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CRONACA

Aggredita medico all'ospedale, salvata da UN ULTIMO

SOLIDARIETA' e vicinanza alla dottoressa Calindro vittima designata. Poi non è certo da questi atti che può e deve rinascere buonsenso o un senso umanitario a cui troppi si ispirano nel voler far “accedere” al mondo della civiltà chi considera la migrazione un problema.

Aggredita-medico-all-ospedale-salvata-da-UN-ULTIMO
Mercoledì 05 Dicembre 2018 - 10:0

di Procolo GUIDA

Ci risiamo e ci costa dire che lo avevamo detto tempo fa in Aridatece il nostro brutto e puzzone Ospedale! (Cliccaci sopra e rileggi)

Una dottoressa dell'ospedale civile "San Giovanni di Dio" di Crotone , Maria Carmela Calindro, di 56 anni, è stata aggredita ieri pomeriggio e brutalmente ferita mentre stava lasciando il suo posto di lavoro. L’aggressore è Luigi Amoruso, di 50 anni, che a volto coperto l'ha colpita al collo con un cacciavite.

Un disoccupato, che è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio solo grazie all’intervento di un venditore ambulante extracomunitario. "Devi essere punita. Hai fatto morire mia madre".

Così sembra che l’Amoruso si sia rivolto alla dottoressa Calindro, davanti l'ospedale di Crotone, colpendola ripetutamente con un cacciavite prima di essere bloccato da Mustafa El Aoudi , appunto il venditore che prima lo ha bloccato nel suo intento omicida e poi lo ha tenuto fermo fino all'arrivo della polizia.

Secondo quanto é emerso dalle indagini, la madre di Amoruso é deceduta nel 2017 a causa di un carcinoma nel reparto di Medicina generale dell'ospedale di Crotone dove é in servizio la dottoressa Calindro. Il medico, è stata ricoverata nello stesso ospedale in codice rosso, ma non sarebbe in pericolo di vita. A  proteggere il medico è stato un venditore ambulante extracomunitario, il cui intervento è valso a scongiurare conseguenze più gravi. 

Quando, dopo aver colpito la dottoressa al collo con un cacciavite, stava per sferrare un secondo fendente, è intervenuto l'ambulante di nazionalità marocchina.

Mustafa El Aoudi è riuscito ad evitare la tragedia: "Ho fatto quello che avrebbero fatto tutti", ha detto Mustafa. Sul posto è poi giunta una Volante della Polizia di Stato che ha fermato l'aggressore e lo ha portato in Questura. La dottoressa Calindro e' stata soccorsa dai sanitari del 118.

Quella di ieri non è la prima volta: clicca e rileggi su Aggredito medico da parenti paziente all’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone.

Non è nemmeno la seconda grave aggressione compiuta a medici in servizio nell'ospedale civile di Crotone nell'arco degli ultimi 10 mesi almeno, molte non hanno avuto esiti infausti ed alcune sono state tenute lontano dai media.

Quindi la solidarietà da rivolgere alla dottoressa è quella nei confronti di una donna in trincea, quasi vittima designata di un sistema di mistificazioni che giustificano barbarie e ignoranza.

Poi poco ci piace sottolineare il reale e concreto eroismo dell’amico extracomunitario. Non è da questi atti che può e deve rinascere buonsenso o un senso umanitario a cui troppi si ispirano nel voler far “accedere” al mondo della civiltà chi considera la migrazione un problema.

Ma è un discorso già lungo e complicato di suo, figuriamoci se è possibile introdurlo in questa bruttissima e squallida storia di cronaca. Mustafà è eroe, come ogni ultimo, è eroe per indole e non certo per razza!

Vi lasciamo alla solita pletora di comunicati, partendo dal condivisibilissimo contributo dell’Ordine dei medici.

 

Ecco a voi:

  A pochi giorni di distanza dalla manifestazione a carattere nazionale organizzata in data 19.10.18 dallo scrivente Ordine con la straordinaria partecipazione di tutte le autorità istituzionali e dell’esecutivo della Federazione Nazionale dei Medici e Odontoiatri ( FNOMCeO ), l’Ordine dei Medici di Crotone si ritrova costretto ancora una volta a dover condannare la vile, ingiustificata e particolarmente violenta aggressione subita dalla dr.ssa M.C. Calindro in servizio presso U.O. di Medicina Interna del P.O. S. Giovanni di Dio di Crotone.

       Questo ennesimo episodio di violenza è stato perpetrato nei confronti di chi si adopera quotidianamente con abnegazione, cortesia, competenza e, nella fattispecie, particolare umanità, ai fini di fornire la migliore assistenza possibile ai pazienti.

Se anche l’episodio si ascrive,  purtroppo, nel più ampio  fenomeno nazionale di aggressioni nel settore sanitario, culminato non di rado con la morte, la reiterarazione di tali episodi nel nostro territorio, nonché l’escalation di violenza, desta particolare preoccupazione ed impone un ancor più fattivo e concreto impegno, già più volte da tutti sollecitato, da parte delle forze politiche e sociali, nonchè da parte delle Istituzioni tutte, che si facciano  direttamente carico del problema, nella difesa dei loro Medici e di tutti gli Operatori Sanitari, impegnati al servizio della collettività per la tutela della salute dei cittadini, bene garantito dall’Art. 32 della Costituzione.

