astrofisica), per l’Università di Padova, per la Bicocca di Milano (Scienze dell’educazione, Fisica), per la Statale di Milano (Neuroscienze).
I vari incontri ci hanno arricchito culturalmente facendo spaziare la nostra mente dalla visione degli uomini come bramosi di profitto (Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico), alla “Città educante” del prof.  Paolo Mottana in cui riporre le nostre aspettative e le nostre promesse per il futuro fino alla consapevolezza di dovere avere il pensiero tipico “delle cattedrali medievali” come suggerito dal filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani.
Con la Prof.ssa Alessandra Cerminara (Scrittrice e poetessa) si è iniziato a discutere e interpretare il simbolismo pitagorico racchiuso nella mappa geo-sofica del Comune di Crotone.

pictureCarta geo-sofica di Crotone

Simbolismo pitagorico utilizzato (Pitagora – Simboli, a cura di Guglielmo Ruiu):

  • Non orinare rivolto al sole (Simbolo XLI)
  • Preferisci “una figura e un passo” a “una figura e triobolo” (Simbolo XLII)
  • Adora l’eco dei venti che soffiano (Simbolo III)
  • Quando vai al tempio per adorare, non dire né fare nel frattempo nulla di mondano (Simbolo XVI)
  • Allontanandoti dalla tua casa non voltarti indietro perché le Erinni ti inseguono (Simbolo VI)
  • Sacrifica e adora scalzo (Simbolo IV)
  • Giunto ai confini non guardarti indietro (Simbolo XXIX)
  • Evita le vie maestre e cammina per i sentieri (Simbolo XLVIII)
  • Non squilibrare la bilancia (Simbolo XXIV)
  • Per strada non tagliare (Simbolo XIX)
  • Non sfrondare la corona (Simbolo XLVI)
  • Aiuta l’uomo che si fa carico un fardello, non aiutare chi lo scarica (Simbolo II)
  • Per generare figli non unirti a una donna piena d’oro (Simbolo LII)

Si sono aggiunti, strada facendo, il prof. Gianluigi Borrelli (Compositore) e la Prof.ssa Enrica Mistretta (Musicista), docenti delle classi 1A e 2A del Liceo Gravina – Musicale. Il primo (Prof. Borrelli) sta trasformando la registrazione dei microtremori naturali del sottosuolo del nostro istituto in una composizione musicale (“Paesaggio sonoro”). La prof.ssa Mistretta, dalla medesima registrazione di microtremori, sta articolando uno shake_mob.

pictureIl suono della Terra

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Trasformazione dei microtremori naturali in una composizione musicale

Le attività si concluderanno, nel mese di maggio, con un concerto all’aperto nei pressi della chiesetta di San Francesco.

Chiesetta San Francesco

L’intero percorso si concluderà con la realizzazione di un documentario finale – “Pitagora ritorna da Crotone – Nell’antropocene crotonese”.

foto lavagna Riccardo
In questo cammino di ricerca siamo stati guidati dal professore Antonio Giulio Cosentino e dalle prof.sse Giusy Scalia, Rosa Donnici.