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Violenza (di genere) e discriminazione: due facce della stessa medaglia?

Concluso il ciclo degli eventi dedicato alla donna, un palinsesto fortemente voluto dal dirigente scolastico Girolamo Arcuri.

Si conclude per quest’anno il ciclo degli eventi dedicato alla donna, un palinsesto fortemente voluto dal dirigente scolastico Girolamo Arcuri. Le attività che hanno coinvolto gli studenti saranno inserite come attività sistemiche all’interno del Piano triennale dell’offerta formativa dell’istituto. Dopo gli incontri rivolti alle donne di scienza e al lungo cammino verso la parità delle donne, l’Istituto tecnico commerciale Alfonso Lucifero si è reso protagonista di un altro incontro che ha avuto come tema la violenza sulle donne, vero e propria piaga della società contemporanea. L’evento, fortemente voluto dalle referenti, le docenti Lucia De Caro ed Eliana Vrenna, è scaturito dalla necessità di far prendere coscienza ai ragazzi su una tematica attuale, farli riflettere dando loro gli strumenti per affrontare e per difendersi. Non a caso se ne è voluto parlare adesso, in quanto è importante sottolineare che non solo il 25 novembre, ma tutti i giorni, si debba trattare questo argomento. In quest’occasione sono state scelte le studentesse e gli studenti delle classi quinte, a relazionare sono state la dottoressa Alessandra Angiuli magistrata del Tribunale di Crotone e l’avvocata Teresa Battigaglia, presidente del Comitato pari opportunità di Crotone. Con la loro semplicità, la loro chiarezza nell’esposizione dei concetti e nell’indicare riferimenti legislativi, la loro sensibilità si sono rivolte ai ragazzi, che si sono mostrati così interessati da chiedere del Disegno di legge Zan contro l’omotransfobia ancora bloccato in Senato. Il dibattito ha toccato non soltanto la violenza di genere, ma la violenza e la discriminazione nei confronti dei più fragili.

Angiuli ha identificato le varie forme di violenza, da quelle fisiche, ad esempio di un genitore che sfoga la sua rabbia immotivata nei confronti del resto della famiglia utilizzando metodi violenti, alle violenze psicologiche, più difficili da decifrare ma che lasciano segni che durano di più, e poi la violenza sessuale, il mobbing e lo stalking. Le persone che subiscono sono fragili e questa loro fragilità non dà loro la possibilità di denunciare, in quanto spesso scatta un sentimento di vergogna che fa quasi sentire in colpa la vittima, oltre alla paura di non essere creduti. Battigaglia ha fatto un excursus legislativo, riportando agli alunni, che studiano Diritto fin dal primo anno, tutte le norme che regolano i casi di violenza domestica e sottolineando come nel tempo ci siano stati cambiamenti. La donna è da sempre considerata come il cardine della famiglia, come colei che deve mantenere l’unità familiare. Finché non si capirà che uomo e donna sono uguali, ci sarà sempre violenza, violenza che si è moltiplicata durante la pandemia. Bello il dibattito creatosi con gli studenti, che durante le esposizioni delle relatrici hanno scritto le domande in chat, per poi leggerle direttamente loro nella parte finale dell’evento. Formare i cittadini del futuro, favorire la crescita formativa e stimolare gli alunni a diventare parte attiva e positiva della società è lo scopo che la scuola si pone con questi eventi. La partecipazione e l’interesse che i ragazzi hanno mostrato fa sperare di essere sulla buona strada.