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Madonne, santini e nani da giardino

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    Archeologo, laureato in Conservazione dei Beni Culturali.

    Ha scritto il saggio “Il Prestigio del Pitagorismo a Roma”. Ha partecipato a campagne di scavo, catalogazione e inventariazione del patrimonio archeologico in Calabria e nel Lazio. Relatore ed estensore di contributi storico-archeologici in convegni scientifici.

    Per crotoneinforma.it il dottor De Marco offrirà punti di vista sul nostro giacimento archeologico, storico e culturale.

    Il crotonese lo sa bene: maggio è un mese straordinario!

    Quale meraviglia l’apparizione notturna del grande, abbagliante quadro di luce di Maria Santissima di Capo Colonna.

    Una città intera, riunita, festante al cospetto dellaGrande Madre, chi per onorare, chi per espiare, chi per ringraziare o propiziare.

    A ciascuno il suo.

    Al passaggio della Sacra Effigie la scura notte cittadina si colora di petali e di colorate invocazioni di minuti, svolazzanti cartigli.

    Il buio, irrimediabilmente trafitto, è squarciato da quella maestosa luce orante.

    Prodigio! La lunga notte è divenuta già giorno nel vociare di uno sciame di genti.

    In questo maggio, in una città dipinta di rossoblù, alla pioggia dei tradizionali bigliettini di preghiera, alla moltitudine incalcolabile deibiglietti omaggio della giostra, si sono aggiunti isantini dei tanti, troppi e petulanti postulanti alla cerca del voto.

    Loro, i postulanti del voto, li vedi ovunque.

    Grandi, pallide immagini, riproduzioni di se stessi.

    Replicanti.

    Appiccicati dappertutto, su pareti, su balconi, finanche su cassonetti.

    Loro, i postulanti, quelli veri o verosimili, sono dietro ogni angolo, in ogni condominio, in ogni famiglia.

    Saltano fuori quando meno te lo aspetti.

    Cerchi di scansarli. Fai finta di non vederli… ma ciascuno di loro è pronto all’imboscata, armati di santini, sorrisi e buone intenzioni. Cecchini del consenso alla cerca di un posto al sole.

    «Quannu u diavulu t’accarizza, vo l’anima!» diceva mia nonna.

    Un corteo che segue un corteo, una preghiera che ne rincorre altre 756, sacro e profano che danzano insieme una ballata sulle spoglie di questa città, in un vorticare di foglietti di carta.

    Finzione e Sacra Realtà.

    Lo spirito insegue la luce mentre i corpi sono in balia di desideri d’altri.

    Che voglia riascoltare “manichini” Renato Zero

    Nel frattempo…

    «Cambieremo il mondo», ci dicono…

    «Crotone non sarà più la stessa», ci promettono…

    «Siamo il futuro prossimo venturo, rivoluzioneremo il vostro domani», ci raccontano…

    «Attenti!» diceva uno «quello che vedete non è un’aquila, guardategli le orecchie!!»

     

    e si sa bene dalle nostre parti che «u ciucciu ca vò pariri cavaddu all’accurtu ragghia»…

    Intanto… sulla arriva la notizia dall’Ufficio Stampa Comune Crotone si grida al miracolo:

     

    «Esclusivo! Milone torna a Crotone!»

     

    Quale apparizione signori!

    «Un coup de génie» avranno pensato i nostri cari cugini d’oltralpe quando la delegazione municipale crotonese si propose di acquistare la copia plasticosa del Milon de Crotone di Pierre Puget. Si saranno sfregati le mani, i francesi, in questi tempi di ristrettezze economiche per tutti, al pensiero di poter festeggiare i 400 anni del loro Le Notre anche grazie ai tanti soldini (mal spesi) dei crotonesi.

    Roba da far rimanere a bocca aperta chiunque, figurarsi il nostro Milone.

    Quanto siamo stati bravi! Con nientepopodimeno di 60.000 luccicosi eurini ci hanno rifilato unsouvenir de Paris da piazzare in bella vista in uno dei nostri, più o meno rigogliosi, giardini cittadini.

    Ho già letto l’esultanza di molti nell’avere nella nostra città la COPIA di un’opera così importante e conosciuta, dedicata al nostro eroe di sempre, l’atleta più rappresentativo, specie nell’anno in cui il Crotone Calcio si è meritato l’agognata serie “A”.

    Tutti ragionevoli. Hanno ragione tutti. Come nei dibattiti politici delle nostre emittenti locali…

    «Volemose bene»… «Chi a ha avut’ ha avut’ chi ha dat’ ha dat’/scurdammc’o passat’/simm’è napulè paesà»

    Invece no! Non dovrebbe funzionare così quando si spendono i soldini, specie se della collettività e specie in un periodo economico così nero!

    È come chi per arredare la stanza più cara e importante della propria casa avesse deciso di acquistare il miglior poster della Gioconda, per una cifra spropositata, lo avesse montato in una costosissima cornice, per farne sfoggio, credendo di avere dato prestigio e ricchezza alla propria dimora. Invece, una bella pernacchia e ristrettezze economiche per un bel po’ di tempo.


     

    Fuffa, ciarpame, paccottiglia… fuffa, tanta, tristissima fuffa.

    Ma in fondo cosa avremmo mai potuto desiderare di più da questo marasma di manichini, copie e replicanti?

    Ma certo! Un «nano da giardino»! Magari da installare il più vicino possibile all’altra opera di gran pregio il famoso «cagone barbuto», così a completare il complesso percorso iniziato dall’amministrazione peggiore che mai si sia vista… ma, forse, il peggio è ancora di là da venire.

    «Il male ha saputo mascherarsi. Satana si è fatto ingenuo. Il male che conosceva se stesso era meno spaventoso e più prossimo alla guarigione del male che si ignora!»

    Francesco De Marco

     

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