#CrotoneInterUnder23 | Mister Greco: «Dobbiamo diventare rulli compressori. L’Inter? Ha qualità per vincere il campionato»
#CrotoneInterUnder23 - Alla vigilia della sfida con l’Inter Under 23, Leandro Greco promuove la crescita del Crotone ma chiede un salto di qualità sotto porta e soprattutto nella mentalità: «Dobbiamo essere rulli compressori». Possibile turnover, grande attenzione all’avversario e un pensiero già rivolto alla costruzione del futuro rossoblù.
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#CrotoneInterUnder23 – Il tecnico del Crotone alla vigilia della sfida con l’Inter Under 23: «La squadra sta costruendo una bella identità, ma dobbiamo concretizzare di più. Voglio vedere una squadra forte anche quando le cose non vanno come vorremmo»
Il Crotone torna in campo domani, martedì 15 settembre alle 18:30, allo stadio Ezio Scida, per affrontare l’Inter Under 23 nella quinta giornata di campionato. Una sfida che arriva a distanza ravvicinata dal pareggio contro il Savoia e che costringerà Leandro Greco a valutare con attenzione energie e condizioni dei suoi giocatori. Ma nella conferenza stampa della vigilia, il tema principale non è stato soltanto il possibile turnover. Il tecnico rossoblù ha parlato soprattutto della crescita di una squadra che, partita dopo partita, sta mostrando un’identità sempre più riconoscibile, ma che deve ancora imparare a trasformare in gol la grande mole di gioco prodotta.
«I complimenti vanno ai ragazzi»
Greco parte proprio da qui. Dalle prestazioni offerte nelle prime giornate e da quella sensazione, sempre più evidente, che il Crotone abbia intrapreso un percorso preciso: «I complimenti vanno fatti ai ragazzi, perché poi in campo vanno loro», ha sottolineato il tecnico, evidenziando come la squadra stia costruendo «un’identità bella».
Il rammarico, però, è evidente: il Crotone ha raccolto meno di quanto prodotto.
«Il dispiacere è quello di aver raccolto veramente poco», ha ammesso Greco, convinto però che il lavoro alla lunga finirà per dare i suoi frutti.
Il concetto è chiaro: continuare a lavorare, senza farsi condizionare eccessivamente dai risultati immediati: «Quando una squadra lavora così, in maniera molto seria e profonda, con questi ragazzi e con questa dedizione, sicuramente andremo a raccogliere quello che meriteremo».
Turnover? «Tutti devono sentirsi importanti»
La quinta partita in pochi giorni porta inevitabilmente con sé il tema delle rotazioni. Greco non esclude cambiamenti rispetto alla formazione vista nelle ultime uscite e cita anche Andreoni e Brignola tra i giocatori che potrebbero trovare spazio, ma non vuole anticipare le proprie scelte.
La filosofia, però, è precisa: servono tutti.
«L’idea è quella di coinvolgere tutti, perché abbiamo bisogno di tutti», ha spiegato. Anche i giocatori che hanno avuto meno spazio devono sentirsi parte integrante del progetto. E proprio le partite ravvicinate possono diventare un’occasione per scoprire nuove soluzioni.
«Tutti si devono sentire pronti, tutti si devono sentire importanti. Io dico sempre: la squadra che inizia è importante, chi subentra è determinante».
Un concetto che, secondo Greco, ha già prodotto risultati nelle ultime due partite, quando gli ingressi dalla panchina hanno contribuito a cambiare l’inerzia delle gare.
Tordini e l’arma dei cambi
Tra i giocatori che possono cambiare il volto di una partita c’è sicuramente Tordini. Mister Greco lo considera un esempio perfetto di come un giocatore possa essere utilizzato anche strategicamente dalla panchina.
«Tordini è uno che quando entra spacca le partite», ha spiegato il tecnico. Il problema, per l’allenatore, è quasi un “problema di lusso”: alcuni giocatori meriterebbero di partire dall’inizio, ma possono essere ancora più utili entrando a gara in corso. Le scelte, quindi, dipenderanno non soltanto dalla condizione fisica, ma anche da ciò che Greco immagina possa accadere durante la partita.
«L’Inter può ambire a vincere il campionato»
Domani allo Scida arriverà l’Inter Under 23, avversario che l’allenatore rossoblù considera di livello molto alto: «È un avversario di grandissima qualità», ha detto senza mezzi termini. «Se entra nelle partite, può ambire anche a vincere il campionato per qualità e forza».
I nerazzurri arrivano da due sconfitte e, proprio per questo, secondo Greco potrebbero presentarsi a Crotone con un livello di attenzione ancora maggiore: «So che avrà alzato sicuramente il livello di attenzione della squadra», ha spiegato riferendosi al tecnico nerazzurro.
Il Crotone, però, non vuole snaturarsi. L’obiettivo sarà dare continuità al modo di giocare mostrato nelle ultime partite, cercando di imporre il proprio gioco e di controllare la gara. Con una condizione fondamentale: finalizzare le occasioni create.
Il vero problema? Quel maledetto ultimo pezzetto
È probabilmente il passaggio più interessante della conferenza. Mister Greco sa perfettamente che il Crotone sta producendo tanto, ma che il rapporto tra occasioni create e gol realizzati non è ancora soddisfacente. E il discorso non riguarda soltanto Antonino Musso.
