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SANITA' E SALUTE

I malati di tumore al sangue costretti a fare la chemio a Catanzaro

Laboratorio Crotone, sabato14 e domenica 15 una raccolta firme per rivendicare il diritto a curarsi a Crotone!

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Lunedì 09 Dicembre 2019 - 12:5

Alla sofferenza della malattia si aggiunge quella causata e provocata dalla burocrazia, una insensata burocrazia ed amministrazione della sanità che costringe chi lotta contro i tumori del sangue a viaggi estenuanti.
Dal 6 agosto 2018 chi vive nel crotonese e deve affrontare le sfide poste dai tumori del sangue non ha più il diritto di ricevere le cure nell’ospedale S.Giovanni di Dio di Crotone, ma deve recarsi altrove, deve recarsi nel centro più vicino che si trova a Catanzaro!
I disagi, le sofferenze e le difficoltà economiche e pratiche di chi deve affrontare terapie che durano lunghi mesi, che comportano decine di viaggi a Catanzaro, con la pioggia e con il sole, in qualsiasi condizione fisica, psicologica ed emotiva evidentemente non interessano a chi ha deciso che la malattia non era già un dolore abbastanza grande da affrontare e combattere.

Se l’aspetto umano non conta, se la persona non ha valore, allora ci chiediamo quali vantaggi economici per la Regione e per il sistema sanitario calabrese comporta e procura il non somministrare questo farmaco a Crotone?
Lo ammettiamo…non riusciamo a trovare una ragione, una spiegazione che giustifichi questa volontà di aggravare una situazione già di per sé grave.

Comprendiamo, e conosciamo invece le difficoltà di chi paga le conseguenze di queste scellerate decisioni.

Comprendiamo anche la scelta di chi rinuncia alle cure, perché stanco e perché non può affrontare anche questo impegno economico, perché non regge lo stress di viaggi in cui a farti compagnia sono gli effetti della chemioterapia! 
Chiediamo con forza la revoca del Decreto del Commissario ad acta per Piano di rientro dai disavanzi del sistema sanitario calabrese n.164 del 6.08.2018 nelle parti in cui impedisce il ricorso alle cure nel nosocomio crotonese.

Oggi proponiamo e promuoviamo una raccolta firme per ottenere la revisione del decreto.
Se disponibile al confronto si è dimostrata l’ASP crotonese, sordo invece è stato ad ogni richiesta e sollecitazione il Dipartimento “Tutela della Salute e Politiche Sanitarie” della Regione Calabria, il cui dirigente generale Antonio Belcastro nonostante gli impegni presi ha più volte dimenticato di darvi seguito!
La sanità in Calabria ha dimenticato i malati, il Governo, i ministri dell’Economia e della Salute e i commissari da loro inviati in Calabria hanno dimenticato i calabresi.
In Calabria, a Crotone dobbiamo ritornare a parlare e lottare per il diritto costituzionalmente riconosciuto alla salute, a cure appropriate e nei nostri centri di eccellenza.
 

Sabato 14 e domenica 15 dicembre saremo tra la gente per raccogliere le firme, se qualcuno è sordo o fa il sordo noi urleremo più forte, dovranno sentire chiaramente la nostra voce ed il nostro NO ad una sanità che ha dimenticato il malato!

 

 

 

 

 

 

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