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Siti contaminati: il Dipartimento Arpacal di Crotone risponde alla Senatrice Corrado

Aloisio: "squando si presenta un evento che potenzialmente potrebbe avere contaminato un sito, il TUA prevede che le indagini preliminari devono essere svolte dal responsabile dell’inquinamento".

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I nostri tecnici, a norma di legge e sulla base di evidenze legate alla natura dell’evento, hanno selezionato le sostanze possibilmente presenti sui luoghi dell’allagamento, che presentavano maggiore tossicità, persistenza e mobilità ambientale. La nostra Agenzia ha effettuato l’intervento, prelievo ed analisi secondo quanto dettato dalla normativa, senza omettere alcuna valutazione”. Con una relazione dettagliata, il Direttore del Dipartimento provinciale di Crotone dell’Arpacal, dr. Rosario Aloisio, ha prontamente risposto alla senatrice Margherita Corrado che, con comunicazione agli enti competenti venerdì scorso apparsa sui giornali sabato mattina, ha contestato all’Agenzia ambientale calabrese ed all’azienda sanitaria locale crotonese di averle comunicato dati parziali rispetto ad un intervento avvenuto nell’area di Ponticelli a seguito di un allagamento che ha colpito l’area sul finire di marzo scorso. “In riferimento all’evento di che trattasi, si evidenzia che a seguito della Sua segnalazione – scrive Aloisio alla senatrice Corrado – inoltrata all’ASP di Crotone, la stessa ASP ha richiesto per le vie brevi al dipartimento Arpacal di Crotone un sopralluogo congiunto al fine di valutare una eventuale attività di campionamento. Nella fase di predisposizione del succitato sopralluogo, a seguito della disamina della segnalazione, preliminarmente sono stati individuati da parte dell’ASP i proprietari del sito in oggetto e, come per legge, è stata acquisita la relativa autorizzazione degli stessi per l’accesso all’interno della proprietà privata, anche al fine di poter permettere ai medesimi l’eventuale partecipazione alle attività di campo”. Alla contestazione di una presunta mancanza di parametri analizzati, il Direttore del Dipartimento di Crotone dell’Arpacal, Testo Unico Ambiente (d.lgs. 152/2006) alla mano, ha spiegato alla Senatrice Corrado quali procedure sono state seguite per scegliere i parametri da analizzare.
“Sulla base delle indicazioni da parte dell’ASP ed alla natura dell’evento segnalato relativo ad un allagamento con probabili acque di dilavamento dai piazzali dell’impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti urbani di PONTICELLI – relaziona Aloisio – si è concordato di concerto con l’ASP di prelevare n. 3 terreni superficiali per verificare eventuale potenziale contaminazione. A tal fine si precisa che nel caso di specie, sono stati prelevati i campioni necessari all’analisi dei parametri compatibili con l’evento calamitoso in atto. Si evidenzia infatti che, la lista dei parametri a cui Lei fa riferimento è meramente teorica; all’interno della citata lista vanno selezionati di volta in volta i parametri pertinenti con l’evento che si è verificato. Infatti il Testo Unico Ambientale, Alla Parte IV – Titolo V Allegato 2, Criteri Generali per la caratterizzazione dei Siti Contaminati, prevede sia per le indagini preliminari, sia per i piani di caratterizzazione la “Selezione delle sostanze inquinanti da ricercare. La selezione dei parametri dovrà avvenire essenzialmente sulla base del seguente processo:

– Esame dello stato fisico, della stabilità e delle caratteristiche di reale pericolosità delle sostanze individuate nel “set standard” di analiti di cui al punto precedente per eseguire solo su queste la caratterizzazione completa di laboratorio; Nei punti distanti dalle possibili sorgenti di contaminazione si potrà inoltre selezionare un numero limitato di parametri indicatori, scelti sulla base della tossicità e mobilità dei contaminanti e dei relati vi prodotti di trasformazione…………”

“Per mero fine espositivo – conclude Aloisio nella sua relazione inviata alla Senatrice Corrado – si evidenzia che quando si presenta un evento che potenzialmente potrebbe avere contaminato un sito, il TUA prevede che le indagini preliminari devono essere svolte dal responsabile dell’inquinamento. La normativa italiana prevede una specifica procedura ai sensi dell’art. 242 del d.lgs. 152/06 e s.m.i. in caso di possibile contaminazione delle matrici ambientali, al fine di identificare l’entità dell’inquinamento e le eventuali azioni correttive”.

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