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La prossimità che non c’è!

Procopio scrive sulla chiusura degli uffici di prossimità.

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Riceviamo e Pubblichiamo:

Per la provincia di Crotone e per i comuni dell’intero territorio Provinciale da anni non c’è e non si trova pace. Un territorio sempre più abbandonato. È sempre più marginale. Un territorio privo di prospettive e di speranza. Appena dopo la famigerata legge Delrio che portò al declassamento delle province in enti di secondo livello, il segnale doveva essere colto per non farsi trovare impreparati, nella consapevolezza che era avviato, sotto la spinta e le pulsioni populistiche e demagogiche dei cinque stelle, il processo di allontanamento dei cittadini dalle istituzioni, a partire dagli enti intermedi, gli enti dopo i comuni più vicini ai bisogni e alle esigenze delle comunità. Da quel momento, un vuoto di rappresentanza democratica e tanti dipendenti provinciali che furono riassorbiti nei dipartimenti e negli uffici regionali con gli stessi servizi che prima si svolgevano nelle strutture burocratiche provinciali e che furono rimpiazzati con gli “uffici di prossimità”. A Crotone, così come per tante altre vicende, gli uffici di prossimità sono stato un miraggio in cui hanno trovato spazio pochi addetti e conseguentemente pochi servizi. Non è mai stato costituito l’ufficio per la formazione e per il lavoro, il genio civile, l’ufficio delle opere edili, l’ufficio demanio e altri uffici tecnici . Tutti uffici rimasti sotto l’egida di Catanzaro in sostituzione di quelli delle province di Crotone e di Vibo Valentia. Una situazione paradossale e non più sostenibile e di cui dovrà farsi carico il nuovo presidente e i nuovi consiglieri provinciali.
E’ l’ultimo scippo, se cosi si può definire, in ordine temporale è la chiusura quasi certa dell’ufficio turismo e della portualità turistica della provincia di Crotone . Chiusura che oltre ad essere un danno e anche una beffa per un territorio come il nostro che a parole continua ad essere definito uno dei distretti territoriali strategico per il rilancio del turismo culturale , balneare ,montano, termale e portuale dell’intera Calabria . Dal 21 ottobre il personale è stato richiamato a Catanzaro con la motivazione che la sede messa a disposizione della provincia non è agibile . Cosa che già era a  conoscenza dal 2019 e che era stata presa sottogamba per l’imperversare del covid e il conseguente smart working. Attività di adeguamento dei locali di proprietà pubblica non solo sarebbero potuti essere resi idonei con facilità e che avrebbero evitato la chiusura totale e di conseguenza l’allontanamento dalla provincia di kr del personale e conseguentemente dei servizi indispensabili per il territorio. Detto ciò mi auguro che il presidente Occhiuto tra le tante emergenze della Regione Calabria che dovrà affrontare tenga nella debita considerazione quelle della nostra provincia che tra l’altro oggi non ha più rappresentanti ne in giunta ne in consiglio cosa che io non considero un problema se il presidente Occhiuto assumerà su di sé la responsabilità e l’onere di rappresentare questo territorio martoriato , in questo supportato dalle rappresentanze parlamentari del nostro territorio e dal nuovo presidente e dai consiglieri del nuovo consiglio provinciale di Crotone. Presidente e consiglio provinciale che tra le tante cose che dovranno affrontare dovranno lavorare per rendere questo territorio normale . Un territorio che deve uscire dall’isolamento e dalla marginalità.

Giovanni Procopio
Già consigliere comunale

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