«Abbiamo avuto tante occasioni con gli esterni, con alcuni centrocampisti», ha ricordato l’allenatore. Il Crotone ha avuto diversi uno contro uno dentro l’area, transizioni dopo recuperi alti e situazioni che, secondo Greco, una squadra con la qualità tecnica dei rossoblù deve imparare a sfruttare meglio.
«Dobbiamo tirarci fuori dei gol», ha detto. Serve quindi «alzare il livello di cattiveria e di qualità di calcio».
Musso deve sbloccarsi, ma non può essere l’unica soluzione
Sul centravanti rossoblù, il tecnico ha voluto allargare il discorso. Musso non è mai stato un attaccante da venti gol a stagione. Il suo rendimento abituale si colloca intorno ai 10-15 gol.
«Prima o poi si sblocca», ha ribadito Greco, augurandosi che possa arrivare anche oltre quei numeri. Ma il Crotone deve imparare ad attaccare l’area in maniera diversa, coinvolgendo maggiormente anche gli altri giocatori.
«Abbiamo tanti palleggiatori, quindi tutta gente che bisogna un po’ forzare ad attaccare l’area». Il lavoro, dunque, è già cominciato.
E c’è anche un aspetto psicologico da curare, soprattutto nei confronti di Musso: «Mi piacerebbe aiutare ancora Antonino e capire come poterlo aiutare da un punto di vista emotivo», ha spiegato Greco, sottolineando l’importanza di farlo sentire «più sicuro e meno responsabile».
«Voglio una squadra rullo compressore anche mentalmente»
È qui che arriva forse la frase più significativa della conferenza. Mister Greco vuole un Crotone capace di non lasciarsi condizionare dagli episodi e soprattutto dalla frustrazione: «Noi vogliamo essere dei rulli compressori da un punto di vista mentale».
Il tecnico ha raccontato di aver visto, durante la partita contro il Savoia, qualche giocatore iniziare ad abbassare la testa dopo le occasioni fallite. È proprio quello che non vuole vedere.
«Vittoria, pareggio, sconfitta non devono scalfire quello che dobbiamo andare a fare».
L’obiettivo prioritario, ribadisce Greco, resta quello di diventare squadra sotto ogni punto di vista, far crescere i giovani e aumentare la loro autostima. Poi, inevitabilmente, arriveranno anche i risultati. «Alla lunga sono convinto che diventeremo una squadra forte, che sarà competitiva».
Intensità: il Crotone può davvero mantenerla per 90 minuti?
La domanda arriva quasi naturale osservando il Crotone delle ultime settimane. Quando i rossoblù riescono a mantenere alta l’intensità, la squadra sembra effettivamente capace di mettere alle corde l’avversario. Quando invece cala la pressione, emergono difficoltà e blackout. Il mister non nasconde il problema: «I ragazzi non sono macchine», ricorda.
Mantenere quella intensità per novanta minuti non è sempre possibile, anche perché dall’altra parte ci sono gli avversari. Ma soprattutto, spiega il tecnico, quella mentalità va costruita nel tempo.
«Non è una questione solo di tattica, di motivazioni, di senso di appartenenza. È capire il momento, avere senso di responsabilità verso la piazza e verso i tifosi».
E domani contro l’Inter ci sarà un’altra occasione per capire a che punto sia arrivato questo processo.
Il modulo conta meno dell’identità
Greco ha poi chiarito anche la questione tattica: il Crotone ha cambiato modulo più volte durante le partite, ma non perché manchi un’identità precisa.
«Non sono fissato sui moduli», ha spiegato.
L’idea è occupare gli spazi nel modo migliore possibile, adattandosi alle caratteristiche dei giocatori e dell’avversario. La duttilità di elementi come Tordini, Zunno e Grosso permette al tecnico di modificare l’assetto senza necessariamente modificare la filosofia di gioco.
Mister Greco e la ‘nduja
La conferenza si chiude con una parentesi decisamente più personale. Greco racconta di vivere la città, di passeggiare sul lungomare, di andare a cena fuori e di aver apprezzato soprattutto il rapporto con la gente. E rivela anche una passione gastronomica che sembra averlo già conquistato: la polpetta con la ‘nduja.
«Mi sta sfondando», scherza. «È una cosa devastante».
Ma dietro la battuta c’è un pensiero molto serio sul futuro: «Mi piacerebbe costruire qualcosa di bello con questa squadra e con questa società».
Il mister sa che questa è una stagione difficile e che il calcio, alla fine, vive di risultati. Ma non nasconde il desiderio di poter avere, un giorno, la possibilità di lavorare su una squadra per più tempo e ricostruire quella competitività che, secondo lui, Crotone ha sempre avuto: «Sono convinto che questa società può ritornare ad alti livelli».
Per ora, però, c’è un’Inter Under 23 da affrontare. E una squadra che domani sera dovrà dimostrare di essere davvero quel “rullo compressore” mentale che il suo allenatore pretende.
Perché creare tanto è un buon punto di partenza. Adesso il Crotone deve imparare a trasformare quel gioco in gol, quei gol in vittorie e quelle vittorie in consapevolezza.



