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Seminario su bullismo e cyberbullismo al Mario Ciliberto di Crotone

Al centro della relazione tenuta dalla psicologa clinic Adele Scorza accompagnata dalle due tirocinanti Anna Garà e Paola Scerra del Consultorio familiare presso l’azienda sanitaria provinciale di Crotone.

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La sicurezza degli insicuri è alla base della lotta a bullismo e cyberbullismo. È un percorso lungo da pianificare e predisporre nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado quello da fare per contrastare il fenomeno. Il suo impatto in questo contesto è enorme, se si pensa a tutte le possibili implicazioni che un episodio di aggressività, può provocare nell’altrui psiche. Per questo motivo, è doveroso analizzarlo nelle sue sfaccettature più intime. A tal fine, per ampliare si è tenuto nei giorni scorsi un importante seminario sul tema rientrante nelle iniziative di sensibilizzazione alla Legalità al quale hanno preso parte docenti e studenti della III A, dell’indirizzo Conduzione del mezzo navale, dell’istituto Mario Ciliberto di Crotone. Un incontro fortemente voluto dal dirigente scolastico Girolamo Arcuri sempre sensibile verso queste tematiche, e organizzato dalla docente di Diritto Giuseppina Conci.

Al centro della relazione tenuta dalla psicologa clinic Adele Scorza accompagnata dalle due tirocinanti Anna Garà e Paola Scerra del Consultorio familiare presso l’azienda sanitaria provinciale di Crotone, è stato posto al centro il disagio emotivo causato dal fenomeno. L’approccio con gli studenti è stato fin dall’inizio empatico; avvalendosi del loro stesso linguaggio Scorza ha cercato di catturare l’attenzione, promuovendo una partecipazione spontanea e distesa. Gli studenti, si sono interfacciati confrontandosi sui diversi aspetti e manifestando tanta curiosità. “Ognuno di noi ha conoscenza e si porta dentro tanti sentimenti diversi che sono belli, gradevoli, vicini alla gioia, alla pace, alla serenità, ma ci sono anche quelli più tristi, difficili e travagliati. Riconoscere la varietà delle cose che avvengono dentro di noi, ascoltando le emozioni più intime, ci permette di accettarli anche negli altri” ha detto Scorza. Il possessore di queste competenze di “intelligenza emotiva” instaura rapporti sociali più costruttivi ed armonici. Ha effettuato inoltre con i ragazzi alcuni esercizi di attivazione emotiva affinché potessero prendere consapevolezza delle proprie emozioni e, nello stesso tempo, gestire quelle degli altri. La discussione che ne è nata ha evocato l’intervento e lo studio che, su bullismo e cyberbullismo, ha condotto l’avvocata Livia Pennetta (esperta di diritto di famiglia e diritto minorile), la quale si è focalizzata sull’aspetto ontologico dei summenzionati fenomeni. Gli stessi riguardano la salute internazionale e colpiscono in modo trasversale la società indipendentemente dal ceto, circa il manifestarsi di condotte la cui matrice comune si incentra nella scarsa tolleranza e nella non accettazione verso l’altro, l’emarginato, l’escluso perché “diverso”. Spesso la valutazione di tali agiti è sottovalutata, quasi banalizzata, tanto da sminuire la portata della loro pericolosità. Le vittime in alcuni casi, possono essere molto fragili e inermi e le forme di violenza di cui il fenomeno si nutre, possono sfociare in una vera sopraffazione fisica e verbale. In presenza di ciò diventano argini di controllo la famiglia e la scuola, essenziali fondamenta per la formazione personale e sociale dei giovani. La vera sicurezza non sta tanto nell’evitare situazioni problematiche, quanto nell’infondere l’acquisizione di strumenti necessari per gestirle. E’ doveroso peraltro generare una responsabilizzazione per garantire comportamenti corretti nella quotidianità e in rete. Non vale perciò criminalizzare dispositivi multimediali o condurre campagne denigratorie delle tecnologie ma, occorre viceversa, fare opera di informazione, divulgazione e conoscenza.

Anche la scuola realizza interventi mirati di prevenzione del disagio, ponendo in essere misure formative ed informative rivolte a tutta la comunità scolastica, ivi comprese le famiglie, in risposta alle necessità individuate.
Come controspinta psicologica idonea ad orientare i comportamenti giovanili, esistono sforzi legislativi come la legge 71 del 29/05/2017 che studia e prevede strumenti di contrasto al cyberbullismo per un uso consapevole del web. Le condotte dei bulli anche in rete possono costituire numerose fattispecie di reati tipizzati dal codice penale. In definitiva non si può permettere, in relazione alla coscienza sociale, che terribili faccende di violenza dilaghino e si radicalizzino nella ordinarietà. Pensare ad un’azione di percezione, di comprensione delle emozioni, rimane per la psicologa lo stimolo portatore di benessere tra i giovani oltre ad essere una grande opportunità finalizzata a migliorare altresì le interazioni interpersonali.

 

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