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Quattro punti…per uscire dal tunnel

Giovanni Lentini propone una riflessione su come Crotone possa ritrovare un nuovo slancio e far "partire una straordinaria azione di rinascita".

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Riceviamo e Pubblichiamo:

Senza entrare nel merito delle scelte politico amministrative che questa nuova amministrazione comunale intende e intenderà proporre nel prossimo futuro e sulle quali, a dire il vero, nutro qualche dubbio e qualche perplessità, almeno per le cose lette e viste sino ad oggi, vorrei sottoporre all’attenzione e alla valutazione di quanti mi leggeranno quattro punti programmatici da cui potrebbe e, secondo il mio umile parere, dovrebbe partire una straordinaria azione di rinascita di Crotone tale da permetterle di uscire dal tunnel in cui si trova da oltre vent’anni.

1°punto programmatico. Kroton/Cotrone/Crotone/Crotone città dello Jonio.
2°punto programmatico. Marchesato di Crotone/Provincia di Crotone/Provincia della Magna Grecia.
3°punto programmatico. Crotone città dello Jonio/Provincia della Magna Grecia/Macroarea Riva Sud.
4°punto programmatico. Rigenerazione urbana e transizione ecologica  

La progettazione di Crotone città dello Jonio prevede la conurbazione delle città di Crotone, Isola Capo Rizzuto, Cutro, Strongoli, Rocca di Neto e Scandale. Conurbazione, e non fusione di comuni, almeno non nell’immediato, che privilegia ed esalta, non mortificandole, le peculiarità dei comuni e dei territori interessati attraverso l’adozione di un Piano Strutturale Intercomunale elaborato e condiviso dalle sei amministrazioni comunali interessate. Costituita e definita la realtà urbana di Crotone città dello Jonio, questa area urbana cosi strutturata e configurata dovrebbe accettare e, se possibile, rilanciare la sfida che viene dal comune di Corigliano Rossano e dai territori dell’alto Jonio cosentino per l’istituzione della nuova provincia della Magna Grecia. Provincia della Magna Grecia che tra le priorità assolute, ancor prima della sua eventuale costituzione, si dovrebbe porre l’istituzione e la realizzazione della Rete Riva Sud con il coinvolgimento di tutte le province che si affacciano sul Mare Jonio (Siracusa, Catania, Messina, Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Taranto, Matera, Lecce). E tutto questo nella consapevolezza che la forte presenza di testimonianze risalenti al periodo della colonizzazione Greca in quei territori, potrebbe creare le condizioni, almeno inizialmente, per una Macroregione Jonica in grado di promuovere una offerta turistica integrata e incentrata sul comune attrattore dei siti archeologici dell’antica Grecia. Siti che per rilevanza ed imponenza in questa nuova visione strategica di rete potrebbero ambire ad essere candidata patrimonio dell’Unesco. Tre punti programmatici quindi sui quali fondare una visione in linea ed adeguata con la storia di Crotone che deve ritornare ad esercitare il ruolo che le compete e che la posizione geografica e la storia le hanno assegnato, quello di essere centro nevralgico e propulsivo del bacino jonico del Mare Mediterraneo e a cui non può rinunciare senza rinnegare se stessa. Resta inteso che il punto di partenza da cui prendere il via per portare a compimento il piano di rinascita e di risveglio della città di Crotone dovrebbe essere l’immediata adozione del Piano Strutturale Comunale da parte del comune di Crotone, al quale far seguire l’adozione del Piano Strutturale Intercomunale per organizzare lo sviluppo delle aree urbane interessate alla conurbazione. A questo riguardo, pur se sonnecchiante e ripiegata su se stessa, senza dimenticare l’ente Provincia che, pur essendo organo amministrativo di secondo livello, ha una funzione strategica per quanto riguarda la programmazione e la pianificazione territoriale con la possibilità di adottare il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che definisce gli obiettivi generali relativi all’assetto e alla tutela dell’intero territorio provinciale. Definiti questi obiettivi, l’altro obiettivo da perseguire nell’immediatezza dovrebbe essere l’istituzione della nuova provincia della Magna Grecia che, per non restare una mera rivendicazione territoriale ai limiti del revanscismo, dovrebbe divenire, a sua volta, ente promotore della costituzione e della realizzazione della Rete Riva Sud, una macroarea jonica costruita sulla base di una comune identità culturale , le testimonianze magno greche , e il cui obiettivo strategico dovrebbe essere quello di promuovere lo sviluppo turistico dei territori interessati con una strategia interregionale. Per quanto concerne la rigenerazione urbana di Crotone imperniata sulla transizione ecologica essa dovrebbe e potrebbe partire da due dati. Uno rappresentato dall’individuazione dei 59 Siti d’Interesse Nazionale tra i quali vi è il territorio della città di Crotone, assieme ai comuni di Cassano e di Cerchiara e l’altro da un clima di maggiore attenzione e considerazione verso un modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità ambientale. E sociale.
Da qui, da queste considerazioni, dovrebbe  partire una forte iniziativa istituzionale da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale di Crotone , tesa al coinvolgimento dei rappresentanti istituzionali dei 58 siti d’interesse nazionale,  con i quali  condividere la richiesta della bonifica integrale e immediata dei siti inquinati da sottoporre al nuovo ministro della Transizione Ecologica per renderla immediatamente realizzabile  , in quanto si tratta di siti deturpati e violentati da anni di sviluppo industriale sconsiderato e scriteriato e che, per il loro valore simbolico, una volta risanati , potrebbero divenire l’esempio da seguire per un nuovo e diverso modello di sviluppo. Un modello di sviluppo capace di tenere insieme la salvaguardia dell’ambiente e la creazione di nuove opportunità di lavoro e in grado di sostenere, con risorse adeguate alla complessità delle operazioni di bonifica, la rigenerazione e la riabilitazione di quelle aree urbane, tra le quali Crotone, cresciute in maniera irregolare. Disordinata. E casuale. E che, quindi, andrebbero ripensate. E ridisegnate. Senza perdere tempo. E senza indugi. Pena il fallimento di qualsiasi idea e prospettiva di riconversione e transizione ecologica che, com’è naturale che sia, non può non partire da quei territori che, più di altri, hanno subito, nel silenzio più assoluto e con le complicità meno sospette, il violento scombussolamento e il tragico depauperamento dei propri territori. Dei propri paesaggi. Oltre che l’inenarrabile stravolgimento delle vite di centinaia di migliaia di famiglie.

P.S. Naturalmente il sindaco e l’amministrazione comunale nell’ordinarietà della loro attività amministrativa, in silenzio e senza proclami, dovranno definire, una volta per sempre, l’ assurdo e inconcepibile , almeno per il sottoscritto,  blocco della spesa corrente da parte della Corte dei Conti e lo stranissimo e originalissimo contenzioso Syndial Spa, atteso che la società del gruppo Eni è stata condannata dal Tribunale di Milano (sentenza 2536/20122) a risarcire con la somma di 56.200,00,00 la città e i cittadini di Crotone , ancorché la stessa somma sia stata riconosciuta alla Presidenza del consiglio dei Ministri , al Ministero dell’Ambiente e al Commissario delegato per l’emergenza ambientale di Crotone.

 Giovanni Lentini

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