     Questo Ordine Professionale, riunitosi in data odierna in consiglio straordinario, decide di costituirsi parte civile e propone l’istituzione della giornata nazionale contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari.

                                                                                                  Il Presidente e il Consiglio Direttivo

                                                                                                   dell’Ordine dei Medici di Crotone

 

 

 

Sindaco Pugliese su aggressione alla dottoressa Calindro: atto ignobile. Encomio Solenne per Mustafa che le ha salvato la vita

Ho appreso con sgomento dell'aggressione avvenuta all'uscita dell'ospedale, alla fine del suo turno di lavoro, alla dott.ssa Nuccia Calindro da parte di un uomo armato di cacciavite.

Una aggressione ignobile, che condanno e che poteva avere conseguenze ancora più gravi senza l'intervento di un venditore ambulante presente alla scena ed il pronto intervento degli uomini delle Forze dell'Ordine.

A loro va il plauso e la riconoscenza di tutta la comunità.

La dott.ssa Calindro è stata affidata alle cure dei suoi colleghi

Alla dott.ssa Calindro ed alla famiglia la solidarietà e vicinanza personale e della comunità cittadina.

L'aggressione alla dott.ssa Calindro, alla quale auguriamo di rimettersi presto, nella sua inaccettabilità' e inciviltà è un ulteriore segnale di una pericolosa deriva che la comunità che rappresento respinge e non intende imboccare.

Il rispetto per chi ha una funzione, per chi svolge una professione, il rispetto per l'altro, in generale, è un principio cardine al quale nessuno di noi intende derogare.

In questa vicenda triste tuttavia si è accesa anche una luce importante: quella di Mustafa, il venditore ambulante che lavora all'esterno dell'ospedale.

Senza il suo intervento le conseguenze sarebbero state gravissime.

Mustafa senza esitare è intervenuto salvando la dottoressa Calindro da ulteriori e più gravi conseguenze.

Mustafa è un esempio per tutti noi, di come realmente "gli altri siamo noi". Ed è un gesto che va evidenziato.

Proporrò alla Giunta per un riconoscimento dell'encomio solenne, massima onorificenza cittadina, che spero di potergli consegnare presto nella Casa Comunale.

La comunità gli è grata non solo per il suo pronto intervento ma soprattutto per aver confermato che l'umanità ed il rispetto delle persone sono le uniche strade percorribili.

Ugo Pugliese

Sindaco di Crotone

 

 

AGGRESSIONI A SANITARI. MISITI (M5S): “IL DDL DIVENTI LEGGE, SUBITO!”

“C’è un Disegno di legge che aspetta di diventare legge, ma quante altre aggressioni agli operatori della sanità si dovranno ancora verificare prima che il percorso si concretizzi?”. Il deputato calabrese del Movimento 5Stelle, Massimo Misiti, esprime il suo disappunto sulla lentezza con cui si sta affrontando il problema della sicurezza negli ospedali ed in particolare nei pronto soccorso del nostro Paese. A scatenare il commento piccato del parlamentare, egli stesso medico chirurgo ortopedico, l’aggressione di ieri, a Crotone, alla dottoressa del pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”. “Solo per una fatalità e per il provvidenziale e coraggioso intervento di un venditore ambulante maghrebino – continua Misiti – non si è dovuto registrare un omicidio. È intollerabile che un professionista debba rischiare la vita nell’esercizio del proprio dovere. Penso che il Ddl debba seguire un iter diverso. La sanità non può essere solo malasanità, ma ci si deve occupare anche della tutele di medici e di pazienti. Come Movimento 5Stelle abbiamo affrontato più volte il tema della sicurezza degli operatori sanitari, e lo abbiamo fatto pure qualche settimana fa con un apposito incontro alla sala “Tatarella” del Palazzo dei Gruppi parlamentari, con, tra gli altri, il presidente del Collegio italiano dei chirurghi, Filippo La Torre”. Il Ddl che, lo ricordiamo, introduce disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell’ambito dell’esercizio delle loro funzioni, licenziato dal Consiglio dei Ministri ad inizio agosto, aveva già ricevuto il parere favorevole da parte della Conferenza Stato Regioni. Tra gli articoli previsti c’è anche un'integrazione dell'art. 61 del codice penale che disciplina le circostanze aggravanti nei confronti di chi commette reati con violenza o minacce in danno degli operatori sanitari nell'esercizio delle loro funzioni. “Mi domando – conclude Misiti - se dobbiamo attendere che ci scappi un morto, un altro, prima di dare un’accelerata al percorso di trasformazione del Ddl. Spero proprio di no!”.

 

 

ATTENTATO AL MEDICO DELL’OSPEDALE DI CROTONE, CERRELLI (LEGA): “GESTO VIGLIACCO E DI UNA GRAVITÀ INAUDITA FRUTTO DI UNA SOCIETÀ RANCOROSA”

Mi lascia sgomento la notizia del vigliacco attentato alla dr.ssa Calindro, avvenuto all’uscita dall’ospedale di Crotone alla fine del suo turno lavorativo.

Non è il primo gesto di violenza posto contro i medici del nosocomio crotonese e si rende necessario, pertanto, capire le cause di questi gesti di gratuita violenza, che offendono la vita di professionisti che dedicano la loro esistenza alla cura dei malati.

La società crotonese è certamente malata  e tale disagio sociale è acuito da quel radicale individualismo, che non ci fa sentire parte di un corpo sociale, ma ci rende dei coriandoli rancorosi.

 




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