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Le rubriche di Crotone Informa - perècceZzioni

PerècceZzioni di: Il giorno sbagliato

"Le conseguenze della collera sono molto più gravi delle sue cause”

Di Maria Celeste Arcuri e Cassandra Gulotta:
Unhinged, tradotto in Italia ne “Il giorno sbagliato”, è un film del 2020 diretto da Derrick Borte, regista di “London Town” e “American Dreamer”. La data d’uscita della pellicola era inizialmente fissata per i primi di settembre del 2020, ma quest’ultima è stata modificata e anticipata a luglio dello stesso anno; divenendo così il primo film uscito nelle sale statunitensi in seguito la chiusura dei cinema, a causa della pandemia di COVID-19. Il personaggio principale della storia è Tom Cooper, interpretato dal premio oscar Russel Crowe, il quale ha problemi di farmacodipendenza da Idrocodone, un analgesico oppiaceo che, se assunto in dosi eccessive, può causare: mutamenti della personalità, sbalzi d’umore e pensieri ossessivi. Questi e altri sintomi della dipendenza, o ancor peggio dell’astinenza, si ripercuotono sulla vita lavorativa e privata di chi abusa del farmaco, il quale può andare in contro alla morte per overdose. Protagonista delle vicende è Rachel Hunter, interpretata da Caren Pistorius, una donna stressata dal lavoro e dal divorzio con il marito, la quale ha un diverbio a un semaforo con Tom Copper per uno “scortese clacson” fatale. Le mancate scuse da parte di Rachel portano il personaggio di Crowe a volerle far capire “cosa significa avere una brutta giornata”.

Unhinged

La pellicola incentrata principalmente sul fenomeno sempre più diffuso della “road rage“, ossia la rabbia su strada, si avvale per lo più di ambientazioni urbane densamente trafficate, rendendo perfettamente l’idea di una società, sempre più nevrotica e aggressiva. Non è irrealistico pensare che un banale diverbio, magari a causa di una disattenzione al volante, possa trasformarsi in attimi di terrore, infatti anche se enfatizzato ai limiti dello squilibrio mentale, l’immagine che il film ci restituisce è purtroppo abbastanza fedele alla realtà. Potrebbero essere molteplici le motivazioni che spingono gli automobilisti a ricorrere a gesti avventati e aggressivi, a partire dalle “brutta giornate” fino ad arrivare a “questioni di principio”, spesso immotivate e che ledono la nostra “rispettabilità“.  A proposito di onore e dei metodi con i quali cerchiamo di ottenerlo, Arthur Schopenhauer scrisse “l’arte di ottenere rispetto“, tra le cui massime una si sposa perfettamente con la trama del lungometraggio e del messaggio che esso cela, ossia: “Con la minaccia della violenza fisica si vuole ottenere a forza l’attestato esteriore di quel rispetto la cui acquisizione è ritenuta o troppo laboriosa o superflua“. Di fatto reagire in modo aggressivo imponendosi fisicamente sull’altro, non fa altro che generare paura, ben diversa e lontana dal rispetto. Una possibile chiave di lettura dell’ adrenalinico thriller, potrebbe risiedere in un concetto, apparentemente scontato, ovvero, l’accortezza di rapportarsi in modo pacifico con chiunque incontriamo , perché non siamo a conoscenza delle difficoltà  che quella persona sta affrontando e che “parole e gesti possono avere delle conseguenze”, ciò ovviamente non deve generare in noi il terrore di incappare  in un Russel Crowe  sociopatico pronto a distruggerci la vita per un “Clacson di cortesia“, ma offrirci uno spunto di riflessione su quante volte diamo per scontato che tutti i problemi del mondo si concentrino solo nella nostra vita.
Il lavoro di Derrick Borte, con un modesto budget di 33 milioni di dollari, è stato girato tra il Kenner e New Orleans nell’estate del 2019 ed è riuscito a incassare un totale di circa 43 milioni di dollari. Nonostante il film non sia stato elogiato dalla critica cinematografica, Russel Crowe, grazie alle sue doti recitative, è stato candidato agli E! People’s Choice Awords 2020, come miglior star drammatica. In un crescendo di palpabile tensione e inquietudine, questo film ci trascina nei meandri della follia umana, ricordandoci che “Le conseguenze della collera sono molto più gravi delle sue cause”.