L’unica cura al momento è restare a casa, rispettiamo le regole

Sul portale rossoblu torna #DistantiMaUniti. Questa volta a lasciare il suo messaggio, è il difensore argentino Spolli.

Nuovo appuntamento con #DistantiMaUniti: dopo Barberis, oggi è il turno di Spolli che, direttamente dalla sua abitazione crotonese dove vive con la moglie Angela e la figlia Benedetta, ha risposto attraverso dei video a 8 domande, proprio come il suo numero di maglia.

Ovviamente abbiamo iniziato dal particolare momento che stiamo attraversando:

Si tratta di un momento molto triste per tutti, ma bisogna adattarsi e soprattutto è importante restare a casa. Noi come giocatori, ma soprattutto come persone, cerchiamo di essere da esempio per far passare il messaggio che la gente deve rimanere a casa perché ad oggi è l’unico ‘vaccino’ per sconfiggere il virus. Il nostro pensiero è per i dottori, gli infermieri e tutti coloro che ogni giorno lottano per salvare vite umane. Bisogna pensare a chi purtroppo non c’è più, alle loro famiglie, e bisogna essere responsabili in questo periodo perché penso che la responsabilità sia la prima cosa”.

In questo periodo si parla di eventuale ripresa, di giocare anche in estate o addirittura di uno stop definitivo della stagione. Cosa ne pensi?

“Pensare ad una ripresa o ad uno stop del calcio credo che non sia questo il momento per parlarne, sinceramente ci sono altre cose molto più importanti a cui pensare”.

Nicolas ha tanti familiari in Argentina, com’è la situazione nella tua Nazione?

“In Argentina è arrivato il virus ma per fortuna ancora non ci sono tanti casi, il nostro Presidente ne ha capito subito la pericolosità e ora tutto il Paese è in quarantena. Sento quotidianamente i miei cari e, essendo arrivato per prima in Italia il virus, ho ‘istruito’ loro sulle regole da rispettare”.

Ti manca lo spogliatoio?

“Ovviamente lo spogliatoio manca tantissimo ma con i compagni siamo in contatto con il gruppo di WhatsApp e FaceTime, cerchiamo di stare in compagnia utilizzando la tecnologia”.

A fine intervista abbiamo chiesto anche due curiosità al difensore rossoblù, la prima è relativa al sogno che aveva da bambino e se ha eventuali rimpianti nella sua ottima carriera:

“Ho sempre sognato di fare il calciatore da bambino, credo sia il sogno di tutti. Poi quando ho iniziato a realizzare questo sogno avevo un obiettivo, quello di giocare solo ed esclusivamente in Italia e ho avuto la fortuna di venire qui e sto giocando ad alti livelli. Sono soddisfatto della mia carriera e non ho rimpianti, non è mai facile arrivare a certi livelli e sono ben 11 anni che sono in Italia”.

La seconda curiosità invece è quale sia stato l’attaccante più difficile da marcare:

“In carriera ho incontrato tanti giocatori difficili da marcare come Higuain, Ibrahimovic, Eto’o però se proprio devo sceglierne uno che mi metteva sempre in difficoltà dico Totò Di Natale, penso sia stato quello con cui ho fatto più fatica”.