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A Valeria Santoro il premio Centro Studi Monti Dauni

La studentessa crotonese si è aggiudicata la borsa di studio del Premio Letterario Nazionale

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    Seconda edizione per l’iniziativa organizzata dall’istituto comprensivo “Monti Dauni”, il Centro Studi “Monti Dauni” e l’Associazione “Stupor Mundi” di Lucera, riservato alle classi quarte e quinte della scuola primaria e alla scuola secondaria di I grado. 
    A vincere la prestigiosa borsa di studio, quest’anno, sono stati un’alunna di Crotone e una classe di Biccari. Questo il verdetto della giuria, pronunciato nel corso della cerimonia di premiazione che si è tenuta alla Domus Mariae di San Marco la Catola.

    Nella prima sezione ha vinto la “quinta” della scuola primaria di Biccari, con gli alunni Gaia Sabatino, Ludovica Nicolò, Luca Marro, Elia Ferringo e Lorenzo Tilli.
    Valeria Santoro della scuola Secondaria di I grado “Alvaro-Cutuli” di Crotone si è invece, aggiudicata la vittoria della seconda sezione del premio.

    I partecipanti, per questa edizione, si sono dovuti cimentare sul tema della “Comunicazione”, con un elaborato scritto. Sono stati tanti, i componimenti arrivati e molti di essi, sono stati ritenuti di altissimo livello della giuria che era composta dal dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Maria Aida Episcopo, dal dirigente scolastico dell’istituto Monti Dauni Rosa Manella, dal professor Nicola Cocumazzo, dal maestro Gianna Fratta e dalla vincitrice del Premio Campiello Giovani Elettra Solignani

    Durante la cerimonia, sono state assegnate anche due menzioni speciali per ciascuna categoria. Si tratta della quinta classe della scuola primaria di San Marco la Catola e della quarta classe del plesso di Via Pasubio della scuola Bozzini-Fasani di Lucera, mentre per la scuola secondaria il riconoscimento è andato ad Annamaria Fabozzi della “Bovio” di Foggia e a Giovanna Mazziotti della “Manzoni-Radice” di Lucera.

    Prima dell’evento è stata presentata la pubblicazione relativa alla prima edizione, contenente un’antologia dei racconti finalisti.

     

    Questa la composizione di Valeria Santoro vincitrice del Premio “Centro Studi Monti Dauni”

    Il volo della farfalla.

    Aprii gli occhi, presi il telefo…

    Non c’era il telefono.

    Il mio cuore iniziò ad allarmarsi quando tastai al suo posto una superficie ruvida.

    Stavo toccando un comodino di legno che non avevo mai visto in vita mia.

    Il letto era scomodo.

    “Camilla vieni, fai colazione perché dopo andiamo a raccogliere le mele!”

    Una voce da una stanza lontana appannò le mie orecchie.

    “Camilla…Come mia nonna…Aspetta ma…”

    Afferrai un piccolo specchietto che era posizionato sul comò e sulla sua superficie vidi riflesso, anziché il mio volto, quello di mia nonna.

    Ero troppo affamata per pensare, così andai a fare colazione.

    Sopra un tavolo di legno grezzo giaceva del pane affiancato ad un bicchiere di latte e mi resi conto della differenza con ciò che avrei preferito io, ovvero latte caldo al cioccolato, biscotti e merendina.

    Mi sedetti su una sedia e iniziai a mangiare.

    Innanzi a me vi era una finestra e al di fuori di essa cantavano felici degli uccellini.

    Sorrisi, pensando al fatto che l’unico uccellino che avrei voluto guardare in quel momento sarebbe stato quello di “Twitter”.

    Uscii fuori dalla casa e intorno a me c’era tanta aria fresca, tanta tranquillità e tanti meli.

    Presi un cesto e con la mia bisnonna ci mettemmo a cogliere le mele.

    Una farfalla viola con dei puntini verdi si posò sulla mia mela e restai a guardarla: un essere così piccolo era anche così meraviglioso.

    Io avevo visto le farfalle solo dalle foto di “Instagram”, mai dal vivo.

    Venni incaricata di portare all’ufficio postale una lettera e nel tragitto non riuscii a fare a meno di leggerla:

    “Caro Lorenzo, quando torni?

    Lo so che la guerra è ingiusta e orribile, ma ogni uomo che è chiamato a combattere, deve farlo per la sua patria e per i suoi compatrioti. Ogni giorno spero che il mio primogenito torni a casa; anche in chiesa tutti pregano per te.

    Sai, io e Camilla oggi abbiamo fatto la torta di mele, la tua preferita.

    Ci manchi, stai attento.

    La tua mamma preferita.”

    Piansi.

    Mia nonna non mi aveva mai raccontato di suo fratello, sapevo solo il suo nome.

    Evidentemente lo aveva perso in guerra.

    Verso la via di casa, delle ragazze mi chiesero di giocare con loro.

    Passammo il pomeriggio a raccogliere conchiglie in spiaggia e con esse a creare delle collane.

    Trascorremmo tutto il tempo a parlare e ridemmo tantissimo; ci divertimmo un sacco.

    Ora che ci penso, non avevo mai riso in quel modo.

    Al crepuscolo ci sedemmo sugli scogli e da lì la vista era bellissima:

    il bianco ovattato delle nuvole, mischiato all’azzurro del cielo e al rosso del tramonto e poi il rumore del mare con la sua melodia…tutto ció creava un’atmosfera  poetica.

    Tornai a casa e dopo cena la mia bisnonna mi insegnò a ricamare.

    Avevo sottovalutato troppo questo passatempo che in realtà è un’arte vera e propria: mi accorsi che era meraviglioso osservare nascere dal lento danzare delle mie dita tante decorazioni.

    Mi svegliai.

    Ero tornata nel mio letto comodo, nell’aria sporca, nella dipendenza del telefono…

    Presi il cellulare e lo gettai nell’immondizia.

    Corsi da mia nonna che era nell’altra stanza, avvolta da coperte bianche.

    Parenti attorno a lei le parlavano, erano tanti, troppi.

    “Nonna cos’hai?”

    “Spero tu abbia capito che la vita non è fatta solo di cose, di foto, di profili, è fatta anche di emozioni.”

    “Non mi lasciare!”

    “Non ti lascerò mai.”

    Uscii dalla stanza e piansi accanto alla finestra aperta.

    Entrò una farfalla, la stessa viola del sogno.

    Sorrisi tra le lacrime.

    (Ph: Pagina Facebook Giovanna Ripolo)

     

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