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Comune di Crotone e Corte dei Conti: cronaca di un fallimento annunciato

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Peppino Cosentino, Domenico Critelli e Giovanni Lentini.

Riceviamo e Pubblichiamo:

Appresa, nei giorni scorsi, la pronuncia della Corte dei Conti interrogata dal Sindaco di Crotone come la Sfinge su un quesito quasi esoterico, non nascondiamo che, sino alla fine, abbiamo fatto il tifo per il Sindaco nella speranza che il responso  (in forma di auspici) fosse favorevole alla città di Crotone. Una delusione. Abbiamo letto e riletto sia il quesito posto dal comune di Crotone sia la risposta della Corte dei Conti . E abbiamo dovuto prendere atto , nostro malgrado , che quest’ amministrazione non è minimamente adeguata al compito che i cittadini le hanno assegnato . Mancano le basi. E manca soprattutto la capacità di lettura e di ascolto. Ma al di la delle nostre considerazioni entriamo nel merito. Il sindaco di Crotone in data 07 luglio 2021 poneva un quesito alla Corte dei Conti sulla possibilità di utilizzare le royalties stante la deliberazione n. 85/2020 della Corte dei Conti, in cui la stessa inibiva l’ente dall’attuare programmi di spesa a carattere discrezionale. Preclusione che, a parere del Sindaco, non avrebbe dovuto includere il programma relativo alle royalties a patto che le stesse  “vengano utilizzate per finalità contemplate dalla legge regionale”. Quesito posto, tra l’altro, allo scopo di “orientare l’ azione amministrativa”. La Corte dei conti in data 19.07.2021 entrando nel merito dichiarava che  la richiesta di parere presentata dal sindaco del comune di Crotone era  oggettivamente inammissibile. Richiamava in tal senso la deliberazione 85/2020, in cui aveva già evidenziato  come l’Ente risultasse inadempiente, già da tempo, relativamente a: “- mancato recupero evasione tributaria; – scarsa riscossione sanzioni amministrative del codice della strada; – non corretta ricostruzione della “parte vincolata” di bilancio nel periodo 2015-2018; – non corretta reimputazione dei residui di parte capitale; – sottostima del fondo rischi in fase di consuntivo; – diminuzione dell’ accantonamento a fondo rischi in sede di manovra previsionale 2019/2021; – presenza di consistenti debiti fuori bilancio ; – sottostima de fondo perdita società partecipate”. La Corte dei Conti sempre con la deliberazione n.85/2020 concludeva la propria analisi ritenendo che il comune non avesse rimosso le anomalie censurate in più occasioni per cui restava il blocco dei programmi di spesa. Effettuate le dovute premesse relativamente all’attività precedentemente svolte dalla stessa, la Corte entrava nel merito della richiesta fatta dal Sindaco del comune di Crotone in merito all’utilizzo delle royalties. Ribadendo che l’utilizzo delle royalties ( una ripetizione valida per ieri, per oggi  e per sempre ) “è diretto allo sviluppo dell’occupazione e delle attività economiche e al miglioramento ambientale nei territori afferenti i comuni interessati” e tutto questo secondo l’accordo di programma disciplinato della legge regionale 4 settembre 2001,con riferimento agli articoli 11 ss, fra cui figurava la presenza del comune di Crotone.

Ma vi è di più. La Corte dei Conti elencava due motivi d’inammissibilità oggettiva della richiesta di parere. Il primo. Impossibilità da parte della Corte dei Conti di valutare un atto gestionale specifico come quello delle royalties. Ove infatti tale indicazione fosse stata fornita dalla Corte, come richiesto dal sindaco,  si sarebbe verificato  un’indebita ingerenza nell’attività gestionale dell’Ente irrispettosa della “separazione tra la funzione di controllo della  Corte dei Conti e l’attività amministrativa degli enti “. Il secondo. Indebita interferenza  tra la funzione consultiva e le verifiche in corso atteso che la Corte dei Conti sta ancora conducendo  attività istruttoria sui bilanci 2018/2019 allo scopo di verificare la situazione finanziaria dell’Ente e di valutare se possa o meno essere rimosso il c.d. blocco dei programmi di spesa. Per tutto quanto esposto la richiesta di parere del comune di Crotone da parte della Corte dei Conti è stata dichiarata oggettivamente inammissibile . E a nostro parere, pur non essendo giuristi,  ineccepibile e senza attenuanti. In queste considerazioni e, soprattutto, nell’evidenziare l’inconcludenza amministrativa di Sindaco e Giunta non vi è accanimento e neppure faziosità. Non ci appartiene e, tra l’altro, l’irrilevanza riguarda l’intero Consiglio Comunale. È che Crotone è ad un bivio della sua millenaria storia e non può mancare di quella visione e capacità di programmazione oggi richieste per la sfida del PNRR. Una riflessione meno orgogliosa e reazionaria non solo sarebbe rispettosa delle attese invocate dalla comunità Crotonese, ma darebbe il segno che i problemi si superano in concertazione e nell’unità. Riflettere su questo non significa ammainare la bandiera ma ridare centralità al Consiglio e sollecitare la sua funzione di programmazione, indirizzo e controllo. In assenza tutto è destinato a tirare a campare con la Città a tirare le cuoia.

Peppino Cosentino
Domenico Critelli
Giovanni Lentini