Dallo “Scida Museo” all’ENI Stadium: la proposta del Club I Pitagorici per il futuro di Crotone

Dopo il finanziamento annunciato da ENI per l'agibilità dello stadio Ezio Scida, il Club I Pitagorici rilancia: preservare lo storico impianto come "stadio-museo" e avviare un confronto per realizzare un nuovo stadio moderno, sostenibile e polifunzionale.

Il finanziamento che ENI destinerà agli interventi necessari per garantire l’agibilità dello stadio Ezio Scida potrebbe rappresentare molto più di una semplice risposta a un’esigenza immediata. Per il Club I Pitagorici, infatti, è l’occasione per aprire una riflessione sul futuro dello sport e della città di Crotone, immaginando un progetto capace di coniugare memoria, sviluppo e visione.

In una nota firmata dal presidente Pasquale Labbate e dal vicepresidente Enzo Albanese, il sodalizio accoglie con favore l’impegno economico del colosso energetico, definendolo “un gesto concreto” nei confronti della città, del Football Club Crotone e di una comunità che ha sempre considerato il calcio un patrimonio identitario.
Ma il Club invita a guardare oltre l’emergenza.

Lo Scida come stadio-museo

La riflessione parte da una dichiarazione rilasciata nell’aprile 2024 dalla soprintendente Stefania Argenti, che aveva immaginato un futuro in cui lo stadio Ezio Scida potesse convivere con il Parco Archeologico dell’antica Kroton, trasformandosi in uno “stadio-museo“, un luogo unico dove sport, archeologia e cultura possano integrarsi.
Una visione che il Club I Pitagorici considera un’opportunità straordinaria per valorizzare uno dei simboli della città.

Secondo il Club, se lo Scida è destinato a diventare sempre più un luogo della memoria e della valorizzazione culturale, allora diventa inevitabile interrogarsi sulla futura casa del Football Club Crotone e dello sport cittadino.

La proposta: un nuovo ENI Stadium

Da questa riflessione nasce la proposta: avviare un confronto istituzionale per realizzare un nuovo stadio moderno, sostenibile, sicuro e polifunzionale. Un impianto capace non solo di ospitare le partite del Crotone, ma anche concerti, eventi culturali, manifestazioni sportive e iniziative sociali durante tutto l’anno, con ricadute positive sul piano economico, turistico e occupazionale.

Il Club immagina ENI come partner strategico dell’iniziativa, ipotizzando anche un accordo di naming rights che porterebbe alla nascita del primo “ENI Stadium” del Sud Italia.
“Nessuna semplice sponsorizzazione – sostengono i firmatari della nota – ma un investimento destinato a lasciare un’eredità concreta alle future generazioni”.

Un tavolo per costruire il futuro

Il Club I Pitagorici richiama anche gli esempi di altri impianti italiani e dei progetti di rigenerazione urbana legati alla costruzione di nuovi stadi, sostenendo che anche Crotone possieda tutte le caratteristiche per intraprendere un percorso simile.

L’idea è quella di far convivere due simboli: da una parte l’Ezio Scida, preservato come “stadio-museo” capace di raccontare la storia dell’antica Kroton e del calcio rossoblù; dall’altra un nuovo impianto che rappresenti il futuro dello sport cittadino.

Per questo il Club rivolge un appello a ENI, Comune di Crotone, Regione Calabria, Governo, Football Club Crotone e alle forze economiche e sociali del territorio affinché si apra un tavolo di confronto sul futuro infrastrutturale della città.
“Le grandi città crescono quando hanno il coraggio di immaginare ciò che ancora non esiste”, conclude la nota. E quel sogno, secondo il Club I Pitagorici, oggi potrebbe già avere un nome: ENI Stadium.