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Crotone mercato chiuso, lavoro apertissimo!

La società ha fatto un ultimo sforzo con Petriccione, Siligardi, Djidji e Luperto; vedremo se servirà a fare arrivare quei goal che mancano.

di Procolo Guida

Chiusa la campagna acquisti che tanti danni ha fatto all’inizio di stagione di quasi tutte le squadre di serie A, il Crotone si appresta a lavorare, si spera, con più serenità e qualche certezza in più. Il Presidente Vrenna già nel pre partita di Sassuolo aveva ricordato a tutti che il Crotone avrebbe potuto fare il Crotone; mister Stroppa, nell’immediato dopo gara, chiedeva capacità di fare male in zona goal, forte di una prestazione eccellente che però aveva fruttato un tabellino impietoso.

Sotto questo strettissimo aspetto è arrivato “solo” Luca Siligardi, 32enne con poco meno di 90 presenze in serie A con 8 goal e 4 assist in molte mezze stagioni e tanti cambi di maglia in corsa. Se vi si aggiunge la quasi “esordienza” di quasi tutti gli altri componenti dell’attacco e delle mezzali presenti in rosa, Giovanni Stroppa si starà ancora grattando la folta chioma assieme a tutti gli altri componenti dello staff tecnico.

Ma è necessario guardare alla composizione di questa rosa (attendendo anche l’esordio di Benali, il ritorno di Riviere ed il pieno inserimento di Dragus) con l’ottica di Gianni Vrenna che appunto deve avere la prospettiva di una piccola società di una piccolissima regione alla sua seconda esperienza nella massima serie e, cosa non da poco, con le prime tre gare che hanno detto molto di più, e ci verrebbe da dire pure di diverso, dei 10 goal incassati; accenniamo a qualche dato dunque:

  • Il Crotone è al 10° posto per possesso palla nella metà campo avversaria, ben 11 minuti di media, l’Inter prima ne ha 17;
  • è 7° per cross fatti con 14 utili e ben 16 sbagliati;
  • è 12° per tiri effettuati (33) con però solo 12 nello specchio della porta;
  • è 17° per sole 6 parate effettuate

E’ vero questi ed altri numeri debbono essere raffrontati ed incrociati meglio e più approfonditamente fra di loro; ma che vi sia stata una netta sensazione di costante miglioramento sia in termini di gioco che di tenuta tecnica, tattica e psicofisica anche grazie a qualche altro inserimento degli altri nuovi innesti che via via arrivavano, è altrettanto vero! Quanto utili potranno essere l’inserimento sistemico di Pereira, Vulic e Reca (giusto per fare anche una mini classifica tutta nostra) ce lo diranno anche i 10 giorni che ci separano dalla sfida allo Scida con la Juve al rientro, più che la stessa gara in se.

Per ora è importante segnalare che è arrivato un mancino centrale come Luperto per non obbligare il Mister a schierare Golemic l’intera stagione, il massiccio franco ivoriano Djidji che aiuterà l’inserimento nel nostro difficile campionato di Magallan, che non ha nemmeno demeritato tantissimo; ed il mancinissimo Siligardi che nella sua certo travagliata carriera ha fatto vedere le cose migliori da esterno d’attacco di destra, dove non ha mai avuto timore di puntare l’avversario rientrando, per calciare verso la porta e… …per magari supportare il talento di Messias col quale interscambiare i ruoli di mezzala e punta nel corso della stessa gara, con la speranza che, assieme, possano garantire una quantità di tiri nello specchio ben diversa da quella che ha offerto Junior da solo.

Certo sarà importante recuperare Riviere e, soprattutto, Benali, perché noi siamo convinti che, al di là di amnesie di singoli in difesa ed a centrocampo schierato, è la fase d’attacco che ha deluso di più; soprattutto a Reggio Emilia contro quella tanto decantata squadra di De Zerbi che nei primi 60 minuti ci ha capito davvero poco cambiando tre modi di giocare per riuscire ad arginare il posizionamento sistemico degli spazi di azione che i ragazzi di Mister Stroppa occupavano con una conoscenza davvero notevole.

Abbiamo infatti fatto fatica a comprendere anche in serie B quanto importante è, negli schemi del nostro allenatore, l’azione di pressing preventivo ed “autonomo” che presuppone il movimento coordinato, nello spazio e nel tempo, di tutti i giocatori delle squadre di Giovanni Stroppa. Non c’è mai, con l’allenatore lombardo, la ricerca di portare pressione sul portatore o i portatori (come più spesso hanno a disposizione le squadre di serie A); la limitazione degli appoggi avversari è la diretta conseguenza di una squadra organizzata sulla propria struttura posizionale che guarda sistematicamente all’attacco degli spazi della metà campo avversaria; ecco perché anche quando si è costretti ad essere più bassi non diventa un grandissimo problema se si sa stare corti senza lanciare specifici giocatori ad iniziare la fase di pressing vera e propria. Ecco perché quando il Mister ha sempre cercato di spiegare che il suo 3 5 2 era l’evoluzione naturale del  4 3 3, era solo per far comprendere che così si riesce ad attaccare le due parti del campo avversaria con un uomo in più.

Ecco dentro questa economia di spesa di energie, soprattutto tecniche, si spiega il foltissimo numero di centrocampisti a disposizione (con la chicca Petriccione che rappresenta anche l’ennesima incognita) che potrà essere la vera carta che ci potrebbe permettere di avere quinti e mezzale sempre fresche da sfruttare al meglio anche grazie alle cinque sostituzioni; ci vorrà ancora un pò di tempo e soprattutto la fiducia necessaria per permettere a questo gruppo di stupire innanzitutto se stesso… …e magari, come lo scorso anno, a reputare normale che una squadra così (dopo che l’hai vista sempre dominare) sia salita autorevolmente in serie A con l’11° monte ingaggi di quella categoria.

Invece nulla è semplice, soprattutto se il cinismo di questa Altra categoria, ti costringe a doverti pure reputare soddisfatto essendo l’unica squadra a non avere in rosa nemmeno una punta di categoria, piuttosto affannosamente a cercare di costruirla con la ferocia agonistica e la sapienza tattica. Ecco se ogni singolo suo compagno di squadra prendesse esempio da Salvatore Molina, tutto diventerebbe tremendamente più bello ed affascinante, qualunque risultato arrivi!