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Abramo C.C.: scrivono dal mondo politico

Proponiamo quanto scritto, tramite comunicati stampa, da Sergio Torromino, Flora Sculco, Simone Saporito ed Elisabetta Barbuto

Nelle ultime ore sono stati in tantissime le figure del panorama politico, a prendere la parola, su quello che riguarda la situazione dell’azienda Abramo Customer Care.

TORROMINO

Quello che sta succedendo a Crotone, così come nelle altri sedi calabresi e nazionali della Abramo Customer Care, ha del drammatico. La Abramo Customer Care nata nel 1996 come Datel, oggi è in fase di concordato. Il mio pensiero in questo momento va agli oltre 3000 dipendenti, a chi ha creduto in questa azienda e ci ha messo passione, serietà, competenza e tanto lavoro affinché diventasse un colosso nazionale. Già questa estate parlando con il manager aziendale Giovanni Oristano per la situazione dei ragazzi di Roma capitale, chiesi informazioni sulla ‘salute’ di un’azienda che come molte non attraversava un buon momento, ebbi rassicurazioni sulla motivazion  a continuare la sua mission e garantire la continuità lavorativa.
Dopo le insistenti voci circolate in questi giorni, ho contattato nuovamente il manager, che mi ha confermato la fase concorsuale. Oggi più che mai non possiamo permetterci che un’azienda come la Abramo, con sedi in tutta Italia ed anche all’estero, fallisca. Penso alla mia Crotone e a ciò che potrebbe comportarne la chiusura con la perdita di tantissimi posti di lavoro. Non possiamo permettercelo e non dobbiamo permetterlo. A tal proposito, ho parlato con il vicario alla Camera di FI, Roberto Occhiuto affinché insieme si faccia un azione di forza per mobilitare il governo. Ancora una volta tornerò ad interrogare il Ministro, a chiedere così come hanno già chiesto i sindacati l’istituzione di un tavolo di crisi al ministero del lavoro. In questo periodo di Covid-19 in un territorio dove il lavoro è un miraggio, si aggraverebbe una situazione di già per se drammatica.
Chiederemo al governo di adoperarsi affinché gli imprenditori non vengano lasciati soli e i lavoratori tutelati.

SCULCO

L’azienda Abramo CC ricopre una importanza fondamentale per il territorio di Crotone e le ultime notizie che arrivano non sono certo rasserenanti.
La riduzione degli stipendi, pagati al 70%, e la domanda di concordato preventivo presentato dalla società sono i segnali precisi di una crisi che, ci auguriamo, non diventi irreversibile
.
Non è il momento di sollevare allarmismi o isterie, anche perché l’iniziativa della società ha l’obiettivo di preservare la continuità aziendale, nonostante questo tipo di mercato sia il più “precario” di tutti.
La Abramo è un fiore all’occhiello di questo territorio
non solo per la sua dimensione, ma soprattutto per la qualità dei servizi offerti frutto della professionalità che, in questi anni, si è accresciuta tra i dipendenti.
Nelle prossime ore contatterò la proprietà per capire come poter sostenere fattivamente, in questa fase, la società e allo stesso tempo invito i dipendenti a dare il massimo della coesione per non compromettere il futuro dell’azienda e del loro lavoro.
La Abramo CC non può e non deve andare in crisi
, se così fosse le ripercussioni economiche e sociali su questo nostro territorio, già in forte sofferenza, sarebbero drammatiche.
Ci vuole il massimo sforzo di tutti i soggetti protagonisti, imprenditore, management, dipendenti e istituzioni per salvaguardare questo nostro patrimonio.

BARBUTO

Voglio esprimere la mia incondizionata solidarietà a tutti i dipendenti della Abramo Customer Care sui quali ieri è piombata l’ennesima doccia fredda costituita dalla notizia del deposito da parte della stessa società, presso il Tribunale di Roma, della richiesta di concordato preventivo. Così la deputata del M5S Elisabetta Barbuto in merito alla notizia che ieri si è diffusa in città destando sconcerto e preoccupazione non solo tra i lavoratori della Abramo e le loro famiglie, ma anche tra tutti i cittadini sui quali, in termini economici e produttivi, si ripercuoterebbe un ipotetico e denegato stop ad una attività che si può ormai definire “storica” per Crotone.
Non è da ieri che la società dava segnali di fumo poco rassicuranti, ma sicuramente si tratta di una mossa, hanno sostenuto i sindacati in un comunicato diffuso ieri, alquanto inaspettata nell’immediatezza,  poiché lo scenario in cui l’azienda verserebbe oggi e che giustificherebbe il ricorso al concordato preventivo, ad appena un mese di distanza dalla presentazione del piano industriale, sembra del tutto stravolto con responsabilità da ricondurre, sempre secondo la Abramo, all’abbandono del progetto da parte del mondo bancario e finanziario.
Ancora alle prese con la vicenda della commessa di Roma Capitale di cui sta continuando ad occuparsi, la deputata Barbuto ha inoltre dichiarato che anche in questa vicenda, come sempre, sarà al fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali associandosi alla richiesta di queste ultime di aprire un tavolo per la risoluzione della vicenda che vede coinvolti oltre tremila lavoratori tra le regioni Lazio, Calabria e Sicilia.
Conosco personalmente tanti giovani, ma anche meno giovani, che lavorano da Abramo da tanto tempo e so che, come tutti gli altri, hanno sempre svolto il loro lavoro con il massimo impegno, acquisendo una indiscutibile ed ineccepibile professionalità che ha contribuito alla crescita dell’azienda e alla immagine di affidabilità nei servizi resi dalla stessa anche durante il periodo del lockdown.
Ecco perché, tra le altre cose, conclude la deputata Barbuto, non lascerò nulla di intentato di quanto è nelle mie prerogative di rappresentante del territorio, per difenderne il posto di lavoro.

SAPORITO

Lo sconcerto per l’istanza di concordato presentata dalla società Abramo CC al Tribunale di Roma deve immediatamente lasciare spazio alla ferma e decisa volontà di intervenire.
È necessario che da subito i rappresentanti istituzionali del territorio unitamente alle rappresentanze sociali si attivino per avere notizie certe sulle procedure avviate dalla società e soprattutto perché il Governo ed il Ministero mettano in campo tutte le azioni necessarie per salvaguardare il perimetro occupazionale.
In queste ore contatterò la deputazione parlamentare del territorio, on. Sergio Torronimo, on. Elisabetta Barbuto, sen. Margherita Corrado, on. Stumpo, la consigliera regionale on. Flora Sculco ed il primo cittadino di Crotone ing. Voce, per programmare un intervento unitario. Dobbiamo fare fronte comune e compatto con in lavoratori, a rischio non c’è solo la tenuta occupazionale ed economica dell’intero territorio, ma anche quella sociale.