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Gianluca Lumare ha incontrato le classi dell’Istituto Mario Ciliberto

"Il bullismo non è uno scherzo, è un reato”

Rispettare le diversità, saper leggere il cuore dell’altro nella percezione della sofferenza altrui, nella capacità di immedesimarsi nell’altra persona, costituiscono il messaggio empatico in vista del bene comune.

Così il Presidente dell’associazione Educando Peter Pan di Crotone Gianluca Lumare ha salutato gli studenti delle classi terminali dell’Istituto Mario Ciliberto in una videoconferenza sul tema “Il bullismo non è uno scherzo, è un reato” che si è tenuta nei giorni scorsi. L’iniziativa, promossa dal Dirigente scolastico Girolamo Arcuri e fortemente voluta dalla referente Giuseppina Conci, rientra nel progetto di Educazione alla Legalità. In un clima di partecipazione collaborativa tra tutti gli alunni coinvolti nel seminario di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto alle forme di violenza verbale e fisica agita anche attraverso forme elettroniche Lumare ha toccato una problematica molto diffusa dei comportamenti aggressivi e dispotici adottati da una persona nei confronti di un’altra.
Al centro della sua analisi ha posto la crisi dei rapporti umani, l’approccio al mondo virtuale insieme al cambiamento delle abitudini degli adolescenti. L’abbandono alla violenza come le prove di forza verso i più deboli, sono sintomo di viltà e impediscono il pieno sviluppo della persona umana in tutte le sue declinazioni. A mettere in guardia in questa direzione, sono i dati preoccupanti delle recenti statistiche sulle tragedie sempre più radicalizzate nelle comunità scolastiche, nei luoghi di aggregazione giovanile o nella strada” dice l’esperto, che poi evidenzia: “Di fronte alla società che cambia, ogni adolescente pretende di essere autonomo, pur non essendo in possesso delle basi e delle certezze che costituiscono tale indipendenza. La società nella quale viene a confrontarsi muta, si guardano i diritti più che i doveri, i valori si trasformano, il confine tra legalità e illegalità è sempre più sottile. I ragazzi si specchiano nei loro cellulari, apprezzano le imprese dei serial killer dei videogame e social. La navigazione on line a rischio, l’uso irresponsabile dei mezzi elettronici, ostacolano la morale e l’etica dei giovani”.

Il dibattito che segue spinge l’informatore, come ama definirsi, a porre l’accento sulle difficoltà educative in famiglia: “Si lascia fare ai figli di tutto”, regna sovrano il permissivismo ed è forte la convinzione che il rimprovero possa farli crescere con pesanti complessi di inferiorità. In una delicata fase dell’esistenza in cui la capacità di scelta dei propri percorsi, può diventare decisiva per l’intero progetto di vita, devono essere rinsaldati i legami con i figli per aiutarli a combattere qualsiasi turbolenza. La famiglia deve poter riappropriarsi del suo ruolo di crescita delle nuove generazioni. L’occasione per fare il punto sull’attualità del problema è anche quella di non sottostimare il fenomeno criminale. Talvolta gli atteggiamenti di prevaricazione, di aggressione ripetuti con sistematicità, così come l’uso superficiale e scorretto di Internet, possono generare la comparsa di illeciti sanzionati penalmente. Gli antidoti al problema nella sua complessità secondo l’esperto rimangono pertanto, oltre l’azione mirata della scuola rivolta agli studenti e alle loro famiglie, anche le diversità che non devono essere ragioni di scontro ma di confronto e il dialogo che favorisca il benessere e lo spessore interiore dei giovani.