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Le rubriche di Crotone Informa - Sanita' E Salute

Stragrande maggioranza dei casi asintomatici e “scorretti” nei comportamenti foto

Ma non ci si può nemmeno lamentare più di tanto se poi i social devono essere inseguiti nelle loro esternazioni quasi sempre degenerative

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    di Procolo Guida

    Iniziamo con il sottolineare uno dei due dati fornitici sempre dall’Analista Simone Carozzo che nella prima tabella mostra la distruzione, per età, dei Contagi e dei Decessi per Covid che confermano come, ovvio, la letalità proporzionale per età che vanno dai 60 in su. Il secondo aspetto (con relativa tabella successiva) mostra l’analisi, attualmente arrivata al 94%, sulla stragrande maggioranza dei casi che sono in Isolamento Domicilare, cioè che non presentando sintomi o comunque non avendoli tali da pensare ad un ricovero. Questo però non vuol dire che non sono “infettivi”, anzi; tali soggetti sono infatti quelli che creano la diffusione a carattere “familiare” visto che, per la maggioranza, non “accettano di essere positivi” e nelle proprie case non possono o vogliono seguire le regole di sicurezza sanitaria. Nel periodo della prima ondata invece la percentuale dei ricoveri era nettamente maggiore (anche perchè visto il numero minore di tamponi effettuati) venivano controllati solo coloro che presentavano sintomi e/o che necessitavano di cure, che addirittura richiedevano espressamente ricoveri ospedalieri. Questo è certo un particolare da non sottovalutare nei confronti tra le due “ondate”. Consiglia Carozzo, altresì, di mettere a paragone principalmente i valori di ricoveri, terapie intensive e decessi, e non i nuovi ricoveri che non sono invece confrontabili, e rischiano inevitabilmente di creare false analisi.

    E fin qua, numeri e consigli di carattere scientifico, che non possono e non devono NON riguardare ciò che sta accadendo da venerdì scorso in questo territorio, anche per la positività riscontrata da mezza Giunta Voce a Crotone, con il sindaco in capo; ed anche le due scuole chiuse a Crotone (il Filolao) ed a Isola di capo Rizzuto con il Wojtyla e per la più recente (ieri sera) chiusura di Oncologia per la riscontrata positività di un Dirigente Medico.

    Lo affermiamo proprio perchè la situazione ospedaliera di questa regione e della provincia di Crotone in specifico non può tollerare un minuto di più le due fazioni (assimilabili alle più retrive curve da stadio) di superficialisti (che rappresentano “degnamente” negazionisti e complottisti) ed alimentatori di panico (che rappresentano anche i “poveri” malati ed impanicati cronici). Questo territorio ha già pagato un prezzo altissimo durante il passato lockdown e dalla ripresa selvaggia ed incondizionata acuite dalla pessima azione della Commissario Costantino che non aveva nemmeno nominato il medico competente per i dipendenti del Comune tanto che l’entrata e l’uscita stessa erano “regolamentate” peggio del Far West.

    Chiedere dunque a Sindaco, Giunta e tutti i consiglieri comunali (anche di minoranza visto anche che fra l’altro che sia Pedace che Tesoriere sono stati indicati come soggetti a rischio) un rigore ed una attenzione spasmodica ai particolari non è nè eresia nè lesa maestà; certo con le dovute maniere ed appunto senza, soprattutto, voglie di alimentare polemiche buone solo per il panico. Ci sembra dunque ancora più impellente ed urgente che sia la comunicazione istituzionale che le conseguenti operazioni per redigere, una volta per tutte, un protocollo che salvaguardi ogni singolo comportamento di ogni singolo cittadino debba “surclassare” le indigeribili disposizioni dei vari DCPM.

    In una parola, per farci comprendere forte e chiaro: se, ad esempio l’ASP continua ad avere una modalità di comunicazione assolutamente inefficace ed insufficiente e ci aggiungiamo un profilo facebook dell’Ufficio Stampa del Comune che somiglia più ad una testata giornalistica che ospita la qualunque (con l’aggiunta di un atavico comunicatore di Akrea che serve praticamente a nulla) non ci si può nemmeno lamentare più di tanto se poi i social devono essere inseguiti nelle loro esternazioni quasi sempre degenerative. La comunicazione, soprattutto in questa era covid, è fondamentale; soprattutto per chi vuole incidere realmente su processi di cambiamento reali nella percezione del senso comune e nel riconoscimento di una autorevolezza di richiesta di senso civico e regole da rispettare, a partire dalle disposizioni covid per arrivare alla, si spera imminente, raccolta differenziata. E per dimostrare quanto sia importante e preventivo il buon lavoro certosino ed autorevole di comunicatore, basta rifarsi alla notizia di due giorni fa realtiva alla positività asintomatica del portavoce del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Giovanni Grasso; nulla vi è stato rispetto alla puntuale e quasi sempre  becera comunicazione social (e similabili). Sarà un caso? Pensiamo proprio di no!

    Avanti allora fateci vedere cosa può e deve diventare un nuovo modello di riferimento autorevole istituzionale che ovviamente si riempia di contenuti e non solo di slogan e cori da stadio populistici; anche quando sono di semplice e pure comprensibili risposte al ciarpame dilagante.

     

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