Crotone, il popolo rossoblù è chiamato a raccolta: «È il momento di tornare a essere una cosa sola»
La campagna abbonamenti è partita. E con essa, secondo il Club “I Pitagorici”, deve ripartire anche qualcosa di ancora più importante: l’amore, l’orgoglio e il senso di appartenenza del popolo rossoblù.
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La sconfitta nel derby contro il Cosenza brucia. È inutile nasconderlo. Ma non può e non deve diventare il giudizio definitivo su una squadra ancora in costruzione, chiamata ad affrontare una stagione nella quale l’obiettivo dichiarato è la salvezza.
È proprio nei momenti difficili, però, che una tifoseria dimostra quanto sia davvero legata alla propria maglia.
Ed è da qui che parte il messaggio del presidente del Club “I Pitagorici” Pasquale Labbate e del vicepresidente Enzo Albanese: tornare a essere popolo, tornare a essere Scida, tornare a essere Crotone.
La sconfitta non cancella la voglia di ricominciare
Nel derby si sono viste tante cose da migliorare, ma anche una squadra che ha provato a giocare, a costruire e a proporre una propria idea di calcio. Il percorso sarà lungo e tutt’altro che semplice. Serviranno lavoro, sacrificio, pazienza e probabilmente anche qualche momento difficile. Ma servirà soprattutto il dodicesimo uomo. Quello vero.
Quello che non compare nelle formazioni, che non prende voti e che non segna gol, ma che può cambiare il volto di una partita: il popolo rossoblù.
A indicare la strada, quasi simbolicamente, sono state anche le parole di mister Leandro Greco dopo il derby. Il tecnico ha voluto ringraziare pubblicamente la Curva Sud per il sostegno ricevuto nonostante la sconfitta.
Un gesto che i Pitagorici hanno voluto raccogliere e rilanciare.
Perché quel sostegno, arrivato quando il risultato faceva male, racconta un modo diverso di vivere il calcio.
Labbate: «Non è il momento delle promesse, ma dell’appartenenza»
Il presidente Pasquale Labbate si rivolge direttamente ai tifosi e lo fa senza promettere scorciatoie.
«Non è il momento delle promesse facili e nemmeno dei proclami. È il momento della responsabilità e dell’appartenenza», è il cuore del suo messaggio.
Labbate non nasconde le difficoltà e non chiede ai tifosi di dimenticarle. Al contrario, invita tutti ad affrontarle insieme. La squadra è in costruzione, l’obiettivo è la salvezza e ci sarà da soffrire. Ma il Crotone, secondo il presidente dei Pitagorici, non può affrontare questa stagione senza il proprio popolo.
Da qui l’appello ad abbonarsi e a tornare allo Scida. Non come semplice acquisto di un biglietto, ma come atto d’amore e di fiducia verso la maglia rossoblù.
«Possiamo avere opinioni diverse, possiamo discutere e possiamo anche essere critici», sottolinea Labbate, ma quando il Crotone scende in campo bisogna ritrovare un’identità comune.
«Una città. Una tifoseria. Una maglia. Un solo cuore».
È questa la fotografia che i Pitagorici vogliono tornare a vedere sugli spalti.
Albanese: «Il vero sostegno si vede quando c’è da rialzarsi»
Sulla stessa linea il vicepresidente Enzo Albanese, che parte proprio dal ringraziamento di Greco alla Curva Sud. Perché il calcio, quello vissuto con passione, non si misura soltanto nelle giornate di vittoria. «Il vero sostegno si vede quando c’è da rialzarsi», ricorda Albanese.
E quella Sud che ha continuato a sostenere la squadra dopo una sconfitta deve diventare, nelle intenzioni del Club, il punto di partenza per ricostruire un’atmosfera che per troppo tempo si è affievolita.
Tornare a cantare. Tornare a vivere lo stadio. Tornare a sentirsi parte della stessa famiglia.
Non applausi a prescindere, dunque. Non una richiesta di consenso cieco. Ma passione. Presenza. Appartenenza.
Ai giocatori viene chiesto di onorare la maglia e dare tutto sul campo. Alla tifoseria spetta invece il compito di fare la propria parte sugli spalti.
Perché uno Scida pieno, rumoroso e compatto può diventare davvero un valore aggiunto per il Crotone.
Oggi tocca al popolo rossoblù
La squadra farà il proprio percorso. La società farà il proprio lavoro. Ma adesso, sottolineano i Pitagorici, tocca anche alla gente di Crotone. La campagna abbonamenti diventa così qualcosa che va oltre la semplice sottoscrizione di una tessera.
È una scelta.
È esserci quando tutto è facile, ma soprattutto quando c’è da costruire.
È guardare questa squadra e dirle: «Noi ci siamo. Ora tocca a voi».
È tornare a riempire lo Scida. È tornare a far sentire la propria voce. È tornare a costruire quella compattezza che per anni ha rappresentato una delle armi più forti del Crotone.
Perché il calcio può cambiare, le squadre possono cambiare, gli allenatori possono cambiare.
Ma una cosa dovrebbe restare immutata: l’amore per quei colori.
«Non servono spettatori. Serve un popolo»
Il messaggio finale dei Pitagorici è una chiamata alle armi, nel senso più passionale e sportivo del termine. La Sud deve tornare a trascinare. Lo Scida deve tornare a spingere. Il popolo rossoblù deve tornare a sentirsi una cosa sola. Non importa da dove si riparte.
Conta il modo in cui si decide di farlo.
E allora l’appello è semplice, diretto, quasi un grido:
ABBONIAMOCI.
RIEMPIAMO LO SCIDA.
SOSTENIAMO IL CROTONE.
TORNIAMO A ESSERE COMPATTI.
Perché nei momenti difficili non servono spettatori. Serve un popolo.
E quel popolo, ricordano Pasquale Labbate ed Enzo Albanese, siamo noi. Tutti uniti. Tutti rossoblù. Perché il Crotone siamo noi.



