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PerècceZzioni di: Enola Holmes

"La solitudine può portare a forme straordinarie di libertà"

di Maria Celeste Arcuri e Federica Leto

Recentissima pellicola di Harry Bradbeer, Enola Holmes è l’adattamento cinematografico della serie di romanzi “The Enola Holmes Mysteries“, scritta da Nancy Springer tra il 2006 e il 2010. Il film era in programma nella sale cinematografiche, tuttavia a causa della pandemia, è stato distribuito sulla piattaforma Netflix a partire dal 23 settembre 2020. Millie Bobby Brown, già familiare al pubblico per la sua interpretazione di “Undici” nella serie Stranger Things, questa volta veste i panni della protagonista Enola Holmes sorella di Mycroft e Sherlock Holmes, celebri personaggi dei romanzi di Arthur Conan Doyle.

La giovane Holmes è una sedicenne spontanea e perspicace, con una solida conoscenza del mondo esterno. Una delle sue caratteristiche principali risiede nella capacità di riuscire ad osservare la realtà con occhio particolarmente intuitivo, grazie alle discipline intellettuali e fisiche impartitele della madre Eudoria Holmes, interpretata da Helena Bonham Carter, sin da bambina. Anagrammi e giochi di parole sono alla base delle giornate delle due, attraverso quello che potrebbe sembrare un “gioco” Eudoria insegna ad Enola un modo alternativo di comunicare, che costituisce le fondamenta del loro rapporto e in realtà dell’intera pellicola, scandita da corrispondenze ed enigmi. Il film mette in risalto tematiche di una certa rilevanza, pur affrontandole con singolare leggerezza, argomenti come l’emancipazione sociale delle donne, fanno da quadro ad un contesto storico costellato da sommosse e tumulti, elementi assolutamente fondamentali per la trama. In superficie appare chiaro come la lotta per l’uguaglianza sia una morale dal forte carico nello sviluppo degli eventi. E’ altrettanto importante marcare e ricordare che quella che ai giorni d’oggi si può considerare emancipazione è frutto di decenni di forte militanza, frutto tuttavia ancora acerbo. Il mondo di Enola, seppur lontano dalla quotidianità dei nostri giorni, ispira le nuove generazioni a non lasciarsi abbattere di fronte alle ingiustizie, facendo appello alle grandi rivolte della storia come punto di riferimento. Ciò che spesso si dà per scontato è solo parte di un grande processo evolutivo che non può considerarsi concluso fin quando il rispetto e l’incolumità dell’individuo non verranno prima di qualsiasi discriminazione od ineguaglianza. Solo ripercorrendo la storia si possono abbattere i pregiudizi ben radicati nella nostra società, talvolta impercettibili.

Da un livello meno universale, evidenziando una prospettiva maggiormente individuale, la pellicola propone una chiave di letture alternativa del concetto di solitudine, questa infatti, non è considerata un elemento in qualche modo svantaggioso per la protagonista, anzi, rappresenta una sfida necessaria per la propria crescita personale. L’animale sociale di Aristotele cede dunque il posto ad una visione dell’essere umano che non necessita alcun tipo di supporto o posto all’interno della società, capace con le sole proprie forze di arrivare alla meta.  Tutto questo concetto è enfatizzato da diversi elementi, come il nome stesso della protagonista, infatti, leggendo al contrario “Enola” il risultato è “Alone” letteralmente tradotto dall’inglese: “Sola”, parola, che nella sua semplicità racchiude al meglio l’essenza del film.